Destra sociale: «Serve uno statuto dei lavori»

14/02/2002





Destra sociale – Alemanno: a Palazzo Chigi la reg�a del confronto
�Serve uno statuto dei lavori�
R.Boc.
ROMA – Spetta a Palazzo Chigi il compito di assumere la regia del dialogo sociale. La richiesta arriva dal ministro delle Politiche agricole, Gianni Alemanno, che ha aperto ieri il forum della destra in materia di pensioni, contratti e privatizzazioni, alla presenza del vicepresidente del Consiglio, Gianfranco Fini. �Quello che � mancato al Centro-destra fino ad oggi, prima che si concludesse l’accordo sul pubblico impiego – ha detto Alemanno – � una regia, un coordinamento complessivo nei confronti dei vari temi che sono oggetto di dialogo sociale. Questa realt� non pu� essere affidata al solo ministro del Lavoro, il quale, pur bravissimo, rischia di ricoprire un ruolo insufficiente che mette a rischio la sua funzione. Il mio parere – ha proposto Alemanno – la regia del dialogo sociale deve essere affidata alla presidenza del Consiglio�. Nel suo intervento introduttivo al convegno Alemanno ha toccato numerosi temi caldi della politica economica. Ha detto s� alle privatizzazioni ma �senza svendere, senza ricadere in logiche di mercato pi� o meno rampante e mettendo, piuttosto, al centro la partecipazione dei lavoratori�. Quanto alla questione dell’articolo 18, secondo Alemanno �non deve essere vista come una monade. Occorre riformare lo Statuto dei lavoratori e trasformarlo in Statuto dei lavori, che colga le nuove dimensioni del lavoro. In quel contesto ci sar� lo spazio per rivedere anche le norme sui licenziamenti, senza che questo venga avvertito come un attacco simbolico ai lavoratori�. La proposta di Alemanno ha trovato una sponda nelle posizioni del segretario confederale della Cisl Pier Paolo Baretta, secondo il quale la regia della presidente del Consiglio �offre un quadro di riferimento di cui oggi si ha bisogno�. Iil direttore generale di Confindustria, Stefano Parisi, ha appoggiato la proposta della "cabina di regia" a patto che il ministro del Lavoro Maroni rimanga l’interlocutore del dialogo sociale. �Se usciamo fuori dalla logica dei veti incrociati – ha detto Parisi – ci accorgiamo che il dialogo c’�, e le posizioni di Cisl, Uil, Ugl, Confcooperative e Confartigianato di oggi lo dimostrano. Quello che conta adesso � fare le riforme, ma il dialogo sociale deve anche saper interpretare le esigenze di chi non � iscritto e non partecipa al tavolo. Se ci� non accade, la politica si deve assumere le sue responsabilit�. I contratti sul pubblico impiego e sui chimici, anche se non sono un granch� dimostrano che il dialogo esiste�. Quanto all’articolo 18, Parisi ha concluso invitando a �togliergli il valore simbolico che qualcuno gli ha dato, ma non certo noi�.

Gioved� 14 Febbraio 2002