«Detassate le tredicesime»

16/10/2003

 

giovedì 16 ottobre 2003 
Pagina 14 – Economia
 
 
«Detassate le tredicesime»
Proposta dei commercianti. I consumatori:"Non basta"
          La Confcommercio incalza il governo: meno imposte, più consumi e bloccheremo i listini fino a febbraio
          Tremonti rilancia l´idea dell´euro di carta. Pezzotta: "E´ un´inflazione speculativa, colpire chi ne approfitta"
          Nuove tensioni sul fronte alimentare: allarme rincari per frutta e verdura

          LUISA GRION


          ROMA – Spendere nei negozi i soldi che dovrebbero essere versati allo Stato sotto forma di tasse. Basterebbe farlo una volta – in occasione delle prossime tredicesime – e basterebbe accompagnare tale gesto con un patto di ferro fra commercianti e produttori che impegni entrambi a tenere giù le mani dai listini, per veder ripartire, come per incanto, lo shopping di Natale.
          La Confcommercio ne è convinta: dopo il giorno delle accuse per i negozianti guidati da Billè ieri è stato il giorno delle proposte. La categoria che poche ore prima aveva alzato gli scudi contro il mondo della produzione e contro il governo dichiarando entrambi responsabili del caro-prezzi, ora fa intravvedere – a entrambi – un accordo. Al Tesoro chiede di rinunciare a riscuotere le tasse, ai produttori propone una «non belligeranza» che impegni entrambi a tenere i prezzi fissi fino al 28 febbraio. Così facendo – prevede Billè – le luci dello shopping illuminerebbero anche le prossime Feste facendo ripartire i consumi e quindi «crescere» il paese. «Per uscire da una situazione che sta diventando kafkiana e dare una boccata di ossigeno alle famiglie – ha detto il presidente della Confcommercio – il governo dovrebbe impegnarsi almeno a sgravare di tutte le tasse la tredicesima e bloccare, assieme agli enti locali, tutti gli aumenti delle tariffe e dei costi per servizi. Noi proveremo a trovare un accordo con la produzione per tenere fermi i prezzi e i listini almeno fino al 28 febbraio 2004».
          La proposta di detassazione – che con una formula diversa fu applicata dal centrosinistra fra il 2000 e il 2001 – al momento non ha avuto risposta dal Tesoro e ha lasciato perplessi i consumatori e i sindacati. Tremonti ha ribadito la sua idea sull´euro di carta come freno all´inflazione: «La moneta unica è stata un´operazione straordinaria – ha detto – ma se avessero sentito la gente e se il dibattito fosse stato intenso, si sarebbe partiti subito con l´euro di carta». Il ministro non si è invece espresso sull´opportunità di rinunciare alle entrate da tredicesima per beneficiare i consumi.
          Ma se il governo ha taciuto, sindacato e consumatori hanno parlato. Billè non ha convinto Pezzotta, leader della Cisl: «L´inflazione è generata da una rincorsa di prezzi su prezzi. Nasce da fenomeni anche speculativi e qualcuno dovrebbe assumersi le proprie responsabilita» ha detto. Sulla stessa linea i consumatori: nella proposta dei commercianti vedono più che altro il tentativo di stoppare l´annunciato «sciopero delle tredicesime» (rinunciare allo shopping in prossimità del Natale) e bypassare la loro richiesta di «saldi anticipati» (10 per cento di sconto sugli alimentari, 25 sugli altri prodotti). L´Intesa (Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Aduc) ha bocciato la proposta di Confcommercio: «i prezzi vanno ridotti, non bloccati» ha detto «la detassazione arrecherebbe un danno alla collettività al solo scopo di sanare i guai prodotti dalle speculazioni dei negozianti». Stessa linea per i Consumatori Indipendenti: «Billè farebbe meglio a spiegare come sia stato possibile che, in base ai dati Istat, da settembre 2001 ad oggi gli ortaggi siano aumentati del 23,5 per cento e la frutta del 15,4. Più che nei sei anni precedenti». Un «sì» al «piano tredicesime» è arrivato invece alla Confcommercio dal mondo della produzione: Coldiretti e Confagricoltura si sono dichiarate interessate e disponibili.
          Ma che il problema sia lontano dalla risoluzione lo confermano i dati Ismea: in una sola settimana (quella a cavallo fra settembre e ottobre) gli ortaggi freschi sono rincarati del 3,2 per cento. In attesa di novità, va segnalata il primo atto concreto: ieri la catena di supermercati Gs (gruppo Carrefour), 350 punti vendita, ha introdotto sui 900 prodotti con il suo marchio un blocco dei prezzi che varrà fino al 31 dicembre 2004 (per 500 di essi saranno mantenuto gli attuali ribassi che vanno fino al 30 per cento). Visti i tempi, la grande distribuzione comincia a muoversi.