Delib. G.R. 23 aprile 1999, n. 3-27126 “D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 114 – Disciplina del commercio – Indicazioni inerenti la fase di prima applicazione”

Delib.G.R. 23-4-1999 n. 3-27126
D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 114 – Disciplina del commercio – Indicazioni inerenti la fase di prima applicazione.
Pubblicata nel B.U. della Regione Piemonte 12 maggio 1999, n.19.

Epigrafe
Premessa
Articolo unico
Allegato A

Delib.G.R. 23 aprile 1999, n. 3-27126 (1).
D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 114 – Disciplina del commercio – Indicazioni inerenti
la fase di prima applicazione.
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(1) Pubblicata nel B.U. della Regione Piemonte 12 maggio 1999, n.19.

Vista la legge 15 marzo 1997, n. 59 recante "Delega al Governo per il
conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali per la riforma
della pubblica amministrazione e per la semplificazione amministrativa";
Visto il D.Lgs.. 31 marzo 1998, n. 114 con il quale il Governo, in attuazione
dell’art. 4 della legge delega n. 59/1997 ha emanato le disposizioni relative
alla: "Riforma della disciplina del commercio";
Considerato che, ai sensi dell’art. 26, 1 comma, le norme contenute nel citato
decreto avranno efficacia a decorrere dal 24 aprile prossimo, con conseguente
abrogazione (comma 6) della previgente normativa in materia di esercizio
dell’attività commerciale;
Considerato altresì che il suddetto decreto prevede, agli artt. 6. 10 e 28,
alcuni adempimenti a carico delle Regioni, da attuare prima della entrata a
regime della nuova normativa;
Visto il Disegno di legge "Disciplina sviluppo ed incentivazione del commercio
in Piemonte, in attuazione del D.Lgs. 31 marzo 1998" n. 513 assunto dalla Giunta
regionale nella seduta dell’11 marzo u.s.;
Viste le proposte di deliberazione al Consiglio regionale contenenti
rispettivamente: "Indirizzi generali e criteri di programmazione urbanistica per
l’insediamento del commercio al dettaglio" e "Indirizzi e criteri per il
commercio su area pubblica", assunte dalla Giunta regionale nella seduta del
6.4. u.s.;
Atteso che tali atti, costituenti la normativa inerente la programmazione e lo
sviluppo della rete distributiva, sono attualmente all’esame delle competenti
sedi consiliari di approvazione e verosimilmente non potranno essere adottati
entro la data fissata dal decreto legislativo;
Vista la circolare ministeriale 25 marzo 1998 che, n. 3463/C tra l’altro,
recita: "…nelle more della definizione dei procedimenti – (regionali) – a
giudizio di questo Ministero è il caso che le regioni…prendano in
considerazione l’adozione, sul piano amministrativo, in via transitoria e con
riguardo a situazioni contingenti ed indifferibili, di atti di programmazione
relativamente agli aspetti di maggior rilevanza, quale, ad esempio, quello
finalizzato alla tutela dei centri storici di cui all’art. 10, comma 1 lett,.
b), del decreto";
Ritenuto di dover provvedere a fornire ai comuni alcune indicazioni per la prima
applicazione del D.Lgs. n. 114/1998;
la Giunta regionale
per le motivazioni espresse nelle premessa, unanime,
Delibera
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- di fornire ai comuni le indicazioni di cui all’allegato A, inerenti la prima
applicazione del D.Lgs. n. 114/1998.
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Allegato A
Esercizi di vicinato
Ai sensi dell’art. 7 del D.Lgs. n. 114/1998 gli esercizi di vicinato sono
soggetti alla sola comunicazione di inizio attività; da effettuarsi mediante la
modulistica approvata ai sensi del D.Lgs. n. 114/1998 art. 10 comma 5.
L’attivazione dell’esercizio sarà effettuabile decorsi 30 giorni dalla ricezione
della comunicazione da parte del Comune, fatto salvo il rispetto dei regolamenti
locali di polizia urbana, annonaria e igienico sanitaria, i regolamenti edilizi,
le norme urbanistiche e quelle relative alla destinazione d’uso, l’assenza nei
confronti del soggetto interessato di cause di divieto o di sospensione di cui
all’art. 10 della legge 31 maggio 1965, n. 575, il possesso dei requisiti morali
previsti dall’art. 5 commi 2 e 4 del D.Lgs. n. 114/1998, nonché, limitatamente
al solo settore alimentare il possesso dell’iscrizione al registro esercenti il
commercio antecedente al 24 aprile 1999 previsto all’art. 5 comma 5 lett. c) o
dei requisiti professionali relativi alla pratica commerciale di cui all’art. 5
comma 5 lett. b).
L’accesso all’attività commerciale per il settore alimentare non sarà possibile
per quegli operatori che hanno la necessità di frequentare il corso
professionale per il commercio non ancora attivato dalla Regione.
In assenza dei criteri regionali di cui all’art. 10 comma 1 lett. c) del D.Lgs.
n. 114/1998, i comuni non hanno la possibilità di sospendere o inibire gli
effetti della comunicazione per ulteriori due anni. Tuttavia e, fino
all’adozione del provvedimento di applicazione dei suddetti criteri regionali, i
comuni che si erano avvalsi della facoltà di cui all’art. 4 della legge 6
febbraio 1987 n. 15, possono prorogare tali disposizioni in sede locale.
Medie e grandi strutture di vendita
In mancanza dei criteri regionali non è consentito il rilascio delle
autorizzazioni per l’apertura, il trasferimento e l’ampliamento delle strutture
di cui agli artt. 8 e 9 del D.Lgs.. n. 114/98.
Le domande di nuove aperture sono ricevibili e saranno esaminate secondo
l’ordine di presentazione delle stesse, dopo l’adozione degli indirizzi
regionali.
Le domande di nullaosta presentate in Regione ai sensi degli artt. 26 e 27 della
L. n. 426/1971, in assenza della programmazione regionale, continuano a non
avere corso. Le autorizzazioni per le domande di ampliamento/trasferimento di
grandi strutture di vendita già esaminate in vigenza della L. n. 426/1971 sono
da rilasciarsi quale atto dovuto, ai sensi e con la modulistica approvate ai
sensi del D.Lgs.. n. 114/1998, art. 10 comma 5.
Subingresso
È soggetto alla sola comunicazione al Comune, da effettuarsi mediante la
modulistica approvata ai sensi del D.Lgs. n. 114/1998 art. 10 comma 5.
Il subingresso sarà effettuabile decorsi 30 giorni dalla ricezione della
comunicazione da parte del Comune, fatto salvo il rispetto dei regolamenti
locali di polizia urbana, annonaria e igienico sanitaria, i regolamenti edilizi,
le norme urbanistiche e quelle relative alla destinazione d’uso, l’assenza nei
confronti del soggetto interessato di cause di divieto o di sospensione di cui
all’art. 10 della legge 31 maggio 1965, n. 57 il possesso dei requisiti morali
previsti dall’art. 5 commi 2 e 4 del D.Lgs. n. 114/1998, nonché, limitatamente
al solo settore alimentare, il possesso dell’iscrizione al registro esercenti il
commercio antecedente al 24 aprile 1999 previsto all’art. 5, comma 5, lett. c) o
dei requisiti professionali relativi alla pratica commerciale di cui all’art. 5,
comma 5, lett. b).
Il subingresso nell’accesso all’attività commerciale per il settore alimentare
non sarà possibile per quegli operatori che hanno la necessità di frequentare il
corso professionale per il commercio non ancora attivato dalla Regione.
Aggiunte del settore merceologico
Si ritiene possibile per gli esercizi di vicinato con semplice comunicazione,
mentre non è possibile per le medie e grandi strutture, fino all’adozione dei
criteri regionali.
Orari dei negozi
A decorrere dal 24 aprile 1999 diverranno applicabili gli artt. 11 e 13 del
D.Lgs. n. 114/1998.
Pertanto i comuni potranno procedere alla definizione dei criteri relativi alla
eventuale previsione della chiusura infrasettimanale, alla individuazione delle
giornate e delle zone del territorio nelle quali è consentito agli esercenti di
derogare all’obbligo di chiusura domenicale e festiva, nonché, eventualmente,
degli ambiti territoriali nei quali è consentito l’esercizio dell’attività in
orario notturno negli esercizi di vicinato.
Per quanto attiene invece all’attuazione dell’art. 12, occorrendo in proposito
un atto di indirizzo regionale che individui, ai sensi del D.Lgs. n. 114/1998,
le tipologie di comuni ad economia turistica, nei quali consentire un regime di
liberalizzazione degli orari, la Giunga regionale con Delib.G.R. 23 aprile 1999,
n. 2-27125 ha deliberato di confermare, in via transitoria all’adozione del
predetto atto di indirizzo e per la fase di prima applicazione del D.Lgs.
114/1998, il riconoscimento di località ad economia turistica per quei comuni
che già ne fruivano in base alla normativa previgente e secondo le modalità già
consentite sulla base della stessa.
Commercio su area pubblica
Le disposizioni del D.Lgs. in materia di commercio su area pubblica non sono,
per lo più immediatamente applicabili, occorrendo, in proposito, un’azione
regionale di programmazione e regolamentazione.
In proposito si richiama la disposizione di salvaguardia di cui all’art. 30
comma 2 del D.Lgs. n. 114/1998, secondo la quale "fino all’emanazione delle
disposizioni regionali attuative di cui all’art. 28 continuano ad applicarsi le
norme previgenti.".
Pertanto i comuni dovranno attenersi agli indirizzi provvisori di cui alla
Delib.C.R. 1° dicembre 1998, n. 508 recante gli "indirizzi provvisori ai comuni
in materia di commercio su aree pubbliche" (B.U. 23 dicembre 1998, n. 51). Della
stessa si richiama, in particolare, il cap. IV "norme transitorie" secondo le
quali:
- fino all’adozione degli indirizzi regionali in attuazione del D.Lgs. n.
114/1998, non è consentito ai comuni di istituire nuovi mercati né di effettuare
alcun intervento di modifica che non rientri fra gli adempimenti di
razionalizzazione dei mercati esistenti (restituzioni secondo le tipologie
normative, adeguamento alle norme igienico-sanitarie e di sicurezza,
regolamentazione) o nelle ipotesi espressamente previste di spostamento e
soppressione temporanei per motivi di carattere igienico-sanitario, per gravi
problemi di viabilità e sicurezza o per altri motivi di pubblico interesse;
- i criteri relativi alle autorizzazioni per il commercio su area pubblica con
posteggio assegnato o in forma itinerante (tipologie B e C), di cui al cap. III,
si applicano fino all’espletamento, da parte delle competenti Amministrazioni,
delle procedure di rilascio di autorizzazione e di concessione di posteggio
relative a tutte le istanze presentate fino alla data del 23 dicembre 1998;
- dopo la data del 23 dicembre 1998 e fino alla pubblicazione dei criteri
regionali attuativi del D.Lgs. n. 114/1998 è sospesa la presentazione di nuove
domande per l’esercizio del commercio su area pubblica."
Conseguentemente non è consentito ai comuni, fuori dai procedimenti di nullaosta
regionale preliminare al rilascio delle autorizzazioni di tipo B e C, di cui
alla stessa Delib.C.R. n. 508-14689, di procedere alle assegnazioni dei posteggi
per l’esercizio dell’attività di commercio su area pubblica, né tantomeno di
rilasciare nuove autorizzazioni.
Per quanto non previsto dalla citata Delib.C.R. si continuano ad applicare le
disposizioni della L.R. n. 17/1995.
L’applicazione del D.Lgs. è da ritenersi limitata alle disposizioni
immediatamente applicabili, quali, ad esempio, quelle relative ai casi,
tassativamente indicati, di revoca dell’autorizzazione e di decadenza dai
posteggi.
Vendita di liquidazione e di fine stagione
In assenza delle apposite norme regionali che delimitino i periodi e la durata
di svolgimento delle vendite, le stesse non saranno soggette al alcuna
disciplina e risulteranno, nei fatti, liberalizzate.
Credito al commercio
Rimane in vigore l’attuale normativa costituita dalla L.R. n. 43/1994 e
successive schede FIP: relativa agli interventi di adeguamento
igienico-sanitario delle aree mercatali ed agli interventi per la
riqualificazione dei centri commerciali naturali.
Inoltre, per l’anno 1999 è stata adottata dalla Giunta regionale la
deliberazione 6 marzo 1999, n. 75-26947 pubblicata sul B.U. 7 aprile 1999, n. 14
relativa ad un progetto d’intervento cofinanziato da Stato e Regione in
attuazione della delibera CIPE 5 agosto 1998, n. 100 relativo a favorire lo
sviluppo e il mantenimento del sistema distributivo e commerciale nelle aree a
rischio di desertificazione commerciale nei comuni con meno di 3000 abitanti.
Le piccole e medie aziende commerciali possono continuare ad usufruire di
contributi in conto capitale previsti dalla L.R. n. 57/1995 attraverso le
Cooperative ed i Consorzi di garanzia e fidi convenzionati con la regione.
Formazione professionale e centri di assistenza tecnica
I "centri di assistenza tecnica" e qualsiasi azione formativa, compresi i corsi
professionali obbligatori per il settore alimentare, avranno avvio solo con
l’entrata in vigore della normativa regionale.
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