Detassare aumenti stipendi: la proposta sul tappeto

28/04/2005
    giovedì 28 aprile 2005

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    La proposta sul tappeto

      Tremonti: detassare aumenti stipendi. « La proposta di escludere gli aumenti di stipendio dalla tassazione o, comunque, di imporre una tassazione di favore da qui al 2010, mi sembra una cosa giusta e sensata » . Il vicepresidente del Consiglio, Giulio Tremonti, ha rinnovato il suo sostegno all’ipotesi già suggerita dalle parti sociali di detassare gli incrementi salariali per i prossimi anni. Tremonti ha aggiunto che la proposta serve a « favorire la competitività delle imprese, ridurre il costo del lavoro e sostenere il portafoglio delle famiglie »

        Il sì della Uil. La detassazione degli aumenti salariali da almeno un anno è una bandiera del sindacato di Luigi Angeletti

          Apprezzamento di Confindustria. « È un fatto molto interessante » ha commentato ieri il leader degli industriali Montezemolo, « sempre in funzione di una diminuzione dell’impatto fiscale sul costo del lavoro, su quanto le imprese versano ai loro collaboratori e su quanto i loro collaboratori effettivamente incassano »

            La proposta di Vitale. Lo stesso suggerimento era stato avanzato cinque mesi fa, in un’intervista al « Sole 24 Ore » , dall’economista finanziere Guido Roberto Vitale che propose un aumento esentasse di cento euro in busta paga con l’obiettivo di rilanciare i consumi. « In presenza dei vincoli di bilancio dello Stato — disse Vitale —, l’aumento secco della paga base permette di raggiungere l’obiettivo senza pesare sui conti pubblici.
            Per lo Stato, nella peggiore delle ipotesi, non c’è riduzione di gettito, mentre nella migliore l’aumento incentiverà consumi e risparmio, producendo un gettito fiscale aggiuntivo » . E, a proposito del parere degli imprenditori, Vitale aggiunse: « Ben pochi di loro troverebbero gravoso tale aumento del costo del lavoro. È chiaro, però, che Confindustria e sindacati dovrebbero contrattarlo con il governo »