Detrazioni Ici e sconti affitti: la manovra slitta al 2008

24/04/2007
    martedì 24 aprile 2007

    Pagina 43 – Economia

      IL CASO

        Emendamento al disegno di legge delega. Vertenza Libia, le richieste di D´Alema

          Detrazioni Ici e sconti affitti
          la manovra slitta al 2008

            ROMA – Rischia di slittare al 2008 il pacchetto-casa con sconti Ici e Irpef. Le misure arrivano attraverso gli emendamenti depositati ieri dal relatore all´ex disegno di legge delega sulle rendite finanziarie, Donatella Mungo (Rifondazione). La delega dà infatti al governo dodici mesi per esercitarla e prevede un percorso in due tempi: in un primo momento scatteranno aumenti delle detrazioni Ici sui proprietari della casa di abitazione attualmente pari a 103 euro che i Comuni possono applicare su base volontaria e che diventeranno obbligatori. Per gli affittuari, invece, sarà introdotta una inedita detrazione dall´Irpef a condizione che il contratto sia regolare. Le detrazioni potranno essere modulate in base al reddito e un meccanismo consentirà di beneficiare anche gli «incapienti» che non possono effettuare detrazioni.

            L´intero disegno di legge delega contiene, come è noto, anche la disposizione che prevede la revisione degli estimi catastali. La revisione porterà ad un aumento della pressione fiscale sulla casa che gli emendamenti Mungo, concordati con la maggioranza, prevedono di ridurre attraverso una introduzione di una «franchigia» Ici. La delega non indicherà lo strumento ma l´obiettivo è quello di esentare la totalità delle case piccolo-medie.

            La manovra Ici dunque non dovrà far conto sulle risorse del «tesoretto» perché i tempi dell´esercizio della delega (un anno) permettono di caricare i costi sulla Finanziaria 2008. Il dibattito sulla «redistribuzione sociale» dell´extragettito (anche ieri oggetto di un monito della Bce) tuttavia continua: oltre ai 2,5 miliardi già assegnati da Padoa-Schioppa al Welfare ci saranno le entrate del 2007 che potrebbero portare il gruzzolo oltre i 5 miliardi di cui già si è parlato. Padoa-Schioppa conta molto sulla lotta all´evasione e ha deciso di elargire aumenti di merito ai dipendenti dell´Economia che scovano gli evasori, accantonando la vecchia pratica degli aumenti indifferenziati.

            Una delle ultime richieste di fondi è quella del ministro degli Esteri D´Alema che ha bisogno di circa 3 miliardi per chiudere la vecchia vertenza «coloniale» con la Libia. Della cosa si è parlato in occasione del recente incontro con Gheddafi dal quale è emersa la disponibilità dell´Italia a costruire a titolo di risarcimento l´autostrada litoranea. Una parte delle risorse necessarie ad accendere i mutui potrebbero venire proprio dal «tesoretto» mentre il resto andrebbe nella tabella B della prossima Finanziaria.

            (r.p.)