Della Valle all’ attacco:la sinistra distratta con i lanzichenecchi

06/06/2005
    domenica, 5 giugno, 2005

      LA FRENATA DELL’ ECONOMIA
      POLITICA E BORSA

      Mercati e regole, Della Valle all’ attacco:
      la sinistra distratta con i lanzichenecchi

        DA UNO DEI NOSTRI INVIATI
        Bagnoli Roberto

          SANTA MARGHERITA LIGURE – Se la prende con i politici in genere che « in questi ultimi anni non hanno fatto bene il loro mestiere anche se li paghiamo per questo » e difende il ruolo degli imprenditori « perché è inaccettabile metterli sempre sulla graticola, accusarli di tutto » . Diego Della Valle, titolare della Tod’ s e impegnato su diversi fronti bancari ed editoriali, mette il pepe al convegno dei giovani imprenditori. Inizia circoscrivendo l’ area dove colpire e mira subito sul rosso, centrosinistra e sindacato. L’ affondo riguarda la scalata alla Rcs MediaGroup ( che controlla il Corriere della Sera ) anche se il nome della società non viene fatto. « Stiamo assistendo ad un assalto all’ arma bianca da parte di qualche lanzichenecco che ha una copertura politica e fa quello che vuole mentre noi stiamo ad aspettare che si facciano rispettare le regole » .

          La platea cessa il chiacchiericcio e si mette in attesa aspettando il botto. Della Valle non li delude. L’ imprenditore dà un’ occhiata al segretario della Cgil Guglielmo Epifani che siede alla sua sinistra e all’ ex ministro dell’ Industria Pierluigi Bersani seduto in prima fila. E spara. « E voi che fate? Perché non prendete una posizione netta? » . Della Valle ormai è partito e determinato continua alzando il tiro: « Si sta in qualche modo destabilizzando il Paese con l’ accordo e la copertura di qualcuno che sta sopra e agisce come regolatore » . Gli imprenditori applaudono e c’ è chi si dà di gomito fingendo di chiedere con chi ce l’ ha Della Valle. La Banca d’ Italia, già da giorni al centro di dure critiche da parte di Della Valle? La Consob? O addirittura il premier Silvio Berlusconi? Bersani è il più coinvolto e cerca di replicare ma il moderatore, forse perdendo l’ occasione di un duello in diretta, lo pre ga di attendere il turno. Peccato perché è proprio con lui che Della Valle se la prende. A più riprese. La prima: « Quando eri ministro hai girato mezzo mondo, possibile che non ti sei accorto che la Cina stava avanzando in modo pericoloso? » . La seconda: « Vorrei farti una domanda. Dici di voler fare una politica alta ma cosa pensate di fare? Fatecelo sapere. Hai detto che c’ è qualcuno che ti tira per la giacca per fare una politica bassa. E chi è questo qualcuno? Non vorrei che nella sinistra in questo momento ci fosse una strategia di comodo » . La terza, in zona scalate e dintorni: « Ai politici chiediamo di far rispettare le regole, ma se anche la sinistra non dice niente, vuol dire che gli va bene. Bersani è una persona brava e perbene, il suo silenzio mi preoccupa » .

          La procedura prevede che sia Epifani a rispondere per primo. Non accetta l’ accusa e respinge ogni responsabilità. « Non è vero che la Cgil non ha fatto sentire la sua voce ma ciò non vuol dire parteggiare per qualcuno, ma chiedere semmai che vengano rispettate le regole » . Bersani sale sul palco al giro dopo, insieme al ministro dell’ Agricoltura Gianni Alemanno in una atmosfera più rilassata. Prima biascica una delle sue solite metafore contadine in dialetto emiliano stretto, poi entra nel merito ed è l’ unico che materializza il convitato di pietra, l’ immobiliarista Stefano Ricucci. « Mi piacerebbe sapere davvero da dove vengono i soldi di Ricucci » , si chiede Bersani all’ interno di un discorso sulla necessità di regole e sul ruolo delle autorità di vigilanza. « Non voglio saperlo io » , continua guardando in platea il ministro dell’ Economia Domenico Siniscalco, « non è una mia curiosità ma voglio essere sicuro che qualcuno che deve saperlo lo sappia » .

          Alle accuse sul « silenzio » Bersani risponde senza nascondere un suo personale rincrescimento « perché questa è una roba che mi è rimasta qui e non mi va giù » . Il riferimento è alla proposta di legge sul risparmio, fatta in tempi non sospetti dai diesse, che penalizzava il governatore perché prevedeva lo spostamento dei poteri da Bankitalia all’ Antitrust e anche il mandato a termine per Fazio. « Non ho sentito commenti di approvazione » . L’ ex ministro diessino si sofferma polemicamente anche sul nuovo consiglio dell’ Eni: « Siamo sicuri che le persone nominate non hanno a che fare con aziende vicine al presidente del Consiglio? » .

          Finisce qui il botta e risposta. Della Valle si aggiudica il titolo di star della giornata e solo con grande fatica, tra i microfoni dei giornalisti e le telecamere, riesce a smarcarsi per tornare a bordo del suo Altair, una navetta di 65 metri grigio salvia con 15 uomini di equipaggio che lo attende in porto.