Dettaglio, in maggio +3,6%

25/07/2003




        Venerdí 25 Luglio 2003


        Dettaglio, in maggio +3,6%


        ROMA – Esaurita l’euforia provocata ad aprile dal lungo ponte pasquale, la crescita delle vendite al dettaglio torna ad assestarsi su ritmi più contenuti. L’aumento in maggio ha toccato il 3,6% su base annua (+5,7% in aprile) e sembra confermare che i consumi sono meno fiacchi che in passato pur restando imperniati sugli alimentari e sulla grande distribuzione. Nei primi cinque mesi del 2003, invece, le vendite sono salite del 3,3% rispetto allo stesso periodo del 2002.
        Da sottolineare che l’incremento di maggio si abbassa sensibilmente se valutato in termini reali (l’inflazione nello stesso mese è rimasta ferma al 2,7%), riducendosi a una crescita che non raggiunge il punto percentuale. L’appuntamento con il recupero della domanda interna sembra slittare ancora e con esso la ripresa della nostra economia, come del resto ribadisce sotto il profilo congiunturale l’inversione di segno della variazione subita dalla dinamica delle vendite, che si trasforma in una diminuzione dello 0,2% nei confronti di aprile.
        Questi i dati dell’Istat. Nel maggio 2003, il valore corrente delle vendite al dettaglio ha fatto segnare un aumento del 3,6% su base annua. Ma ancora una volta l’accelerazione delle vendite al dettaglio si è dimostrata poco omogenea. A far segnare la crescita più sostenuta sono state infatti le regioni settentrionali, con un tasso che è più del doppio di quello messo a segno dal Mezzogiorno (+4,4% contro +2,1%). Ma anche nell’Italia centrale l’andamento delle vendite si è rivelato abbastanza vivace, con un incremento che ha raggiunto il 3,2%. Sempre nel maggio 2003, sono stati una volta di più gli alimentari (+6,9%) a sostenere e arrotondare la crescita generale. I non alimentari invece hanno beneficiato di un aumento molto meno consistente (+1,8%), con una variazione positiva che non supera il 3,1% per l’abbigliamento e il 2,5% per i casalinghi. In nessun settore comunque si sono verificate delle diminuzioni.
        Come in passato, è stata la grande distribuzione a registrare la crescita più cospicua (+7,2%), mentre le imprese che operano su piccole superfici si sono attestate su un incremento talmente moderato (+1,5%) da non riuscire neanche a tenere il passo dell’inflazione. Nell’ambito della grande distribuzione, ad incasellare l’accelerazione più sostanziosa sono state le vendite degli hard discount (+7,7%) e degli ipermercati (ancora +7,7%, con un +9,1% per il settore alimentare), seguiti dai supermercati (+7,3%) e, più a distanza, dagli esercizi specializzati (+4,1%) e dai grandi magazzini (+2,9%).
        Confesercenti e Confcommercio sottolineano come la crisi dei consumi continui a penalizzare soprattutto le imprese della piccola distribuzione. Cofesercenti inoltre, denuncia «il silenzio del Governo di fronte alle ripetute richieste di intervento per il rilancio della domanda interna».

        ELIO PAGNOTTA