“DestraSinistra” Pier, voglia di prendere il volo

05/12/2006

    marted� 5 dicembre 2006

    Primo piano, pagina 4

    Pier, voglia di prendere il volo

      �Berlusconi non � il mio padrone�: la sfida del leader cinquantenne riapre tutti i giochi

        La storia
        Mattia Feltri

          Dodici anni
          fra alti e bassi

            Il primo babbo se lo prese il mare. Tony Bisaglia aveva cinquantacinque anni e fu ucciso da un’onda mentre prendeva il sole a Santa Margherita Ligure. Il secondo babbo se lo sono preso i giudici. Arnaldo Forlani mostr� il pallore e il filo di bava davanti ai tamburi di Antonio Di Pietro in tribunale. Pier Ferdinando Casini, che era stato il figlioccio politico dell’uno e dell’altro, decise di essere diventato grande, e il terzo babbo se lo scaric� da solo nel 1994. Aveva trentotto anni e piant� il povero Mino Martinazzoli, disperatamente preso dal compito di tenere insieme la Dc. Casini credeva di mettersi in proprio, e alla gioiosa macchina da guerra post-comunista prefer� la Lega di Umberto Bossi e il Msi di Gianfranco Fini. Il perno del gruppo era Silvio Berlusconi, che aveva l’idea, il carisma, i soldi, le tv e tante altre cose, ma tutti pensavano che era un leader di transizione.

              Forse lo pensava anche Casini, che cominciava a incanutire, si era appena emancipato dai padri e di un altro non sentiva il bisogno. Oggi, che ha cinquantuno anni, vari figli da una prima e da una seconda donna, � stato presidente della Camera ed � titolare di un caschetto grigio da uomo fatto e finito, � costretto al salto di qualit� e a dichiarare: �Berlusconi non � il mio padrone�. In realt� questa frase l’ha detta nel 2000, ma � buona anche adesso, poich� il rapporto fra Silvio e Pier Ferdinando � ripetitivo come tutti i rapporti fra padri e figli. Gi� nel nel 1996, Casini dichiarava che �il Polo � finito�, esattamente come ora dichiara finita la Casa delle libert�. E Berlusconi – pare di vederlo sospirare comprensivo – spera tanto si tratti del solito colpo di testa di un giovanotto un po’ ribelle, ma in fondo buono: �Prima o poi torner�, e ammazzeremo il vitello grasso�.

              Il problema di Casini � che � diventato grande, e Berlusconi non glielo riconosce. Il problema di Berlusconi � che Casini sta diventando vecchio, e non vuole capacitarsene. Per lui resta un fanciullone da regolare con accondiscendenza e pubblico affetto. Infatti da dieci anni Casini cerca di avvalorare la propria autonomia morale e politica. Anzi, da dodici. Da subito. Nel 1994 disse: �Il centrodestra deve passare dal dato leaderistico all’organizzazione delle sue forze. Il rischio � che sbollito l’effetto Berlusconi si rimanga con un pugno di mosche�. Traduzione: pap�, grazie di tutto, ma adesso lascia fare a noi. E cos� via. Critiche su critiche, sull’irrisolto conflitto di interessi, sull’uso dei sondaggi, su certi filarini coi radicali, sulla necessit� della par condicio, sull’eccessivo affetto per i leghisti, sui toni, le celie, le sbracature. Poi una difesa irriducibile dell’eterno imputato dalla magistratura politicizzata, per il gusto della lealt� umana. E gira e rigira la questione della leadership: �Dobbiamo trovare un candidato esterno per Palazzo Chigi (febbraio 1999, ndr)�.

              Berlusconi se ne dispiace sinceramente. Al culmine dell’estenuazione arriva a dire: �Ingrato�. Intende: con tutti i sacrifici che ho fatto per lui. Si forza di dirimere le questioni di famiglia: �Basta baruffe!�. Pi� spesso sollecita indulgenza: �Sono ragazzi…�. O, anche meglio, un’amorevole tirata d’orecchie: �Birichino�. Gliel’ha detto davvero. E due volte. Alla seconda, Casini reag� come quello che non vuole mandare al diavolo il vecchio rincoglionito: �Berlusconi � un adorabile simpaticone�. Non se ne esce. Da reggente di Montecitorio, per esempio, il leader dell’Udc intese mettere in chiaro con i giornalisti quale fosse lo stato delle cose: �Berlusconi ha capito perfettamente che le relazioni fra il presidente del Consiglio e il presidente della Camera sono diverse dalle relazioni fra alleati�. Messaggio evidente, no? No invece. Perch� poi i due si ritrovavano in consessi internazionali, e Berlusconi non si negava quella sua terribile bonomia genitoriale: �Noi italiani ci vantiamo sempre di essere grandi conquistatori. Io me ne vantavo quarant’anni fa. Casini invece � bello attualmente. E’ il pi� bel politico d’Europa�.

              Beata giovent�, che pu� correre dietro alle sottane mentre a noialtri ci tocca di pensare alle cose serie. Questo dice Berlusconi mentre paradossalmente il suo medico, Umberto Scapagnini, gli smentisce l’et� anagrafica (settant’anni) collocando quella biologica a �massimo cinquantacinque�. Praticamente un coscritto del figliol prodigo. Il quale, sul palco di Palermo, ha fatto un appello sturziano ai �liberi e forti�. Lo stesso fatto dal palco di Roma da Berlusconi. Chiss� che cosa significa, se Casini � davvero pronto per prendere il volo, o se invece la sua sintonia col babbo � irrimediabile, e ha ragione Marco Follini quando sostiene che i due marciano divisi per colpire uniti, secondo i precetti di Mao Tse-Tung, uno che i figli li metteva in riga.