Delib. G.R. 23 aprile 1999, “Determinazione delle superfici degli esercizi commerciali”

        GIUNTA REGIONE AUTONOMA FRIULI-VENEZIA GIULIA

        Oggetto: LR 8/99 articolo 2 comma 1 e articolo 6 comma 3 – Definizioni – determinazione delle superfici degli esercizi commerciali

        VISTA la legge regionale 19 aprile 1999, n. 8, recante: “normativa organica del commercio in sede fissa”;

        VISTI in particolare l’articolo 2, comma 1, e l’articolo 6, comma 3, della citata L.R. 8/99, i quali rinviano ad apposita deliberazione della Giunta regionale l’individuazione delle superfici di vendita degli esercizi commerciali;

        RITENUTO pertanto di approvare le disposizioni attuative di quanto disposto dai summenzionati articoli della L.R. 8/99;

        ACQUISITO il parere vincolante della competente Commissione consiliare che si è espressa nella seduta del
        (L.R. 8/99, art. 2, comma 1, lettera d);

        SENTITO il parere espresso dal Comitato dipartimentale per le attività economico-produttive nella seduta del ;

        RICHIAMATA la legge regionale 8/99;

        la Giunta regionale, su proposta dell’Assessore al commercio e al turismo, all’unanimità,

        d e l i b e r a

    1. di approvare i criteri per la determinazione delle superfici di vendita degli esercizi commerciali di cui agli articoli 2, comma 1, e 6, comma 3, della legge regionale 19 aprile 1999, n. 8, di cui all’allegato della presente deliberazione che ne costituisce parte integrante;
    2. di prendere atto che la presente deliberazione sarà sottoposta al controllo preventivo della Corte dei Conti e che verrà pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione.

    CRITERI PER LA DETERMINAZIONE DELLE SUPERFICI DI VENDITA DEGLI ESERCIZI COMMERCIALI DI CUI ALLA LEGGE REGIONALE 19 APRILE 1999, N. 8 – ARTT. 2, COMMA 1, E 6, COMMA 3 -
    Allegato alla deliberazione_______________
          ARTICOLO 1
          (Definizioni)
      1.In base a quanto stabilito dall’articolo 2 della legge regionale 19 aprile 1999, n. 8, si intendono:

        a) per <<legge>>, la citata legge regionale 8/99;

          b) per attività di <<commercio all’ingrosso>>, quella espletata: verso commercianti grossisti ed al dettaglio per i prodotti oggetto della loro attività e per quelli necessari al funzionamento dell’impresa; verso industriali, artigiani, esercenti servizi di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande ed altri utilizzatori professionali, per le materie prime e i prodotti necessari al funzionamento dell’impresa; verso utilizzatori in grande che sono le comunità, le convivenze, le cooperative di consumo regolarmente costituite ed i loro consorzi, nonché gli enti giuridici costituiti da commercianti, per gli acquisti di prodotti oggetto della loro attività;

            c) per attività di <<commercio al dettaglio>>, l’attività definita dall’articolo 2, comma 1, lettera b) della legge, che può essere anche stagionale, intendendosi per stagione un periodo di tempo anche frazionato non inferiore a 60 giorni e non superiore a 180, che può comprendere anche parte dell’anno successivo a quello in cui ha inizio;

              d) per <<superficie di vendita>>, la superficie di un esercizio al dettaglio come definita dall’articolo 2, comma 1, lettera i) della legge; si considera non rientrante nella superficie di vendita l’area delimitata da strutture fisse e destinata esclusivamente a mostra od esposizione dei prodotti alla quale non può avere accesso il pubblico;

                e) per <<denuncia preventiva>>, la denuncia di inizio attività di cui all’articolo 2 della legge regionale 8 agosto 1997, n. 27, la quale deve contenere in particolare la dichiarazione da parte dell’operatore di essere in possesso di tutti i requisiti richiesti dalla normativa vigente e di aver rispettato le norme igienico-sanitarie, urbanistiche e relative alla destinazione d’uso con riferimento all’attività che si intende esercitare, pena il divieto di prosecuzione dell’attività medesima, come sancito dall’articolo, 2, comma 2, della L.R. 27/77.

                  ARTICOLO 2
                  (Determinazione delle superfici)

                  1.Per esercizi di vendita al dettaglio di vicinato si intendono quelli aventi superficie di vendita non superiore a mq. 100, salvo quanto previsto dall’articolo 3;

                    2.Per esercizi di vendita al dettaglio di media struttura si intendono quelli aventi superficie di vendita superiore a mq. 100, salvo quanto previsto dall’articolo 3, e non superiore a mq. 800.

                      3.Per esercizi di vendita al dettaglio di grande struttura si intendono quelli aventi superficie di vendita superiore a mq. 800.

                          ARTICOLO 3
                          (Esercizi di vicinato nei comuni di cui all’art. 6, comma 2, della legge)

                      1.Il limite della superficie di vendita di mq. 100 relativo agli esercizi di vicinato è elevato a mq. 200 nei seguenti Comuni:

                        a) Comuni classificati montani per il totale della propria superficie censuaria:

                          1) Provincia di Gorizia: Doberdò del Lago, Dolegna del Collio, Sagrado, Savogna d’Isonzo, San Floriano del Collio, San Lorenzo Isontino.

                            2) Provincia di Pordenone: Andreis, Arba, Aviano, Barcis, Budoia, Castelnovo del Friuli, Cavasso Nuovo, Cimolais, Claut, Clauzetto, Erto e Casso, Fanna, Frisanco, Maniago, Meduno, Montereale Valcellina, Polcenigo, Tramonti di Sopra, Tramonti di Sotto, Travesio, Vajont, Vito d’Asio, Vivaro.

                              3) Provincia di Trieste: Duino Aurisina, Monrupino, Sgonico.

                                4) Provincia di Udine: Amaro, Ampezzo, Arta Terme, Attimis, Bordano, Cavazzo Carnico, Cercivento, Chiusaforte, Comeglians, Dogna, Drenchia, Enemonzo, Forgaria nel Friuli, Forni Avoltri, Forni di Sopra, Forni di Sotto, Grimacco, Lauco, Ligosullo, Lusevera, Malborghetto Valbruna, Moggio Udinese, Montenars, Ovaro, Paluzza, Paularo, Pontebba, Prato Carnico, Preone, Prepotto, Pulfero, Ravascletto, Raveo, Resia, Resiutta, Rigolato, San Leonardo, San Pietro al Natisone, Sauris, Savogna, Socchieve, Stregna, Sutrio, Taipana, Tarvisio, Tolmezzo, Torreano, Trasaghis, Treppo Carnico, Venzone, Verzegnis, Villa Santina, Zuglio.

                                  b) Comuni privi di rete distributiva al dettaglio:

                                    1) Drenchia (UD), San Floriano del Collio (GO), Stregna (UD)

                                      c)Comuni con popolazione residente fino a 3.000 abitanti e non confinanti con aree urbane commerciali o con poli commerciali:

                                        1) Provincia di Gorizia: San Lorenzo Isontino, Turriaco.

                                          2) Provincia di Pordenone: Castelnovo del Friuli, Cavasso Nuovo, Clauzetto, Meduno, Morsano al Tagliamento, San Martino al Tagliamento, Tramonti di Sotto, Travesio, Vito d’Asio.

                                            3) Provincia di Udine: Attimis, Coseano, Drenchia, Grimacco, Marano Lagunare, Muzzana del Turgnano, Preone, Pulfero, San Leonardo, Savogna, Socchieve, Stregna, Taipana.

                                                ARTICOLO 4
                                                (Ampliamento, trasferimento e concentrazione degli esercizi di vicinato ai sensi dell’art. 6, comma 4, della legge)

                                            1.Ai sensi dell’articolo 6, comma 4, lettera a), della legge, è soggetto ad autorizzazione l’ampliamento della superficie di vendita degli esercizi di vicinato fino a mq. 200 e, nei Comuni di cui all’articolo 3, fino a mq. 400.

                                              2.Ai sensi dell’articolo 6, comma 4, lettera b), della legge, è soggetto a denuncia preventiva il trasferimento degli esercizi di vicinato con superficie di vendita non superiore a mq. 200 e, nei Comuni di cui all’articolo 3, non superiore a mq. 400;

                                                3.Ai sensi dell’articolo 6, comma 4, lettera c), della legge, è soggetta ad autorizzazione la concentrazione di almeno due esercizi di vicinato in un nuovo esercizio con superficie di vendita non superiore a mq. 400. Tale limite di mq. 400 si applica anche alle concentrazioni nei Comuni di cui all’articolo 3.