Dettori (Fp Cgil): «Se il governo taglia ci mobiliteremo»

13/05/2010

Rossana Dettori, neoeletta segretaria della Fp, la categoria del pubblico impiego della Cgil, non nasconde la sua preoccupazione dopo avere letto dell’«apprezzamento» di Berlusconi nei confronti delle misure annunciate ieri dal premier spagnolo Zapatero.
Prima la Grecia, ora la Spagna: i primi a cui viene presentato il conto della crisi sono i dipendenti pubblici…
La mia impressione è che ci sia una concertazione europea, perchè guarda caso – dalla Grecia alla Spagna, poi ora seguirà il Portogallo e l’Italia – ad essere presi di mira sono gli stipendi dei dipendenti pubblici, e oltre a quelli c’è il taglio agli enti locali, cosa che sta facendo anche Zapatero e che significa taglio dei servizi. Quindi se mettiamo tutto insieme – la riduzione degli stipendi e i tagli alle autonomie locali che sono quelle che garantiscono i servizi, dall’assistenza agli anziani alla sanità e all’infanzia – il quadro è drammatico: gli stipendi saranno bloccati e la spesa crescerà. Non è chiaro ora se Berlusconi intenda muoversi sulla stessa linea di Zapatero ma tra la manovra finanziaria già approvata e le voci che circolano sulla manovra bis, non c’è davvero di che stare tranquilli: non ci sarà nessuna risorsa aggiuntiva per i contratti rispetto a quanto già stanziato in finanziaria, che ha permesso di dare ai dipendenti pubblici un aumento di 7 euro mensili come indennità di vacanza contrattuale e che dopo avere tagliato il salario dei ministeriali si appresta a farlo anche per enti locali e sanità. In più c’è il blocco totale del turn over, che significa bloccare la stabilizzazione dei precari programmata con il memorandum firmato nel 2007 con il governo Prodi.
Epifani al congresso ha proposto di scambiare l’assunzione di 400 mila precari con un contenimento dei rinnovi contrattuali per i dipendenti, non è così?
Epifani ha parlato di armonizzazione del costo del lavoro, un operazione che nel pubblico abbiamo già fatto. Nei rinnovi contrattuali c’è una parte di salario che va sul tabellare e il resto destinato a indennità e produttività. L’ipotesi avanzata è quella di avere una copertura rispetto all’inflazione e destinare alle nuove assunzioni il resto. Il memorandum firmato con Prodi prevedeva la stabilizzazione dei precari in tre anni, e quando si parla di precari nel pubblico impiego si parla soprattutto di insegnanti, infermieri, maestre d’asilo, vigili del fuoco, vigili urbani. Il primo effetto del blocco del memorandum si è visto in Puglia, dove il governo ha impugnato la stabilizzazione degli infermieri in sanità.
Non c’è il rischio che, considerato il clima del paese e la campagna di Brunetta, eventuali misure contro i dipendenti pubblici si rivelino persino popolari?
La campagna di Brunetta contro i dipendenti pubblici a un certo punto si è smontata, smentita dal lavoro quotidiano delle persone, ma penso ci sia stata anche una nostra incapacità di rispondere nel merito alla campagna del ministro della funzione pubblica: dobbiamo essere in grado di legare la contrattazione integrativa alla qualità dei servizi non c’è dubbio. Ma se ora il governo conferma questa strada dobbiamo aprire con Cisl e Uil una stagione di mobilitazione dei dipendenti pubblici, spiegando ai cittadini che bloccare le dotazioni organiche significa bloccare i servizi. Dunque privatizzazioni, perchè è chiaro che se non c’è più il pubblico sei costretto a ricorrere al privato, e con esse aumento della spesa per i cittadini stessi.
Se non ci saranno le condizioni per l’unità sindacale vi muoverete da soli?
Ci proverò fino alla fine, ma se Cisl e Uil non ci saranno ci mobiliteremo comunque, anche da soli