“Deviati” Anagrafe e finanza: tutte le strade portano a Tremonti

27/10/2006
    venerd� 27 ottobre 2006

    Pagina 3 – Interni/Oggi

    Anagrafe e finanza:
    tutte le strade portano a Tremonti

      Magistrato, comandante della Gdf, direttore Entrate: loro possono autorizzare accertamenti fiscali

      di Roberto Rossi/ Roma

      SPIATA O un magistrato o il comandante della Guardia di Finanza o il direttore dell’Agenzia delle Entrate. Formalmente per procedere a un accertamento fiscale serve una di queste tre autorizzazioni. � la regola. Un magistrato la dispone, di solito, per problemi di ordine pubblico. Le Fiamme Gialle o il funzionario statale per motivi fiscali. La prima figura � indipendente, le altre due fanno capo dal ministro dell’Economia. Che nel periodo in cui sono stati spiati Prodi e forse Napolitano e Fassino era Giulio Tremonti.

      Nell’arco di due anni il solo presidente del Consiglio � stato controllato 128 volte. Senza che nessuno lo avesse messo per iscritto. 128 “strisciate”, cos� in gergo vengono chiamate gli accessi, fatte al cervello centrale dell’Anagrafe tributaria da tutt’Italia.

      Accessi per lo pi� di �qualit�. O per usare la definizione dei magistrati milanesi �capillari e approfonditi�. Vuol dire che chi ha voluto fare una ricerca su Romano Prodi o Giorgio Napolitano lo ha fatto sapendo cosa e come cercare. Guardando non solo il 740, ma anche le donanzioni, i movimenti finanziari, le compravendite. Non � un particolare da poco. Acuito, poi, dal fatto che tra gli spioni ci sono anche alcuni finanzieri. �� gi� grave – ci dice una fonte del Tesoro – se la violazione viene fatta da un civile. Ma se la stessa cosa � fatta da un militare allora � un po’ pi� grave�. Anche perch� i militari, come i dipendenti delle Agenzie delle entrate, dipendono strettamente dal ministro del Tesoro. Che ne decide funzioni e spostamenti. Che con il ministero possono anche entrare in rotta di collisione (il vice ministro Vincenzo Visco se la ricorda bene la polemica sollevata quando tent� di avvicendare i vertici lombardi delle Fiamme Gialle). Lo stesso discorso vale anche l’Agenzia delle entrate. Che ieri, tra l’altro, ha perso il suo direttore Raffaele Ferrara (dimissioni gi� decise), nominato da Tremonti al posto di Massimo Romano che con tutta probabilit� torner� al suo vecchio incarico.

      Fare una ricerca, poi, non � tecnicamente facile. Occorre un collegamento al “cervellone” dell’Anagrafe tributaria, occorre avere una password, ma soprattutto �occorre saper cercare� come sottolineano sempre da Via XX Settembre. Inoltre il collegamento al sistema centrale non pu� essere attivato dall’esterno. Vi si accede solo con dei terminali predisposti. Anche questo non va dimenticato. Elimina infatti la possibilit� che ci possano essere state infiltrazioni esterne.

      Non � un caso che proprio il ministero del Tesoro si sia affrettato ad escludere tale evenienza. �In merito ad alcune notizie di stampa – si legge nella nota – si precisa che il sistema dell’Anagrafe tributaria presenta condizioni di assoluta sicurezza sull’accesso e sulla consultazione dei dati. Possono accedere e operare sui dati solo soggetti abilitati. Ogni accesso e operazione di qualsiasi tipo viene registrata dal sistema e la registrazione conservata per 10 anni con l’indicazione di chi ha effettuato l’accesso: funzionario del ministero, Dia, Guardia di Finanza. Se soggetti abilitati – conclude la nota – hanno usato in modo improprio o illegale i dati consultati, questo � materia di indagine della magistratura, ma non mette in discussione i criteri di sicurezza nell’accesso all’Anagrafe tributaria�.

      Chi � entrato nel sistema ha quindi lasciato una traccia. Consapevolmente, si potrebbe aggiungere. Magari pensando di non essere mai scoperto, magari supponendo di non essere mai scoperto o controllato. Resta da capire se tutte queste persone si siano mosse da sole, affette da �guardonismo�, o se dietro a una parte di queste ci sia una regia comune. Berlusconi si � affrettato a sposare la prima tesi. �� gente che lo fa per curiosit� ha detto il capo dell’opposizione. Eppure solo pochi mesi fa abbiamo avuto l’esempio del contrario: la coppia Cipriani – Tavaroli, grazie a Telecom, ha spiato per anni mezzo Paese. Senza dimenticare lo scandalo Laziogate che ha travolto l’ex governatore e ministro della Salute Francesco Storace.

      Il passato, quindi, ci ha dimostrato che qeste cose non avvengono per caso. Pensare a una regia unica allora non � blasfemo. Tanto pi� se a essere messo sotto la lente della tributaria sono il Capo dello Stato e del Presidente del Consiglio in carica.