Delib.C.R. 28 dicembre 2000, n. 283 “L.R. n. 35/2000 Piano regionale dello Sviluppo Economico 2001/2005″

Delib.C.R. 28-12-2000 n. 283
L.R. n. 35/2000 Piano regionale dello Sviluppo Economico 2001/2005.
Pubblicata nel B.U. Toscana 14 febbraio 2001, n. 7, parte seconda, supplemento n. 23.

Epigrafe
Premessa
Articolo unico
Allegato – Premessa
GLI OBIETTIVI PRIORITARI
STRATEGIA ECONOMICA
LE POLITICHE DI SETTORE
LE LINEE DI INTERVENTO
Criteri premiali e requisiti per la selezione dei progetti
1. SOSTEGNO ALLE IMPRESE
2. INFRASTRUTTURE ECONOMICO-PRODUTTIVE
3. Piani di sviluppo locale: distretti industriali, sistemi produttivi locali e
sistemi economici locali.
4. INTERVENTI PER LA PROMOZIONE ECONOMICA E PER L’INTERNAZIONALIZZAZIONE DEL
SISTEMA PRODUTTIVO
Tabella

Delib.C.R. 28 dicembre 2000, n. 283 (1).
L.R. n. 35/2000 Piano regionale dello Sviluppo Economico 2001/2005 (2).
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(1) Pubblicata nel B.U. Toscana 14 febbraio 2001, n. 7, parte seconda,
supplemento n. 23.
(2) Con Delib.G.R. 27 aprile 2001, n. 435, e con Delib.C.R. 8 ottobre 2003, n.
160 sono state apportate modifiche ed integrazioni al programma di cui alla
presente deliberazione. Vedi, anche, la Delib.G.R. 16 luglio 2001, n. 797, la
Delib.C.R. 14 novembre 2001, n. 216, la Delib.G.R. 14 gennaio 2002, n. 35, la
Delib.G.R. 11 marzo 2002, n. 249, la Delib.C.R. 4 dicembre 2002, n. 183, la
Delib.C.R. 25 febbraio 2003, n. 36, la Delib.G.R. 26 maggio 2003, n. 491, la
Delib.G.R. 7 luglio 2003, n. 660 e la Delib.G.R. 10 novembre 2003, n. 1144. Per
l’aggiornamento del Piano regionale dello sviluppo economico 2004-2005 vedi la
Delib.G.R. 22 giugno 2004, n. 64.

Il Presidente mette in approvazione la seguente proposta di deliberazione:
Il Consiglio regionale
Vista la legge regionale 11 agosto 1999, n. 49 "Norme in materia di
programmazione" che definisce le finalità della programmazione regionale e ne
individua strumenti e modalità di attuazione;
Visto, in particolare l’articolo 5, comma 1, lettera e) che afferma che i piani
e programmi regionali precisano gli indirizzi per l’attuazione delle politiche,
coordinano gli strumenti di intervento, integrano e finalizzano le risorse
regionali, statali e dell’Unione Europea;
Visto l’articolo 8, comma 3, della legge regionale 1 dicembre 1998, n. 87
"Attribuzione agli enti locali e disciplina generale delle funzioni e dei
compiti amministrativi in materia di artigianato, industria, fiere e mercati,
commercio, turismo sport, internazionalizzazione delle imprese e camere di
commercio, industria, artigianato ed agricoltura conferiti alla Regione dal
Decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112", che definisce il Piano dello
Sviluppo economico come lo strumento generale di programmazione degli interventi
in economia per le attività produttive e extragricole;
Vista la legge regionale 20 marzo 2000, n. 35 "Disciplina degli interventi
regionali in materia di attività produttive";
Delibera
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1. di approvare il Piano regionale dello Sviluppo Economico 2001/2005, allegato
alla presente deliberazione quale parte integrante e sostanziale;
2. di dare atto che, per il settore extragricolo, fino alla emanazione di
assenso da parte dell’Unione Europea alle specifiche misure di aiuti notificate
le stesse sono attuate in regime "de minimi";
Il presente provvedimento è soggetto a pubblicità ai sensi della L.R. n. 9/1995
in quanto conclusivo del procedimento amministrativo regionale.
In ragione del particolare rilievo del provvedimento, che per il suo contenuto
deve essere portato alla piena conoscenza della generalità dei cittadini se ne
dispone la pubblicazione per intero sul Bollettino Ufficiale della Regione
Toscana al sensi dell’articolo 2, comma 1, lett. d) della L.R. n. 18/1996 e
successive modificazioni.
Il Consiglio approva
Con la maggioranza prevista dall’art. 15 dello Statuto.
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Allegato
PIANO REGIONALE DELLO SVILUPPO ECONOMICO 2001-2005
PREMESSA
Il presente Piano regionale dello Sviluppo Economico, in attuazione della L.R.
n. 49/1999, della L.R. n. 87/1998 e della L.R. n. 35/2000, determina le linee di
intervento a favore delle attività produttive per concorrere al raggiungimento
degli obiettivi prioritari fissati dal PRS 2001-2005, nell’àmbito delle opzioni
politiche fondamentali relative allo sviluppo sostenibile e all’occupazione.
La dimensione europea e internazionale, le indicazioni scaturite dalle
conclusioni del Consiglio straordinario di Lisbona, caratterizzano le politiche
della Regione Toscana e le azioni di sviluppo locale, facendo leva sui modelli
di concertazione e sulle specificità e vocazioni economiche dei diversi
contesti, valorizzano le competenze e le risorse endogene per innescare e
sostenere processi di innovazione e riconversione produttiva e per
l’allargamento della base produttiva e occupazionale.
L’obiettivo di fondo è relativo al completamento delle reti infrastrutturali e
alle politiche di accompagnamento verso il rinnovamento e lo sviluppo
dell’economia toscana non solo nella continuità dalla tradizione ma anche e
soprattutto verso le innovazioni rese necessarie e possibili dalla nuova società
della conoscenza e dalla globalizzazione dei mercati nonché, per le piccole
imprese, all’attuazione delle linee di azione della Carta europea.
Ai sensi dell’articolo 5, comma 4 della L.R. n. 35/2000 il presente Piano
costituisce strumento di attuazione della L.R. n. 28/1997 e sostituisce il piano
triennale della promozione economica ivi previsto dall’articolo 4, ora abrogato.
In questo contesto offre la cornice anche per la promozione dell’offerta
agro-alimentare.
Nel corso del quinquennio si opererà per il raggiungimento dell’obiettivo di una
maggiore integrazione della programmazione degli interventi in tutti i settori
dell’economia regionale. In particolare verrà perseguito il raccordo e il
coordinamento con gli interventi nei settori dell’agricoltura e delle foreste e
con il più complessivo Piano di sviluppo rurale.
Opzioni politiche: lo sviluppo sostenibile
Nell’attuazione degli interventi vengono assunti come base i principi dello
sviluppo sostenibile: quindi la sussidiarietà, sia istituzionale che funzionale,
la territorializzazione delle politiche e la concertazione sono utilizzate per
integrare la dimensione ambientale nelle politiche di settore e per il
raggiungimento di obiettivi risultanti dalla combinazione di finalità sociali,
economiche e ambientali.
In coerenza con quanto enunciato nel PRS il presente Piano assegna alle
politiche ambientali il valore strategico di offrire nuove opportunità ad uno
sviluppo regionale che sia caratterizzato come durevole nel tempo,
ambientalmente sostenibile e basato sulla valorizzazione delle risorse locali.
Tutto ciò comporterà per gli interventi a sostegno delle attività economiche, e
in particolare per gli aiuti alle imprese, una gestione sostenibile delle
risorse naturali, il controllo integrato dell’inquinamento e la prevenzione
della produzione dei rifiuti, la riduzione del consumo di energie non
rinnovabili, il miglioramento della qualità degli ambienti di lavoro, in
particolare per garantire la sicurezza dei lavoratori.
Opzioni politiche: il lavoro
La nuova fase di sviluppo economico della Toscana, caratterizzata da un
crescente grado di competizione interna ed internazionale, sottolinea l’esigenza
di una mobilitazione di tutte le risorse, attraverso azioni integrate
finalizzate all’irrobustimento del sistema produttivo e all’aumento
dell’occupazione e allo sviluppo delle risorse umane, tramite la formazione di
nuove imprese, in particolare nei settori ad alta tecnologia e della new
economy, e il consolidamento e la costante riqualificazione delle imprese dei
settori tradizionali.
I settori dell’innovazione, delle nuove tecnologie della comunicazione e
dell’informazione, i servizi alle imprese rappresentano settori per nuove
imprese e nuova occupazione.
Le iniziative saranno finalizzate al raggiungimento di tre obiettivi. ,
1. consolidare la tradizione toscana di regione ad alta propensione
all’imprenditorialità e al lavoro autonomo;
2. favorire la diversificazione settoriale per rafforzare la solidità della
struttura produttiva e la presenza di investimenti nei settori della new economy
e dall’alta tecnologia, dell’ambiente e dei beni culturali, del turismo;
3. agevolare il passaggio generazionale.
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GLI OBIETTIVI PRIORITARI
Il Piano regionale dello Sviluppo Economico concorre al raggiungimento degli
obiettivi prioritari fissati dal P.R. S. 2001-2005.
La Toscana per i giovani
Il raggiungimento di maggiori livelli occupazionali può essere garantito solo
dall’elevamento della competitività del sistema delle imprese che può essere
ottenuto solo con il sostegno a processi innovativi promossi nel campo della
ricerca, del trasferimento delle tecnologie, della formazione, della
diversificazione e riconversione produttiva.
A tal fine l’intervento regionale sarà finalizzato alla incentivazione di
processi di acquisizione da parte delle imprese e dei sistemi territoriali di
imprese di innovazione tecnologica, di strumentazione informativa e di
tecnologie della comunicazione, e di processi di valorizzazione del capitale
umano, di ricerca e sviluppo.
Verranno ricercate le opportune integrazioni con le politiche del lavoro al fine
del raggiungimento dell’obiettivo della riduzione del tasso di disoccupazione,
in particolare quella giovanile, con attenzione al riequilibrio tra uomini e
donne, che sarà perseguito anche tramite l’incentivazione all’avvio di nuove
iniziative imprenditoriali, in particolare nel settore della new economy e
dell’alta tecnologia, favorendo anche spin off dall’università e dai centri di
ricerca.
Per una Toscana più sicura
Nel più ampio contesto dell’obiettivo di una Toscana più sicura, con il Piano
dello sviluppo economico si porterà un contributo nell’àmbito della prevenzione
e della tutela della salute dei lavoratori, per cui nei regimi di aiuto alle
imprese saranno considerati prioritari gli investimenti finalizzati alla messa
in sicurezza dei posti di lavoro.
In attuazione della legge regionale n. 35/2000 non potranno essere finanziati
progetti di investimento realizzati da imprese che non applicano la normativa in
materia e non applicano i relativi contratti collettivi di lavoro.
Per una Toscana più efficiente e non burocratica
L’efficienza delle procedure sarà migliorata mediante la loro massima
semplificazione, anche per quanto riguarda i profili della rendicontazione,
compatibilmente con le disposizioni comunitarie e statali, e mediante la
sperimentazione della informatizzazione e l’uso della rete telematica.
Saranno potenziati i sistemi di valutazione di impatto economico e di efficienza
degli interventi e saranno sviluppati i principi e i criteri di sussidiarietà,
istituzionale e funzionale, stimolando processi virtuosi di competitività dei
sistemi produttivi locali e dei distretti industriali, che concorrano a
qualificare le politiche di marketing territoriale.
Il processo di semplificazione già avviato sarà ulteriormente rafforzato al fine
di aumentare le opportunità e ridurre i vincoli per le imprese, di massimizzare
l’effetto della incentivazione in rapporto alle capacità progettuali delle
imprese e dei sistemi territoriali.
La direzione intrapresa potrà trovare una sua piena attuazione nella progressiva
determinazione di "pacchetti integrati di agevolazioni" in grado di consentire
alle imprese di accedere alle agevolazioni disponibili tramite un’unica domanda
da presentare ad un unico punto di accesso. ‘
Al fine di individuare procedimenti che rendano tale processo operativo sarà
costituito dalla Giunta regionale uno specifico gruppo di lavoro con i soggetti
del tavolo di concertazione.
Verranno sostenuti gli interventi delle amministrazioni comunali, in particolare
se in forma associata, per progetti di eccellenza degli sportelli unici per le
attività produttive.
Per una Toscana dell’informazione e della conoscenza
Il potenziamento e la qualificazione delle infrastrutture per il trasporto delle
informazioni sarà alla base della diffusione dell’accesso alle reti telematiche
da parte dei sistemi produttivi locali e dei distretti industriali.
Lo sviluppo della società dell’informazione e della conoscenza sarà perseguito
tramite il sostegno ad iniziative finalizzate a migliorare la qualità dei
servizi di comunicazione tra imprese, tra imprese e consumatori, tra imprese e
pubblica amministrazione.
I nuovi modelli di comunicazione e le opportunità offerte dalla rete potranno
consentire di potenziare la diffusione di informazioni sull’offerta turistica
toscana e sulle produzioni di qualità.
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STRATEGIA ECONOMICA
Il presente P.R.S.E. è finalizzato a valorizzare sul territorio, con caratteri
di flessibilità anche a livello locale, i motori potenziali dello sviluppo.
Le azioni previste consentiranno di:
1. promuovere ed attuare iniziative di investimento in Toscana;
2. elevare la qualità dei processi e dei prodotti delle imprese, in particolare
quelle localizzate nei distretti industriali e nei sistemi produttivi locali,
anche attraverso il potenziamento e la costruzione di funzioni collettive nei
contesti territoriali di piccola e media impresa,
3. adeguare il sistema toscano agli standard internazionali di eccellenza nel
campo della produttività, del rispetto dell’ambiente e della sicurezza dei
luoghi di lavoro,
4. incentivare la diffusione di comportamenti innovativi, tecnologici, formali,
organizzativi, finanziari,
5. sostenere gli interventi relativi alla diffusione delle tecnologie
dell’informazione e della comunicazione,
6. favorire lo sviluppo degli interventi in infrastrutture territoriali ed
economiche quale elementi di base per il miglioramento della competitività dei
sistemi di imprese.
7. promuovere, in attuazione della L.R. n. 28/1997, l’immagine complessiva delle
risorse produttive e turistiche della Toscana in collegamento con la cultura e
l’ambiente.
8. rafforzare il posizionamento dell’offerta turistica toscana rispetto al
mercato interno ed estero, capitalizzando l’immagine della cosiddetta "marca
toscana".
Altrettanti punti di impegno sono costituiti da:
1. miglioramento dei livelli di funzionalità degli strumenti creditizi e
finanziari in rapporto agli obiettivi di sviluppo e alle esigenze di
consolidamento e investimento delle imprese,
2. il sostegno di iniziative per l’incentivazione a livello di area o di
distretto industriale della progettualità locale,
3. la semplificazione dell’azione amministrativa.
Il raccordo con gli strumenti della programmazione negoziata e con i piani di
sviluppo locale: distretti industriali. sistemi produttivi locali e sistemi
economici locali
La programmazione regionale rappresenta chiaramente la scelta di privilegiare la
proposta dal basso, espressa ed attuata nella forma di programmi locali di
sviluppo o nelle forme previste dalla programmazione negoziata, purché tali
programmi siano concepiti come lo strumento unitario in cui integrare, secondo
il criterio del cofinanziamento, il complesso delle risorse comunitarie,
nazionali e regionali, nonché di quelle provinciali, camerali, locali e
d’impresa.
In questo quadro emerge la funzione delle Province, con un ruolo di promozione,
coordinamento e formalizzazione del complesso delle proposte che sorgono dal
territorio, secondo quanto previsto dalla L.R. n. 49/1999 e dalla L.R. n.
87/1998.
La competitività del sistema Toscana, caratterizzato dall’organizzazione sul
territorio di sistemi produttivi di piccola e media impresa deve essere
sostenuto da percorsi di innovazione e di sviluppo che meglio corrispondono alle
peculiarità ed alle necessità delle specializzazioni produttive, tramite azioni
finalizzate al miglioramento della qualità e della riconoscibilità delle
produzioni, anche nella direzione di standards di certificazione di distretto e
di territorio, da valorizzare tramite iniziative consortili e il rafforzamento
delle funzioni di rete di servizi alle imprese.
Sarà avviata una procedura di definizione ed attuazione degli interventi secondo
le modalità della programmazione negoziata, per permettere un raccordo tra la
programmazione settoriale del presente piano, con gli altri strumenti regionali
di programmazione di settore e con la programmazione a livello locale. In
particolare per quanto riguarda i distretti industriali, i sistemi produttivi
locali ed i sistemi economici locali tale procedura sarà definita in attuazione
di una specifica misura di intervento, in un confronto con i territori, i
soggetti economici e locali e alla luce dell’esperienza effettuata nella
sperimentazione dei Distretti industriali e nei SEL.
Nell’àmbito dei Programmi locali di sviluppo di cui all’art. 12 L.R. n. 49/1999,
che riportano ad unicità il complesso degli investimenti necessari allo
sviluppo, il presente piano troverà un raccordo attraverso un procedimento
negoziale che tiene conto degli indirizzi e delle priorità del P. R. S.
Innovazione e tecnologia dell’informazione
L’economia toscana è marcatamente influenzata dal processo di globalizzazione,
soprattutto in quei settori tradizionali in cui si concentrano le esportazioni
regionali, che non possono più fondare la loro competitività sulla svalutazione
monetaria e sul basso costo del lavoro, ma debbono incentrarla sulla qualità dei
prodotti e sulla capacità innovativa, anche grazie al sostegno pubblico
all’innovazione tecnologica e al trasferimento dell’innovazione.
La oramai acquisita consapevolezza della centralità dei processi innovativi,
anche attraverso il consolidamento di tutte quelle azioni che considerano le
politiche per l’innovazione quale parte integrante delle politiche regionali e
locali di sviluppo, ha permesso la valorizzazione delle competenze scientifiche
e tecnologiche presenti nel nostro territorio dando luogo e consolidando il
rapporto tra centri di ricerca e imprese ai fini di un effettivo trasferimento
tecnologico.
Ciò è stato anche riconfermato nel rapporto finale RITTS che suggerisce il
rilancio di una politica di nuovi modelli regionali dell’innovazione attraverso
tre obiettivi strategici;
1. supporto all’innovazione delle piccole e medie imprese (PMI) dei settori
tradizionali; si tratta di incrementare la capacità innovativa delle PMI dei
settori tradizionali e riorientare l’attività dei centri di servizio e supporto
alle imprese nella direzione più decisamente mirata all’innovazione.
2. creazione di cluster innovativi; favorire la creazione di nuove imprese e la
"commercializzazione" di know-how toscano attraverso lo sviluppo di cluster in
campi dove la Toscana dispone di un significativo potenziale di R&S, quali la
conservazione e restauro dei beni culturali, la multimedialità e l’ambiente.
3. supporto alla nascita e al consolidamento di imprese Hi-Tech; consolidare le
imprese innovative che operano nel settore dell’Hi-Tech favorendone la nascita
di nuove, soprattutto spin-off della ricerca
L’implementazione di questi obiettivi richieste la disponibilità di una serie di
risorse sia pubbliche che private anche in considerazione delle politiche
adottate fino ad oggi dalla stessa Amministrazione regionale tramite la Rete
regionale dell’alta tecnologia ed in considerazione dell’esistente patrimonio
offerto dal sistema Universitario e della ricerca presentate in Toscana.
Nella fattispecie l’avvio del Forum per la definizione dei futuri scenari e dei
relativi soggetti che dovranno essere coinvolti per l’attuazione degli
interventi strategici di cui sopra, rinvia alle conclusioni dello stesso un
maggior dettaglio operativo, tramite uno specifico atto integrativo del presente
piano.
Fin da adesso è possibile prospettare:
- la ridefinizione nell’àmbito della Conferenza Università toscane – Giunta
regionale di percorsi di ricerca e di formazione comuni, accentuando la
complementarietà esistente sia in termini di risorse economiche che finanziarie
e valorizzando al massimo le competenze scientifiche e tecnologiche presenti
nelle varie aree;
- il censimento e la identificazione dei soggetti presenti sul territorio che a
vario titolo operano per la realizzazione di una politica del trasferimento e
dell’innovazione tecnologica del nostro sistema impresa;
- lo sviluppo di una industria del trasferimento tecnologico privata, secondo il
principio della sussidiarietà orizzontale, riservando all’intervento pubblico
solo le funzioni non coperte dai privati;
- lo sviluppo del progetto APPLICOM teso a definire su base transregionale una
strategia volta a rafforzare l’offerta dei servizi strategici alle imprese, con
particolare riferimento alla finanza dedicata alle fasi iniziali dei processi
innovativi nelle PMI e alla nascita di imprese innovative;
- l’implementazione delle esperienze maturate dall’iniziativa RIS+, finalizzata
a sviluppare le tecnologie optoelettroniche per la tutela e la valorizzazione
dei beni culturali;
- la messa a sistema di una rete di competenze in termini di innovazione formale
creando una interazione fra progettazione, sviluppo tecnologico e strategie di
mercato;
- lo sviluppo di una politica di sostegno alla ricerca e alla innovazione per le
attività tipiche dei distretti industriali della Toscana;
- la condivisione delle politiche nazionali e internazionali che a vari livelli
e per comparti produttivi hanno implicazioni dirette con la nostra economia
regionale.
Nel settore della tecnologia dell’informazione sarà perseguito l’obiettivo di
consentire accessi agevolati al sistema di impresa della Toscana. anche tramite
la progettazione di uno specifico portale, e tramite iniziative progettuali
rivolte alla realizzazione di coerenti attività di servizio, da apprestare sulla
base di preventivi e parametri di valutazione, nel rispetto della sussidiarietà
orizzontale. ,
Si confermano quindi gli obiettivi individuati di:
a) definire specifiche misure di incentivazione finalizzate alla generazione di
impresa nei settori della new economy e nelle tecnologie dell’informazione e
alla individuazione e valorizzazione di risorse potenziali in grado di porsi
come nuove risorse dell’offerta regionale;
b) costituire funzioni collettivi e reti di servizio in un contesto territoriale
di piccola e media impresa, da specializzare nelle infrastrutture del
cambiamento, quali i bisogni formativi e informativi, la sperimentazione e la
diffusione dell’innovazione.
La crescita del sistema toscano tramite l’attuazione di nuovi investimenti, la
promozione di nuove imprese e la crescita dimensionale delle imprese.
La crescita della dimensione e della capitalizzazione delle imprese, come
l’attuazione di nuovi insediamenti produttivi, si conferma come uno degli
obiettivi sostanziali per la creazione di nuove occasioni di sviluppo e di
occupazione e di crescita complessiva del sistema economico toscano.
È necessario quindi sollecitare ed incentivare operazioni di investimento e di
rafforzamento del capitale delle imprese per il pieno sviluppo della
potenzialità del sistema produttivo, agevolando anche i trasferimenti di
proprietà e I’immissione di funzioni gestionali di tipo manageriale nelle
imprese.
I vantaggi competitivi, le attrattività ambientali e sociali, le possibilità di
insediamento possedute dai territori in grado di attrarre nuove imprese formano
la base dell’offerta localizzativa toscana.
Per favorire nuovi investimenti, anche attraverso la creazione di nuove imprese,
è obiettivo della Regione Toscana operare per una progressiva riduzione della
pressione fiscale e per la riduzione delle tariffe a carico delle imprese,
nell’àmbito di una più complessiva politica di revisione della tariffazione e
delle tasse. La Regione si attiverà per la creazione di un tavolo istituzionale
per il monitoraggio della diminuzione delle tariffe e della fiscalità.
L’aumento delle disponibilità di risorse finanziarie e creditizie è un elemento
essenziale e decisivo per affrontare i problemi strutturali del sistema
produttivo toscano e per accompagnare i suoi processi di innovazione e di
crescita.
Sarà perseguita e sostenuta una politica di integrazione nel mercato della
garanzia al fine di realizzare significative economie di scala e di rafforzare
il sostegno dell’accesso al credito della minore impresa, rinnovando e
potenziando il rapporto coordinato con il sistema bancario.
Il rapporto di collaborazione tra Fidi Toscana e Confidi sarà ulteriormente
valorizzato, anche ai sensi del protocollo di intenti del 27 gennaio 2000
sottoscritto da Regione Toscana, Fidi Toscana e Consorzi fidi, nella direzione
dell’assunzione di funzioni di cogaranzia e controgaranzia da parte della Fidi
Toscana degli interventi del sistema regionale dei Confidi e di Artigiancredito
Toscano, con l’obiettivo di avviare un processo per la costituzione di un unico
sistema/rete regionale di garanzia, anche attraverso un procedimento politico –
istituzionale che coinvolga tutti i soggetti interessati, finalizzando a questo
obiettivo l’intervento finanziario pubblico.
Gli obiettivi specifici sono così individuati:
1. creazione di nuove imprese con particolare attenzione a quelle promosse da
donne e da giovani, dirette all’attivazione di attività ambientali, e operanti
in comparti innovativi;
2. sostegno all’ampliamento e alla riqualificazione dell’attività di impresa per
favorire il collocamento delle imprese in segmenti di mercato maggiormente
caratterizzati dalla presenza di prodotti e servizi innovativi e classificabili
come "sostenibili";
3. promozione e sostegno di investimenti che risultino "appropriati" alle
differenti caratteristiche delle imprese presenti nel tessuto produttivo
toscano;
4. incentivazione al consolidamento patrimoniale e alla crescita dimensionale
delle imprese sia attraverso la promozione di strumenti finanziari innovativi
che riduzioni delle pressioni ambientali derivanti dal sistema produttivo;
5. sostegno alle politiche di marchio;
6. aumento del livello di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, partendo
dagli indirizzi della legge n. 626/1994 e dalla direttiva Seveso.
Promozione e internazionalizzazione
Nell’attuale panorama degli scambi internazionali si delinea sempre più
chiaramente una fase di ripresa, che riguarda quasi tutti i principali mercati e
si accompagna ad un aumento di flussi turistici. Mentre persiste il ciclo
espansivo dell’economia nordamericana, escono dalla recente crisi i paesi
dell’area NICs e il Giappone e il maggior dinamismo delle economie dell’Unione
europea, sull’onda della maggior competitività determinata dalla progressiva
perdita di valore dell’euro, pare trascinare anche i paesi dell’Est europeo, per
i quali si delinea la prospettiva dell’ingresso nell’Unione.
Tale fase congiunturale di segno positivo esplicherà i suoi effetti per tutto il
2001 e continuerà a proiettarsi nei due anni successivi. Rimangono però rischi
legati all’instabilità dei rapporti tra le monete (euro – dollaro – yen) e il
forte rincaro di molte materie prime (soprattutto il petrolio).
Il quadro economico internazionale è comunque dominato dai seguenti fattori: la
ritrovata leadership mondiale degli Stati Uniti, l’Unione europea allargata, le
economie asiatiche, dal Giappone ai paesi di nuova industrializzazione.
Nelle tre grandi aree richiamate avvengono l’80% delle esportazioni toscane e
quasi il 90% dei flussi turistici, dando un contributo al PIL e all’occupazione
regionale di oltre il 20%.
La Toscana si è prontamente inserita nella ripresa delle esportazioni italiane e
infatti la ripresa delle vendite all’estero è su tassi superiori al resto delle
regioni italiane, ma l’aggancio alla ripresa non è stato omogeneo.
In un quadro sostanzialmente positivo, permangono alcune realtà settoriali e
territoriali che non riescono ancora a cogliere i vantaggi della congiuntura
positiva che si estende a tutte e tre le grandi aree del mercato globale.
Permane inoltre il sospetto che la ripresa toscana, come accaduto varie volte
nel medio periodo, avvenga sempre in corrispondenza con una ritrovata
competitività indotta da fenomeni di svalutazione del cambio, prima della lira,
ora dell’Euro.
Per cogliere invece un’affermazione sui mercati esteri stabile e consolidata,
meno esposta a movimenti e perturbazioni, è necessaria una promozione selettiva,
ora orientata a individuare segmenti qualitativi di mercato (mercati
tradizionali, Europa, Stati Uniti), ora a intervenire nei processi di
internazionalizzazione (nei paesi asiatici) al fine di essere parte di una più
ampia filiera produttiva e per stabilire rapporti in vista dell’apertura di
segmenti di consumo medio – alti, verso i quali può essere diretta la vendita
dei prodotti toscani di qualità. Nel secondo caso si tratta di operazioni di
penetrazione di medio – lungo periodo, e difficilmente un sistema di piccole e
medie imprese riesce a tenere un mercato estero lontano e difficile quando la
domanda permane recessiva a lungo. Gli interventi di promozione economica in
queste realtà devono quindi essere orientati a consentire la tenuta dei mercati
e dei processi di internazionalizzazione nei periodi difficili, per permettere
l’espansione degli scambi nelle fasi di ripresa.
Saranno incentivati i progetti aziendali, rafforzate le politiche di
incentivazione di progetti consortili e di aggregazione tra imprese, qualificati
i servizi di promozione riconosciuti strategici dalla regione e rafforzata
l’immagine dei luoghi di produzione e la sua riconoscibilità nei prodotti.
La programmazione delle azioni promozionali e di internazionalizzazione da parte
della Regione e di altri soggetti pubblici dovrà essere realizzata tramite il
coordinamento di funzioni e di attività e attraverso la maggiore sinergia con le
imprese interessate, a partire dalla fase di progettazione delle iniziative.
L’Agenzia di promozione economica della Toscana è la struttura di servizio
regionale in grado di operare per la realizzazione delle iniziative programmate
e di offrire sul territorio servizi ed opportunità derivanti dal sistema
regionale e nazionale, sviluppando il ruolo di Sportello unico per
l’internazionalizzazione.
Gli obiettivi da raggiungere tramite le attività la cui realizzazione sarà
affidata alla Agenzia di promozione economica riguardano:
1. la intensificazione delle azioni di promozione degli investimenti e di
marketing territoriale, finalizzato alla attrazione di investimenti produttivi;
2. la finalizzazione prioritaria della attività promozionali alla affermazione
ed alla visibilità dei contenuti caratteristici della identità toscana ed ai
percorsi della qualità e dei contenuti di sostenibilità dei processi produttivi
toscani;
3. il maggiore supporto specialistico alle esigenze dei distretti industriali e
dei settori produttivi della Toscana, finalizzato alla valorizzazione dei
contenuti di servizio alle imprese ed alla generazione di innovazione, anche in
àmbito internazionale;
4. la realizzazione di attività di promozione e di supporto alle esportazioni
dalla Toscana che garantisca pari opportunità di accesso alle imprese e possa
costituire attuazione di percorsi di innovazione di mercato per il sistema delle
imprese;
Criteri regionali per l’attuazione della L. n. 488/1992
Annualmente la Giunta regionale, sentite le amministrazioni provinciali
interessate e il tavole di concertazione, anche ai sensi della L. n. 49/1999,
determina i criteri per la formulazione delle priorità regionali e per la
individuazione di settori e/o territori per la formazione di graduatorie
speciali.
La concertazione
Gli indirizzi strategici ed i contenuti espressi dal PRS sono attuati tramite il
metodo e la pratica della concertazione con i diversi livelli istituzionali e
con le espressioni rappresentative della società toscana.
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LE POLITICHE DI SETTORE
L’industria e l’artigianato.
I contenuti della politica regionale riguardano il consolidamento del sistema
produttivo toscano, la generazione di nuova impresa, l’aumento della crescita
occupazionale, la affermazione nella organizzazione e nella operatività delle
imprese industriali ed artigiane del rispetto delle normative in materia di
sicurezza degli ambienti di lavoro, in materia di contratti collettivi e di
rispetto dei termini di pagamento nelle transazioni commerciali.
Le strategie e le azioni corrispondono alla necessità oggettiva che l’intervento
operativo e le forme di incentivazione siano mantenute su una pluralità di
esigenze proprie della struttura toscana, e che le forme e la intensità
dell’intervento siano finalizzate alle necessità e alle potenzialità di
investimento delle imprese.
Le direzioni e i settori dove maggiore si manifesta la opportunità di orientare
e sostenere il sistema toscano riguardano gli àmbiti di:
a) riorientamento dei processi produttivi verso la ecocompatibità e la
sicurezza, anche attraverso innovazioni in grado di indurre minori consumi di
risorse e di energia;
b) sostegno ai processi di crescita dimensionale e di aggregazione, di
integrazione aziendale e agli accordi informali tra fasi produttive e funzioni
produttive, di committenza e di fornitura, di subfornitura in particolare per il
comparto artigiano e per il comparto moda;
c) incentivazione della acquisizione di tecnologie e della innovazione
organizzativa, gestionale e di prodotto;
d) rafforzamento delle attività di ricerca e sviluppo e loro diffusione.
Le aree di maggiore potenzialità si presentano quelle della trasformazione agro
- alimentare, delle nuove tecnologie, della ricaduta della ricerca, della
strutturazione necessaria per i nuovi strumenti e accessi della informazione e
della comunicazione e, in genere, i comparti del la nuova economia.
Per quanto riguarda in particolare il settore artigiano saranno condotte
iniziative atte a sostenere la continuazione ed il contestuale rinnovamento
della tradizione artigiana, in particolare al fine di favorire il riemergere
delle sue peculiarità di "qualità" e di "artisticità", quali momenti di forte
distinzione rispetto alla più generale produzione manifatturiera; in questo
àmbito, particolare attenzione ed iniziative specifiche dovranno essere
indirizzate alla subfornitura artigiana del settore della moda che più di altri
è sottoposto al fenomeno della globalizzazione e che, dunque, presenta la
necessità di una sua propria qualificazione, allo scopo di mantenere il più
possibile insediata l’intera filiera di produzione nei sistemi economici della
Toscana.
La cooperazione
La cooperazione non è soltanto una forma di organizzazione peculiare del lavoro
e della impresa, che ha in Toscana radici solide e di grande tradizione, quanto
invece un approccio produttivo specifico e con potenzialità originali in àmbiti
economici importanti; infatti, accanto alle realizzazioni nei settori
dell’agricoltura, della produzione e del consumo, cresce la potenzialità delle
forme cooperative nei settori dei servizi alle imprese, alla persona, della
salute e della nuova economia.
La diffusione e l’ampia articolazione delle imprese cooperative in Toscana
contribuiscono alla qualificazione del contesto economico – produttivo e possono
svolgere un ruolo di rilievo in particolare nella prospettiva del nuovo sistema
di welfare.
Al fine di sviluppare la conoscenza e l’analisi sul ruolo del movimento
cooperativo nelle prospettive di sviluppo del sistema economico toscano, si
ritiene opportuno costituire una Commissione mista tra Regione e Centrali
cooperative per poter approfondire le tematiche sulla riforma della legislazione
e in particolare sulle questioni della capitalizzazione e della finanza
cooperativa.
Al fine di migliorare la conoscenza del settore, non solo i termini quantitativi
ma anche qualitativi, la Regione promuoverà nell’àmbito dell’osservatorio
economico uno specifico intervento sulla cooperazione toscana.
Per far fronte alle esigenze di sviluppo ed alla valorizzazione del mondo
dell’associazionismo e della cooperazione valgono le indicazioni strategiche,
gli obiettivi e gli strumenti finanziari definiti per i settori produttivi di
riferimento.
Con la delega alle regioni della legge Marcora, sarà possibile un più incisivo
utilizzo delle possibilità offerte da questo strumento finanziario nel settore
della produzione e lavoro, sulla base del regolamento autorizzato dalla
Commissione UE.
Il turismo
L’attività turistica è diffusa ai vari livelli in tutti i sistemi territoriali e
si integra con le attività produttive e di servizio organizzate sul territorio.
L’area costiera, Firenze e le grandi città d’arte si caratterizzano per una
spiccata vocazione e specializzazione. L’Arcipelago e alcune aree montane si
caratterizzano per una attività turistica stagionalizzata e in alcuni casi
prevalente. Il turismo si conferma quindi come il motore di sviluppo più diffuso
in Toscana, particolarmente nelle interrelazioni con le nuove percezioni della
qualità della vita e dei valori della naturalità dei luoghi e dei prodotti,
degli stili di vita e delle attività della salute e del benessere. Le complesse
dinamiche che caratterizzano la domanda turistica internazionale, con
particolare riferimento alla accentuazione dei consumi culturali spingono alla
definizione di nuovi segmenti di offerta di turismo di nicchia, che diventano
decisivi per un rafforzamento del potere attrattivo della Toscana.
L’attuale contingenza internazionale, che ha visto, con il deprezzamento
dell’euro nei confronti del dollaro, una incentivazione del turismo di area nord
- americana e giapponese, nell’immediato futuro sarà compensata da una migliore
disponibilità ai consumi prevista nei maggiori paesi dell’U. e., compresa
l’Italia, che escono da un ciclo economico negativo.
È prevedibile il proseguimento del trend positivo che ha visto in Toscana
aumentare le presenze turistiche, nel corso del 1999 del 5,5% (media nazionale
3,4%). La crescita non è però indifferenziata per tutti i tipi di offerta e il
motivato ottimismo sulle performances future non deve far passare in secondo
piano quelle che sono le debolezze strutturali dell’offerta turistica regionale.
Esse consistono in primo luogo nella dimensione medio – piccola delle imprese
turistiche, sia di tipo ricettivo, sia dell’intermediazione. Questo fattore, sia
pur di per se non negativo, è limitativo della loro competitività, in quanto non
sono in grado di far fronte alla domanda, né di realizzare economie di scala, né
di promuovere grossi investimenti.
A questo si aggiunge la forte concentrazione della domanda, soprattutto per il
settore balneare, in determinati periodi e la necessità quindi di
destagionalizzare i flussi per ottenere un miglior indice di occupazione delle
strutture.
È necessario perciò continuare a incoraggiare il processo di cooperazione e di
aggregazione delle imprese per la realizzazione di reti di servizi comuni e
l’introduzione di tecnologie avanzate per un’offerta di qualità totale, nonché
per le attività di commercializzazione.
L’espansione dell’offerta turistica passa poi attraverso la capacità di
proporre, attraverso la valorizzazione e la combinazione delle risorse
ambientali, culturali, produttive, nicchie di mercato di qualità che si
collocano al di fuori delle proposte standardizzate e globalizzate offerte dai
giganti internazionali del settore turistico.
La qualificazione di questi elementi strategici di offerta richiede, da parte
dell’ente pubblico, non solo interventi per la tutela e la valorizzazione del
patrimonio, ma anche per il sostegno per la realizzazione di strutture
complementari (turismo nautico, golfistico, escursionistico, ippoturismo, parchi
culturali, strutture espositive).
Con il presente Piano, la Regione promuove lo sviluppo sostenibile delle
attività turistiche tenuto conto anche degli indirizzi di carattere nazionale e
dell’esigenza di integrare le risorse regionali con quelle previste dal Fondo di
cofinanziamento dell’offerta turistica di cui alla legge 29 marzo 2001, n. 135
(Riforma della legislazione nazionale del turismo). In tale ottica si tiene
conto dei contesti omogenei o integrati caratterizzati dall’offerta di beni
culturali, ambientali e di attrazioni turistiche, compresi i prodotti tipici
dell’agricoltura e dell’artigianato locale, della presenza diffusa di imprese
turistiche singole o associate (3).
Al fine di sviluppare ulteriormente le forme di integrazione tra settori
economici diversi e tra azioni di qualificazione dell’offerta turistica delle
imprese e dei soggetti pubblici sono riconosciuti come sistemi turistici locali
quei territori nei quali sono promossi e attuati interventi predisposti da
soggetti pubblici o privati in forma singola o associata e che perseguono le
finalità del presente Piano (4).
Il Programma regionale di sviluppo definisce gli obiettivi specifici e le misure
attuative per:
a) valorizzare la libera ed autonoma capacità di organizzazione delle varie
componenti del prodotto turistico, favorendo la maggiore integrazione tra
ambiente, attività produttive e artigiane, risorse ambientali e culturali;
b) valorizzare i fattori di innovazione dell’offerta turistica, compresi i nuovi
modelli di composizione del prodotto turistico, la loro organizzazione e la loro
offerta sul mercato, anche attraverso la incentivazione degli investimenti degli
operatori del settore nelle strumentazioni di comunicazione e informazione
innovativi;
c) valorizzare e sostenere le iniziative di investimento nelle opere di
infrastrutturazione, anche se con esclusiva connotazione produttiva turistica, e
l’investimento nelle attrezzature complementari e nei servizi;
d) rinnovare e riqualificare le strutture ricettive.
Il commercio
L’obiettivo fondamentale è quello di governare positivamente il cambiamento per
conseguire valori complessivi di equilibrio e di crescita, attraverso l’armonica
integrazione tra distribuzione tradizionale e grande distribuzione, mediante:
a) lo sviluppo della conoscenza e dell’analisi sullo stato e le prospettive del
sistema distributivo, la attivazione di un modello di programmazione coerente
con le esigenze di sviluppo, anche a scala locale, per la integrazione di
politiche capaci di generare offerta di servizi nel settore della valorizzazione
del patrimonio d’interesse ambientale e dei beni culturali e artistici,
nell’aumento dei servizi nelle aree di sviluppo rurale, anche mediante la
qualificazione delle produzioni artigianali, agro – alimentari e dell’offerta
agrituristica;
b) il sostegno ai processi di innovazione e modernizzazione della rete
distributiva, garantendo il pluralismo e l’equilibrio tra le diverse tipologie
delle strutture distributive e le diverse forme di vendita, con particolare
riguardo alla valorizzazione del ruolo delle piccole imprese ed alla loro
integrazione e programmazione anche dal punto di vista dello sviluppo
urbanistico ed infrastrutturale, promuovendo anche interventi specifici rispetto
all’evoluzione del commercio elettronico;
c) la promozione dei processi di integrazione degli esercizi di vicinato,
riconoscendone il ruolo fondamentale rispetto alla qualità dei servizi per la
popolazione residente, per i bisogni dei consumatori e per la domanda turistica;

d) la tutela della rete dei piccoli esercizi, la prevenzione ed il contrasto
verso i fenomeni di abusivismo e illegalità, il consolidamento delle piccole e
medie imprese della distribuzione anche per la promozione e commercializzazione
delle produzioni tipiche regionali, la rivitalizzazione dei centri storici e
minori, anche attraverso il sostegno della permanenza delle attività di piccolo
commercio e artigiane, la salvaguardia della componente di servizio insita nella
localizzazione di esercizi commerciali "plurifunzione" e di attività di servizio
alla persona nei centri storici e nelle aree periferiche, rurali, montane e
insulari;
e) la razionalizzazione delle funzioni di filiera dei mercati all’ingrosso,
puntando alla qualificazione delle attività di servizio.
Piano di rilancio dell’offerta termale
In considerazione dell’importanza che riveste il settore termale anche nel
quadro dell’offerta turistica regionale e rispetto alle politiche di sviluppo
economico e occupazionale delle aree più deboli la Giunta regionale promuove e
attua i necessari interventi per la valorizzazione e il rilancio del sistema
termale.
La Giunta regionale definisce in dettaglio le politiche e le strategie di azione
per qualificare il settore nel quadro di uno specifico piano di rilancio
finalizzato ad armonizzare gli interventi nei settori direttamente e
indirettamente collegati al termalismo.
Attraverso il piano, da predisporre anche con il concorso dei soggetti
istituzionali e delle rappresentanze economiche e sociali:
a. viene presentato il quadro di riferimento completo dell’offerta termale
toscana nelle sue diverse componenti,
b. sono definite le strategie di carattere intersettoriale per l’armonizzazione
della disciplina anche rispetto alle problematiche di carattere sanitario e
ambientale connesse con il comparto,
c. sono definite le politiche di incentivazione e di sostegno al settore e alla
qualificazione dell’offerta rispetto alle risorse regionali, statali e
comunitarie,
d. sono definite le strategie e gli interventi da attuare per garantire il
sostegno del settore rispetto alle politiche per la salute,
e. Sono identificate le strategie per la promozione del settore anche sui
mercati esteri al fine di armonizzare gli interventi da attuare con i programmi
annuali per le attività promozionali con le linee programmatiche di rilancio.
La Regione conferma la partecipazione al capitale sociale della "Fosso Bianco
S.p.A." (ex Terme san Filippo S.p.A.), ai fini dello sfruttamento del giacimento
di acque termali site in zona denominata "Bagni San Filippo".
La Giunta regionale promuove, d’intesa con il comune di Montecatini Terme la
costituzione di apposita S.p.A. di gestione dell’azienda termale. Tale società è
partecipata nella fase iniziale da Comune e Regione Toscana e successivamente, a
seguito della conclusione delle procedure di selezione del socio privato dalla
maggioranza, si procederà alla dismissione delle quote possedute da parte del
Comune e della Regione.
Piano di rilancio dei poli espositivi e congressuali
Riconosciuta l’importanza del settore fieristico, espositivo e congressuale per
la promozione e commercializzazione, anche a livello internazionale, delle
produzioni del sistema delle piccole e medie imprese industriali,
dell’artigianato, dell’agricoltura, nonché per la promozione delle attività
turistiche e terziarie, la Giunta regionale, tenuto conto delle specifiche linee
strategiche approvate dal Consiglio regionale, definisce il programma attuativo
per il rilancio dei poli espositivi e congressuali da attuarsi attraverso il
sostegno finanziario, sottoforma di contributi e/o apporti di capitale nelle
società a prevalente capitale pubblico operanti nel settore fieristico, secondo
le modalità definite della Azione 2.2.bis Infrastrutture
Fieristiche/espositive/congressuali del presente Piano regionale dello sviluppo
economico 2001/2005 (5).
————————
(3) Capoverso aggiunto dalla lettera A), Delib.C.R. 18 dicembre 2002, n. 192.
(4) Capoverso aggiunto dalla lettera A), Delib.C.R. 18 dicembre 2002, n. 192.
(5) Paragrafo aggiunto dal punto 1, lettera a), Delib.C.R. 25 febbraio 2003, n.
36.

LE LINEE DI INTERVENTO
Vengono di seguito descritte le linee di intervento che la Regione Toscana
intende adottare per il conseguimento degli obiettivi specifici precedentemente
individuati.
Le procedure di attuazione saranno definite sulla base dei principi fissati dal
decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123, che regolano i procedimenti
amministrativi concernenti gli interventi di sostegno pubblico per lo sviluppo
delle attività produttive, ivi compresi gli incentivi, i contributi, le
agevolazioni, le sovvenzioni e i benefici di qualsiasi genere concessi da
amministrazioni pubbliche, anche attraverso soggetti terzi.
Gli strumenti dovranno gradualmente innovarsi riducendo le forme tradizionali di
finanziamento non finalizzato a fronte di investimenti delle imprese, che
assumono forme di mero trasferimento, per lasciare spazio e forme più avanzate e
mirate di sostegno quali l’ingegneria finanziaria, nuove forme di credito,
crescita del contesto positivo in cui l’impresa opera (infrastrutture, servizi,
ricerca, innovazione, formazione, ecc.).
Aiuti agli investimenti produttivi ed ambientali delle PMI industriali,
artigiane, turistiche e del commercio anche sotto forma cooperativa.
Finalità della linea di intervento: attraverso gli interventi previsti ci si
propone di qualificare e ampliare l’attività delle PMI favorendo e
l’introduzione di innovazioni di processo e di prodotto e la creazione di nuove
imprese soprattutto quelle in comparti innovativi, nel rispetto dell’ambiente e
del risparmio energetico.
Ingegneria finanziaria
Finalità della linea di intervento: gli interventi previsti perseguono
l’obiettivo specifico di consolidare la struttura patrimoniale delle imprese
attraverso la costituzione di fondi di rotazione dedicati: i) all’assunzione di
partecipazioni di minoranza al capitale sociale di piccole e medie imprese, ii)
al rilascio di garanzie sussidiarie su finanziamenti a medio termine concessi a
favore di piccole e medie imprese, iii) alla concessione di prestiti
partecipativi per la realizzazione di programmi innovativi e di sviluppo delle
piccole e medie imprese.
Per quanto riguarda il fondo di rotazione istituito presso la Fidi Toscana per
le anticipazioni finanziarie a favore dalle cooperative di produzione e lavoro
finalizzati all’ottenimento delle provvidenze previste dalla L. n. 49/1985, la
sua operatività sarà opportunamente coordinata con gli interventi del Foncoper
trasferiti alla Regione.
Aiuti agli investimenti immateriali
Finalità della linea di intervento: l’obiettivo specifico degli interventi è
rappresentato dall’aumento della competitività delle imprese attraverso il
maggiore utilizzo di servizi che verrà incentivato attraverso la concessione di
aiuti alle piccole e medie imprese singole e associate per l’acquisizione di
servizi qualificati e per la diffusione e applicazione di progetti di
innovazione tecnologica, per la certificazione di qualità ambientale e di
prodotto/processo, per il potenziamento del sistema di servizi telematici e di
comunicazione per le PMI, per le attività di qualificazione dei servizi
commerciali e turistici, per la realizzazione di iniziative per la promozione
della domanda turistica, per la realizzazione di iniziative a supporto delle
attività commerciali.
Sostegno agli investimenti in infrastrutture
Infrastrutture per il turismo
Finalità della linea di intervento: l’obiettivo specifico della Misura è
rappresentato dalla riqualificazione dell’offerta turistica consolidata e la
creazione di una nuova offerta rispondente alle dinamiche della domanda
turistica interna. Gli interventi sono finalizzati alla realizzazione di
programmi di adeguamento, ampliamento e realizzazione di infrastrutture
turistiche complementari alla ricettività, con particolare riferimento alla
valorizzazione ai fini turistici del patrimonio storico, culturale e ambientale.

Infrastrutture per il commercio
Finalità della linea di intervento: l’obiettivo specifico della misura è
rappresentato dalla riqualificazione della rete commerciale nel suo complesso
attraverso la realizzazione degli interventi per l’adeguamento, l’ampliamento e
la realizzazione di infrastrutture complementari e connesse alla rete
distributiva ed ai servizi ad essa collegati.
Infrastrutture per settori produttivi
Finalità della linea di intervento: tale linea si pone come obiettivo specifico
il potenziamento delle infrastrutture per i settori produttivi. Gli interventi
previsti sono rappresentati:
1. dalla realizzazione, qualificazione, recupero di aree destinate alla
localizzazione di piccole imprese industriali, artigiane e di servizio alla
produzione, in particolare per la strutturazione di aree ecologicamente
attrezzate,
2. dal recupero di siti degradati, edifici ex – industriali, aree dismesse dalle
attività produttive per la creazione di strutture di servizi avanzati alle
imprese,
3. Costituzione e sostegno all’avvio di laboratori per le tecnologie di
comunicazione,
4. Prosecuzione e sviluppo del progetto Laboratorio per la meteorologia e la
Modellistica Ambientale,
5. Sostegno per la messa a regime degli Sportelli unici per le attività
produttive, coordinato con le Camere di Commercio e le associazioni di
categoria,
6. Attuazione del nuovo protocollo di intesa tra Regione Toscana e Sviluppo
Italia.
Interventi per la qualificazione dell’offerta turistica complessiva (6).
Al fine di promuovere la qualificazione dell’offerta turistico-ricettiva nei
sistemi turistici locali della Toscana la Giunta regionale sostiene, attraverso
l’utilizzo di risorse regionali, statali e comunitarie, progetti di sviluppo
predisposti da soggetti pubblici o privati, in forma singola o associata che
perseguono, tra l’altro, le finalità di cui all’articolo 5, comma 4 della citata
legge n. 135/2001. Il finanziamento, attraverso le specifiche modalità definita
dal presente piano, di progetti coerenti con gli obiettivi di qualificazione e
integrazione dell’offerta turistico ricettiva determina il riconoscimento di
sistema turistico locale delle aree nell’àmbito delle quali si realizzano gli
interventi.
Promozione economica e internazionalizzazione del sistema produttivo
La costituzione, con legge 21 gennaio 2000, n. 6 dell’Agenzia di promozione
economica della Toscana (Apet) ha realizzato l’obiettivo di attuare una
struttura di servizio congiunta tra Regione, Istituto nazionale per il commercio
estero, Unioncamere, ENIT, per la realizzazione delle attività di promozione
economica della Regione e degli altri soggetti e per il sostegno ai processi di
internazionalizzazione.
L’Agenzia consente di svolgere non solo le tradizionali funzioni di servizio
alle imprese sul versante della internazionalizzazione e dell’export, ma estende
il proprio operato all’attività di promozione del sistema economico nel suo
complesso, ivi comprese le funzioni di sportello unico per
l’internazionalizzazione e l’attrazione di investimenti esteri. L’APET sarà
pienamente operativa a partire dall’anno 2001, in cui gestirà totalmente il
programma di promozione economica annuale predisposto dalla Giunta regionale.
Trasferimento dell’innovazione
Le strategie possono essere articolate su tre livelli:
1. quello delle attività rivolte alla promozione, al consolidamento e allo
sviluppo del sistema regionale tramite iniziative, prioritariamente, di
animazione, da finanziare con risorse regionali,
2. quello dei progetti pilota per la realizzazione di esperienze esemplari e
delle infrastrutture di rete, da finanziare prevalentemente con le risorse del
FESR,
3. quello delle politiche destinate ad incidere sui livelli d’innovatività del
sistema regionale, da finanziare mobilitando, tutte le risorse delle politiche
regionali, nazionali e comunitarie ed attivando un confronto con le grandi
agenzie nazionali.
Artigianato artistico e tradizionale
Finalità della linea di intervento: La Toscana, per motivi di ordine storico –
culturale, è una regione particolarmente dotata di un alto tasso di
"artigianalità"; è una terra nella quale le produzioni dell’artigianato
artistico, e tradizionale raggiungono livelli qualitativi elevatissimi e
connotazioni inconfondibili, legate sovente alla tradizione locale.
L’iniziativa del presente Piano è mirata principalmente a supportare la fase di
prima applicazione e messa a regime delle norme contenute nella legge regionale
n. 58/1999.
Osservatorio economico
Finalità della linea di intervento: mettere a disposizione uno strumento
conoscitivo per le scelte strategiche di politica economica regionale. Sarà
predisposto, in collaborazione e coordinamento con il SIREL, Unioncamere Toscana
e IRPET, nonché con le rappresentanze delle forze economiche e sociali uno
strumento unitario dei diversi settori economici, inteso come superamento e
sintesi dei molteplici osservatori settoriali oggi in essere, le peculiarità e
gli scopi specifici dei quali potranno comunque essere garantiti.
Interventi urgenti ed imprevisti
1. Ai sensi del comma 3 dell’articolo 10 della legge regionale 20 marzo 2000, n.
35, la Giunta regionale è autorizzata ad effettuare rimodulazioni della
ripartizione delle risorse tra gli àmbiti di intervento previsti per affrontare
interventi urgenti, dandone contemporanea comunicazione al Consiglio regionale.
2. La Giunta regionale è autorizzata, anche in carenza del previsto Programma
annuale delle attività di promozione economica, ex articolo 5 della L.R.
28/1997, a procedere ad assumere gli atti necessari per garantire, tramite
incarico all’APET, la realizzazione delle manifestazioni fieristiche in
programma nel primo quadrimestre 2001.
Altre disposizioni
Criteri per il riparto del Fondo unico regionale ex D.Lgs. n. 112
Per quanto riguarda la definizione dei criteri di riparto del Fondo unico
regionale per l’anno 2001 essi sono così definiti.
Criteri preliminari:
a) si prende prioritariamente a riferimento il riparto prendendo come base il
riparto effettuato per l’anno 2000 tenendo conto della domanda espressa dal
sistema delle imprese sulle diverse azioni in modo da garantire un equilibrato
criterio di continuità;
b) si inserisce nel riparto la L. n. 49/1982 (Marcora) che nell’anno 2000 è
stata gestita dal Ministero dell’Industria, Commercio e Artigianato;
c) si considera il Fondo come parte del più ampio insieme di risorse costituite
dai fondi regionali, nazionali e comunitari;
d) si tiene conto delle caratteristiche, finalità e strumentazioni delle diverse
leggi, al fine di integrare in modo più razionale gli interventi possibili tra i
vari fondi.
Criteri aggiuntivi di affinamento:
a) si accordano priorità alle leggi che incentivano tipologie di investimenti o
sostengono interventi congruenti con gli obiettivi della programmazione
regionale;
b) si privilegiano leggi che utilizzano modalità di sostegno innovative e
fortemente selettive negli obiettivi;
c) le risorse sono destinate ad obiettivi e priorità, e non genericamente a
settori economici.
Compensi ex L.R. n. 70/1988
È prevista l’abrogazione della legge regionale 1° settembre 1988, n. 70 relativa
a "Trattamento economico ai membri di alcuni Comitati e Commissioni regionali".
Con atto della Giunta regionale verranno fissati annualmente i compensi previsti
dalla citata legge.
Partecipazioni societarie
Sulla base dei principi di sussidiarietà e di semplificazione, si procederà
progressivamente alla dismissione delle partecipazioni azionarie della Regione
in organismi di carattere settoriale o territoriale, al fine di un maggior
coinvolgimento delle Istituzioni locali c/o per completare l’avviato processo di
privatizzazione.
————————
(6) Paragrafo aggiunto dalla lettera B), Delib.C.R. 18 dicembre 2002, n. 192.

Criteri premiali e requisiti per la selezione dei progetti
Criteri premiali
Tenuto conto degli obiettivi globali e specifici, si individuano i criteri per
l’implementazione delle Azioni verso la sostenibilità e con la possibilità di
individuare specifiche attribuzioni di punteggio per la selezione dei progetti
con carattere di sostenibilità ambientale, nonché per i progetti finalizzati al
miglioramento della sicurezza sui luoghi di lavoro, allo sviluppo della new
economy, al raggiungimento degli obiettivi prioritari fissati dal PRS, dalle
conclusioni del vertice di Lisbona e dalla carta delle piccole e medie imprese.
I progetti che risponderanno ai suddetti criteri saranno premiati
nell’attribuzione dei punteggio di selezione e, conseguentemente,
nell’assegnazione dei finanziamenti.
I criteri traducono operativamente le indicazioni di programmazione definite dal
P.R. S.
I criteri individuati per l’analisi e la selezione dei progetti che apportano un
miglioramento ambientale e che si caratterizzano come interventi sostenibili
sono i seguenti:
1. progetti integrati, con l’obiettivo di premiare quei progetti che abbiano le
caratteristiche di integrazione di scala e di partecipazione;
2. performance ambientali, con l’obiettivo di privilegiare i progetti capaci di
ridurre le pressioni ambientali;
3. priorità ambientali locali, con l’obiettivo di incidere sull’emergenza
ambientale preponderante per ogni diverso territorio.
La procedura per l’attuazione dei criteri individuati garantirà chiarezza, e
oggettività dei riferimenti e snellezza degli adempimenti a carico delle imprese
e del beneficiari, nonché negli adempimenti amministrativi.
Criteri per la selezione dei progetti
I criteri per la selezione dei progetti che contribuiscono agli obiettivi di
sviluppo occupazionale, di innovazione e rafforzamento dell’economia regionale
nell’ottica dei processi di riforma varati dall’Unione Europea sono i seguenti:
a) incremento, qualificazione e rafforzamento dell’occupazione,
b) diffusione dell’innovazione e grado di innovatività dell’investimento,
c) diffusione delle tecnologie dell’informazione,
d) ampliamento dei settori della società dell’informazione e della conoscenza,
e) raccordo con la ricerca,
f) aumento del livello della tutela della salute dei lavoratori e della
sicurezza dei luoghi di lavoro,
g) qualificazione e rafforzamento della piccola e media impresa,
h) potenziamento della capacità competitiva del sistema regionale,
i) garanzia del rispetto del principio delle pari opportunità,
j) valorizzazione e qualificazione delle produzioni tipiche locali.
Preliminarmente occorrerà individuare studi e modalità per la predisposizione e
l’istruttoria dei progetti utili ad alleggerire i costi gravanti sulle imprese.
————————

LE AZIONI
1. SOSTEGNO ALLE IMPRESE
1. 1. Aiuti agli investimenti produttivi ed ambientali delle p.m.i. anche sotto
forma cooperativa
CONTENUTO TECNICO
La misura ha l’obiettivo di sostenere gli investimenti delle p.m.i. di
produzione e di servizi alla produzione, anche sotto forma cooperativa,
attraverso il sostegno a investimenti finalizzati a:
a) nuovi insediamenti produttivi; ampliamenti degli insediamenti esistenti;
ammodernamento dell’impresa; ristrutturazione, organizzazione, rinnovo,
ammodernamento tecnologico dell’impresa; riconversione produttiva dell’impresa;
riattivazione di insediamenti produttivi inattivi; delocalizzazione di
insediamenti produttivi; innovazione di prodotto e processo;
b) investimenti per la sicurezza nei luoghi di lavoro, e in particolare per la
sicurezza nelle cave;
c) acquisto o locazione di macchinari utensili o di produzione nuovi di
fabbrica;
d) investimenti per l’innovazione tecnologica, realizzazione o acquisizione di
sistemi e apparecchi elettronici per la gestione di funzioni legate al ciclo
produttivo; realizzazione o acquisto di sistemi di integrazione composti da
robot o mezzi robotizzati; realizzazione o acquisizione di unità elettroniche o
sistemi elettronici per CAD e CAM; acquisto di licenze e brevetti; installazioni
per raccolta e trattamento rifiuti inquinanti; dispositivi di controllo
ambientale; opere per la protezione ambientale; laboratori e attrezzature per
ricerca e protezione ambientale, razionalizzazione uso acque; impianti anti-
inquinamento; trasformazione impianti per sicurezza e riduzione inquinanti;
eliminazione sostanze inquinanti; delocalizzazione per esigenze ambientali;
e) sostegno agli investimenti delle imprese cooperative per programmi
finalizzati ad aumentare la propria produttività ed occupazione, anche
attraverso l’incremento dell’apparato produttivo e dei servizi;
f) salvataggio e ristrutturazione di imprese in difficoltà (ai sensi
orientamenti 97/c283/02).
Sono altresì ammessi ad agevolazione i progetti di investimento finalizzati al
potenziamento e ristrutturazione di unità produttive operanti nel territorio
della Regione Toscana, tramite interventi di innovazione di prodotto e/o di
processo. Non sono finanziabili le modifiche di routine o le modifiche
periodiche apportate a prodotti, linee di produzione, processi di fabbricazione,
servizi anche se tali modifiche possono rappresentare miglioramenti.
Non sono agevolabili le spese di funzionamento.
Particolare attenzione verrà accordata ai settori interessati da processi di
ristrutturazione, razionalizzazione, ammodernamento o riconversione.
Le agevolazioni potranno concretizzarsi nella forma di:
- contributo in conto capitale,
- finanziamenti agevolati,
- contributo in conto interessi,
- bonus fiscale o credito di imposta.
Gli interventi dovranno avere un effetto positivo in termini di creazione di
occupazione, e/o di rafforzamento della capacità competitiva, anche a livello di
sistema o di benefici per l’ambiente.
L’intensità di aiuto che la singola impresa otterrà non potrà comunque superare
il 15% ESL per le piccole imprese e il 7,5% per le medie imprese della spesa di
investimento globale. Nel caso in cui le aree interessate dal programma vengano
ritenute ammissibili deroga di cui all’Art. 87.3.C del Trattato, la misura
dell’aiuto potrà essere elevata entro i limiti previsti dalla decisione della
Commissione e allargato alle grandi imprese.
Gli aiuti concessi non potranno essere cumulati con aiuti di altri regimi per le
stesse spese di investimento.
Risultati di impatto
N. nuove imprese sopravvissute dopo 18 mesi di cui:
- con investimenti a diretta finalità ambientale
- a conduzione femminile
N. Nuove imprese in settori innovativi sopravvissute dopo 18 mesi di cui:
- con investimenti a diretta finalità ambientale
- a conduzione femminile
Aumento (facendo riferimento alla data di inizio e fine investimento) del
fatturato e del valore aggiunto delle imprese finanziate disaggregate per gli
obiettivi specifici di pertinenza (nuove imprese, in settori innovativi,
ampliamento delle attività, qualificazione della produzione, innovazioni di
processo e di prodotto).
Aumento dell’occupazione di cui:
- maschi/femmine
- derivanti dalla creazione di nuove imprese
Obiettivi operativi
N. di progetti finanziati di cui:
- presentati da donne
- a diretta finalità ambientale
- mirati alla creazione di nuove imprese
Ammontare degli investimenti attivati di cui:
- direttamente e indirettamente collegabili al settore ambientale
N. di innovazioni di processo e di prodotto
previste dai progetti
SOGGETTO ATTUATORE
Fidi Toscana, Mediocredito centrale, ATI Banca di Roma, Coopercredito
MODALITÀ DI ATTUAZIONE
Regime di aiuto automatico e valutativo.
Le modalità per la presentazione delle domande e i criteri per la selezione, per
i procedimenti valutativi, saranno approvate dalla Giunta regionale sulla base
delle normative di riferimento regionali, nazionali e comunitarie.
STRUMENTI FINANZIARI
Docup Obiettivo 2, 2000-2006
L. n. 140/1997
L. n. 266/1997
L. n. 598/1994
L. n. 317/1991, capo IV, V, VI
L. n. 1329/1965 Sabatini
L. n. 215/1992
L. n. 49/1985
L.R. n. 35/2000
1. 2. Aiuti agli investimenti di imprese artigiane
CONTENUTO TECNICO
L’azione si propone di favorire il consolidamento e lo sviluppo delle imprese
artigiane di produzione e di servizi, attraverso il sostegno a investimenti
finalizzati a:
1. nuovi insediamenti produttivi; ampliamenti degli insediamenti esistenti;
ammodernamento dell’impresa; ristrutturazione, organizzazione, rinnovo,
ammodernamento tecnologico dell’impresa; ; riconversione produttiva
dell’impresa; riattivazione di insediamenti produttivi inattivi;
riammodernamento e potenziamento imprese di subfornitura nei sistemi di piccola
impresa; delocalizzazione di insediamenti produttivi, innovazione di prodotto e
processo; investimenti per la sicurezza nelle cave; sicurezza nei luoghi di
lavoro;
2. investimenti per la sicurezza nei luoghi di lavoro, e in particolare per la
sicurezza nelle cave;
3. acquisto o locazione di macchinari nuovi,
4. investimenti per l’innovazione tecnologica, realizzazione o acquisizione di
sistemi e apparecchi elettronici per la gestione di funzioni legate al ciclo
produttivo; realizzazione o acquisto di sistemi di integrazione composti da
robot o mezzi robotizzati; realizzazione o acquisizione di unità elettroniche o
sistemi elettronici per CAD e CAM; acquisto di licenze e brevetti; installazioni
per raccolta e trattamento rifiuti inquinanti; dispositivi di controllo
ambientale; opere per la protezione ambientale; laboratori e attrezzature per
ricerca e protezione ambientale; razionalizzazione uso acque; impianti
antinquinamento; trasformazione impianti per sicurezza e riduzione inquinanti;
eliminazione sostanze inquinanti; delocalizzazione per esigenze ambientali;
Non sono agevolabili le spese di funzionamento.
Particolare attenzione verrà accordata ai settori interessati da processi di
ristrutturazione, razionalizzazione, ammodernamento o riconversione.
Gli interventi finanziati dal Docup Obiettivo 2 saranno estesi anche alle
imprese cooperative di produzione e lavoro, secondo le modalità di attuazione e
con i soggetti attuatori che saranno definiti nei complementi di programmazione.

Le agevolazioni potranno concretizzarsi nella forma di:
- contributo in conto interessi,
- finanziamenti agevolati,
- bonus fiscale o credito di imposta,
- contributo in conto capitale,
- contributi a favore delle fusioni di consorzi e cooperative di garanzia.
Gli interventi dovranno avere un effetto positivo in termini di creazione di
occupazione, e/o di rafforzamento della capacità competitiva, anche a livello di
sistema o di benefici per l’ambiente.
L’intensità di aiuto che la singola impresa otterrà non potrà comunque superare
il 15% ESL per le piccole imprese e il 7,5% ESL per le medie imprese della spesa
di investimento globale. Nel caso in cui le aree interessate dal programma
vengano ritenute ammissibili alla deroga di cui all’Art. 87.3.C del Trattato, la
misura dell’aiuto potrà essere elevata entro i limiti previsti dalla decisione
della Commissione.
Gli aiuti concessi non potranno essere cumulati con aiuti di altri regimi per le
stesse spese di investimento.
Nel caso di aiuto non notificato sarà applicata la regola del de minimis fino ad
autorizzazione da parte della Commissione.
Risultati di impatto
N. nuove imprese sopravvissute dopo 18 mesi di cui:
- con investimenti a diretta finalità ambientale
- a conduzione femminile
N. Nuove imprese in settori innovativi sopravvissute dopo 18 mesi di cui:
- con investimenti a diretta finalità ambientale
- a conduzione femminile
Aumento (facendo riferimento alla data di inizio e fine investimento) del
fatturato e del valore aggiunto delle imprese finanziate disaggregate per gli
obiettivi specifici di pertinenza (nuove imprese, in settori innovativi,
ampliamento delle attività, qualificazione della produzione, innovazioni di
processo e di prodotto)
Aumento dell’occupazione di cui:
- maschi/femmine
- derivanti dalla creazione di nuove imprese
Obiettivi operativi
N. di progetti finanziati di cui:
- presentati da donne
- a diretta finalità ambientale
- mirati alla creazione di nuove imprese
Ammontare degli investimenti attivati di cui:
- direttamente e indirettamente collegabili al settore ambientale
N. di innovazioni di processo e di prodotto previste dai progetti
SOGGETTO ATTUATORE
Artigiancassa, Artigiancredito Toscano
MODALITÀ DI ATTUAZIONE
Regime di aiuto automatico e valutativo.
Le modalità per la presentazione delle domande e i criteri per la selezione, per
i procedimenti valutativi, saranno approvate dalla Giunta regionale sulla base
delle normative di riferimento regionali, nazionali e comunitarie.
STRUMENTI FINANZIARI
Docup Obiettivo 2, 2000-2006
L. n. 949/1952
L.R. n. 101/1998
L.R. n. 35/2000
Piano di sviluppo rurale 2000-2006 Misura 9.8
1. 3: Aiuti agli investimenti alle imprese operanti nel settore turistico
1. 3. 1 Aiuti agli investimenti alle imprese turistiche
TIPO DI INTERVENTO
Aiuti agli investimenti.
CONTENUTO TECNICO
L’azione si propone di favorire il consolidamento e lo sviluppo delle imprese
turistiche. Le finalità dell’azione sono perseguite attraverso il
cofinanziamento di un regime d’aiuto per interventi riguardanti:
a) qualificazione, ampliamento e realizzazione di strutture turisticoricettive;
b) adeguamento, ampliamento e realizzazione di infrastrutture, attrezzature e
servizi complementari al turismo.
La presente azione è altresì finalizzata al finanziamento di interventi di
qualificazione delle strutture turistico-ricettive realizzate da piccole e medie
imprese operanti nel settore del turismo e che in forme integrate di impresa
contribuiscono alla qualificazione di sistemi turistici locali, anche aderendo
al protocollo Benvenuti in Toscana (7).
Nell’àmbito dell’attuazione della misura sono individuati specifici parametri di
priorità per le Aziende termali e per le imprese situate in aree certificate o
in fase di certificazione per l’ottenimento del marchio di qualità ambientale
termale di cui alla legge nazione di riordino del termalismo.
Non sono agevolabili le spese di funzionamento.
Le agevolazioni potranno concretizzarsi nella forma di:
- contributo in conto interessi
- finanziamenti agevolati
- bonus fiscale o credito di imposta,
- contributo in conto capitale, in casi particolari e limitati.
Gli interventi dovranno avere un effetto positivo in termini di creazione di
occupazione, e/o di rafforzamento della capacità competitiva, anche a livello di
sistema o di benefici per l’ambiente.
L’intensità di aiuto che la singola impresa otterrà non potrà comunque superare
il 15% ESL per le piccole imprese e il 7,5% ESL per le medie imprese della spesa
di investimento globale. Nel caso in cui le aree interessate, dal programma
vengano ritenute ammissibili alla deroga di cui all’Art. 87.3.C del Trattato
rivisto, la misura dell’aiuto potrà essere elevata entro i limiti previsti dalla
decisione della Commissione.
1. 3. 2 Adempimenti connessi all’attuazione della L. n. 556/1988 – decreto
ministeriale 26 luglio 1990 contributi in conto interessi.
Tipo di intervento:
Il decreto-legge 4 novembre 1988, n. 465, convertito, con modificazioni, in
legge 30 dicembre 1988, n. 556, ha promosso investimenti per la realizzazione di
strutture turistiche, ricettive e tecnologiche in vista dello svolgimento dei
campionati mondiali di calcio del 1990.
Contenuto tecnico:
Aiuti all’investimento attraverso contributi in conto capitale ed in conto
interessi per il sostegno delle iniziative collegate con la organizzazione dei
campionati mondiali di calcio del 1990. La disciplina dell’intervento di
sostegno finanziario è contenuta nel decreto ministeriale 31 dicembre 1998.
Le imprese beneficiarie sono quelle individuate con D.M. 26 luglio 1990 del
Ministero del turismo e dello spettacolo in attuazione della legge n. 556/1998.
Intensità degli aiuti
In attuazione della L. 556/1988 sono stati concessi contributi in conto capitale
fino ad un massimo del 355 del costo dell’investimento, nonché un contributo in
conto interessi nella misura massima del 5,55 annuo dell’ammontare dei mutui
decennali concessi da istituti di credito individuati con apposito decreto del
Ministro del Tesoro di importo corrispondente al contributo in conto capitale.
Il citato D.M. 26 luglio 1990 determina gli importi dei contributi in conto
interessi da erogarsi da parte delle regioni fino alla estinzione dei mutui.
Intensità del regime di aiuto:
Contributo in conto capitale erogato annualmente in misura pari al 3,5% del
costo effettivamente sostenuto, per venti anni (misura in corso di verifica da
parte dello Stato).
Risultati di impatto
Aumento dell’occupazione di cui:
- maschi/femmine
- derivanti dalla creazione di nuove imprese
Aumento del valore aggiunto
Aumento delle presenze turistiche
Obiettivi operativi
Numero progetti finanziati per tipologia (imprese turistiche e commerciali) di
cui:
- a diretta finalità ambientale
- presentati da donne
- per la creazione di nuove imprese.
Investimenti attivati (con specificazione di quelli direttamente ed
indirettamente collegabili al settore ambientale).
Indicatori fisici che verranno individuati sulla base dei singoli progetti.
SOGGETTI BENEFICIARI:
sono quelli individuati con D.M. 26 luglio 1990 del Ministro del Turismo e dello
Spettacolo in attuazione della legge n. 556/1988.
SOGGETTO ATTUATORE:
Dipartimento del turismo presso il Ministero dell’Industria; Regione Toscana –
Dipartimento dello sviluppo economico – Servizio Turismo.
MODALITÀ DI ATTUAZIONE:
D.M. 31 dicembre 1988. Convenzione con i soggetti beneficiari
STRUMENTI FINANZIARI
Docup Obiettivo 2 2000 2006
L. n. 266/1997 Cofinanziamento Programmi regionali Commercio e Turismo
L. n. 215/1992
L.R. n. 35/2000
Piano di sviluppo rurale 2000 2006
1.4: Aiuti agli investimenti alle imprese del commercio
L’azione si propone di favorire il consolidamento e lo sviluppo delle imprese
commerciali. Le finalità dell’azione sono perseguite mediante il sostegno di
piccole e medie imprese commerciali e pubblici esercizi per favorire i processi
di ristrutturazione, liberalizzazione, innovazione e crescita dell’attrattività
e della fruibilità della rete distributiva.
Le tipologie di intervento ammissibili sono:
- qualificazione, ampliamento, recupero, restauro delle strutture dove hanno
sede le imprese.
- interventi indotti dal trasferimento di sede di imprese.
Non sono agevolabili le spese di funzionamento.
Le agevolazioni potranno concretizzarsi nella forma di:
- contributo in conto interessi
- finanziamenti agevolati
- bonus fiscale o credito di imposta,
- contributo in conto capitale, in casi particolari e limitati.
Gli interventi dovranno avere un effetto positivo in termini di creazione di
occupazione, e/o di rafforzamento della capacità competitiva anche a livello di
sistema o di benefici per l’ambiente.
L’intensità di aiuto che la singola impresa otterrà non potrà comunque superare
il 15% ESL per le piccole imprese e il 7,5% ESL per le medie imprese della spesa
di investimento globale. Nel caso in cui le aree interessate dal programma
vengano ritenute ammissibili alla deroga di cui all’Art. 87.3.C del Trattato
rivisto, la misura dell’aiuto potrà essere elevata entro i limiti previsti dalla
decisione della Commissione.
Risultati di impatto
Aumento dell’occupazione di cui:
- maschi/femmine
- derivanti dalla creazione di nuove imprese
Aumento del valore aggiunto
Obiettivi operativi
Numero progetti finanziati per tipologia (imprese turistiche e commerciali) di
cui:
- a diretta finalità ambientale
- presentati da donne
- per la creazione di nuove imprese
Investimenti attivati (con specificazione di quelli direttamente ed
indirettamente collegabili al settore ambientale).
Indicatori fisici che verranno individuati sulla base dei singoli progetti.
SOGGETTO ATTUATORE
Fidi Toscana S.p.A., Unioncamere Toscana
MODALITÀ DI ATTUAZIONE
Le modalità per la presentazione delle domande e i criteri per la selezione, per
i procedimenti valutativi, saranno approvate dalla Giunta regionale sulla base
delle normative di riferimento regionali, nazionali e comunitarie.
STRUMENTI FINANZIARI
Docup Obiettivo 2, 2000 2006
L. n. 266/1997 Cofinanziamento Programmi regionali Commercio e Turismo
L.R. n. 215/1992
L.R. n. 35/2000
Piano di sviluppo rurale 2000-2006
1.5: Servizi finanziari.
CONTENUTO TECNICO
1. 5. 1. Fondo per l’assunzione di partecipazioni di minoranza del capitale
sociale.
Costituzione di un fondo di rotazione presso la finanziaria regionale, dedicato
all’assunzione di partecipazione di minoranza al capitale sociale di piccole e
medie imprese (di qualsiasi forma societaria) come definite nella disciplina
comunitaria nuove o già operanti, a fronte di un programma di attività che potrà
riguardare: costituzione o ampliamento dell’impresa stessa, sviluppo di nuovi
investimenti, introduzione di innovazioni tecnologiche, processi di integrazione
fra imprese (acquisizioni e fusioni). Il sostegno concesso dal Fondo è
subordinato ad un preventivo studio dei rischi connessi a tale programma. La
partecipazione del Fondo non può essere superiore al 50% del costo del programma
da realizzare e al 50% del capitale sociale dell’impresa partecipata, fermo
restando naturalmente il limite della partecipazione di minoranza di cui sopra.
La copertura del programma può essere completata con un analogo finanziamento
parallelo apportato da intermediari finanziari.
La partecipazione del Fondo deve essere limitata nel tempo ed essere di norma
smobilizzata nei cinque anni successivi alla realizzazione del programma di
attività dell’impresa. Gli eventuali patti di riacquisto con altri soci (attuali
o futuri) non dovranno determinare limiti, minimi o massimi, al rendimento
dell’operazione, ai fini di preservare la natura di investimento a rischio
legato all’andamento economico dell’azienda partecipata ed alla dinamica del suo
valore economico. Il Fondo opera come un Fondo di Rotazione.
La costituzione del fondo potrà essere sostituita da una contribuzione al
patrimonio o dall’aumento di capitale del soggetto attuatore (8).
1.5.2 Fondo di garanzia
Garanzie sussidiarie verranno fornite con la costituzione di fondi per
finanziamenti medio termine concessi da Istituti di credito (e/o società di
leasing) in favore di piccole e medie imprese, senza distinzione di comparto o
settore (imprese industriali, artigiane, turistiche, commerciali, cooperative,
ecc.), a fronte di investimenti fissi in beni materiali e immateriali, per
progetti innovativi (qualificazione processi e prodotti, sostegno
all’aggregazione di imprese), salvataggio e ristrutturazione di imprese in
difficoltà (ai sensi orientamenti 97/c 283/02), per il consolidamento del debito
da breve a medio termine (in particolare nei casi di crisi congiunturali o
settoriali), la ristrutturazione finanziaria, i rischi commerciali e il rischio
cambi, nonché per finanziamenti a breve termine. La copertura dell’eventuale
perdita definitiva è commisurata fino ad un massimo del 50% dell’ammontare del
finanziamento.
Alla costituzione dei fondi partecipano i soggetti attuatori in misura minima
pari al 40%, anche tramite raccolta di capitali privati.
In seguito ad intesa con il FEI, l’intervento dei fondi FEI potrà consistere:
- in una garanzia associata di pari importo di quella del fondo, fino ad una
copertura dell’eventuale perdita definitiva complessiva non superiore al 50%
dell’ammontare del finanziamento,
- in una controgaranzia non superiore al 50% delle perdite definite a carico del
fondo
La costituzione dei fondi potrà essere sostituita da una contribuzione al
patrimonio dei soggetti attuatori.
Saranno osservate le disposizioni della Comunicazione della Commissione 2000/C
71/07.
1.5.3 Prestiti partecipativi
Costituzione di un fondo di rotazione per concedere prestiti partecipativi per
la realizzazione di programmi innovativi e di sviluppo delle piccole e medie
imprese costituite in forma di società di capitale.
I prestiti partecipativi avranno durata non inferiore a cinque anni e
provvederanno l’obbligo per i soci dell’impresa finanziata di effettuare un
finanziamento in conto futuro aumento di capitale sociale pari alla quota in
linea capitale della rata di ammortamento.
Per i prestiti partecipativi è dovuto un interesse annuo non superiore al tasso
ufficiale di sconto vigente nel periodo al quale si riferiscono le rate di
ammortamento del prestito. L’impresa finanziata si obbliga inoltre a versare
annualmente al soggetto finanziatore una somma commisurata al risultato
economico dell’esercizio.
È previsto un preammortamento di 18 mesi.
L’intensità di aiuto che la singola impresa otterrà non potrà comunque superare
il 15% ESL per le piccole imprese e il 7,5% ESL per le medie imprese della spesa
di investimento globale. Nel caso in cui le aree interessate dal programma
vengano ritenute ammissibili alla deroga di cui all’Art. 87.3 C del Trattato
rivisto, la misura dell’aiuto potrà essere elevata entro i limiti previsti dalla
decisione della Commissione e allargato alle grandi imprese.
Gli aiuti concessi non potranno essere cumulati con aiuti di altri regimi per le
stesse spese di investimento.
Risultati di impatto
Aumento (facendo riferimento alla data di inizio e fine investimento) del
fatturato e del valore aggiunto alle imprese beneficiarie disaggregato per
imprese nuove e già esistenti.
Aumento dell’occupazione di cui:
- maschi/femmine
- derivanti dalla creazione di nuove imprese
Obiettivi operativi
Numero di progetti finanziati distinti per tipologia (Assunzioni di
partecipazione di minoranza, fondo di garanzia, prestiti partecipativi) di cui:
- a diretta finalità ambientale
- finalizzati alla creazione di nuove imprese
- promossi da donne
Investimenti attivati distinti per tipologia di cui:
- direttamente e indirettamente collegabili al settore ambientale
SOGGETTO ATTUATORE
Fidi Toscana, Artigiancredito Toscano, Artigiancassa, Consorzi fidi
MODALITÀ DI ATTUAZIONE
Regime di aiuto valutativo.
Le modalità per la presentazione delle domande e i criteri per la selezione
saranno approvati dalla Giunta regionale sulla base delle normative di
riferimento regionali, nazionali e comunitarie.
STRUMENTI FINANZIARI
Docup Obiettivo 2,2000 2006
L. n. 1068/1964
L. n. 887/1982
L.R. n. 101/1998
L.R. n. 35/2000
1. 6. SERVIZI
1. 6. 1 Acquisizione di servizi qualificati
Contenuto tecnico
L’azione configura un sistema di aiuto diretto alle singole imprese, ai sensi
del punto 4. 3. della disciplina comunitaria Gazzetta Ufficiale del 23 luglio
1996 C (213).
I servizi di consulenza ammissibili potranno riguardare le seguenti materie:
a) consulenze in materia ambientale per l’adeguamento alla normativa comunitaria
e il miglioramento delle prestazioni ambientali dell’impresa e in particolare
per l’adesione ai regolamenti comunitari EMAS e per la certificazione ISO 14000.

b) certificazione di qualità, adeguamento alle normative comunitarie in materia
di qualità del prodotto e di processo, comprese consulenze per la certificazione
CE su macchinari, componentistica ed attrezzature ad alta tecnologia e/o elevata
qualità
c) consulenze per l’acquisto e lo sviluppo di servizi telematici, con esclusione
delle interconnessioni,
d) consulenze in materia organizzativa e gestionale, collegate ad interventi di
ammodernamento, ristrutturazione, riconversione della produzione;
e) consulenze per il marketing e la commercializzazione;
f) studi e consulenze per integrazione e fusioni di imprese,
g) consulenze per innovazione formale, design e styling;
h) studi e ricerche di mercato, nonché consulenze finalizzate a: rafforzamento
delle relazioni di rete dei sistemi di impresa, potenziamento sui mercati esteri
e creazione di reti commerciali e al loro radicamento, definizione di strategie
di internazionalizzazione, penetrazione di nuovi mercati, allo sviluppo delle
esportazioni; potenziamento delle capacità di attrazione e di investimenti di
nuove unità produttive, nonché degli investimenti diretti all’estero, alla
ricerca di partner e alla realizzazione di accordi per produzione, ricerca e
commercializzazione.
Il contributo è fissato nella misura massima del 505 ESL delle spese
ammissibili.
1. 6. 2 Sostegno di un programma mirato di disseminazione delle opportunità di
innovazione presso le PMI.
Contenuto tecnico
Tale programma verrà specificamente concepito sulla base delle esigenze
manifestate da parte del tessuto produttivo locale in termini di innovazione di
prodotto e di processo, e avrà come finalità precipua quella di individuare
progetti di ricerca potenziali presso i poli scientifici e di ricerca della
regione suscettibili di rispondere a questi bisogni, al fine di assicurarne
ampia diffusione e di individuare come i bisogni delle imprese possano trovare
risposta all’interno dei poli scientifici e di riserva della regione o in centri
nazionali ed internazionali. I campi di intervento sono:
- studi applicativi, messa a punto, progettazione, divulgazione di innovazioni
di processo aventi come finalità il miglioramento delle prestazioni ambientali
delle attività dell’impresa;
- attività di divulgazione della ricerca operata nell’area e delle opportunità
suscettibili di più ampia ricaduta presso le PMI, e predisposizione di materiale
informativo, al fine di sensibilizzare le realtà produttive delle aree di
riferimento all’introduzione di processi tecnologicamente elevati;
- studi applicativi dei risultati ottenuti a livello di ricerca di base e
industriale, che possono interessare più imprese operanti in un determinato
settore;
- progetti finalizzati ad innovazioni di processo e di prodotto attraverso la
sperimentazione di sistemi di produzione avanzati, prototipizzazione di nuovi
prodotti, ecc., che saranno messi a disposizione delle imprese comunitarie
secondo criteri non discriminatori;
- messa a punto di metodologie innovative nel campo della progettazione, al fine
di innalzare gli standard di affidabilità del prodotto e di sicurezza degli
impianti, ma anche di sviluppare nuove linee di prodotti qualitativamente più
complete e competitive (design, prestazioni accessorie, ecc.);
- costituzione e potenziamento di banche dati;
- progetti rivolti ad incrementare la capacità innovativa delle PMI dei settori
tradizionali, innalzando significativamente il livello di valore aggiunto
formale incorporato nelle produzioni e riorientando l’attività di supporto alle
imprese in direzione dell’innovazione.
L’azione non configura un aiuto diretto ad imprese, che potranno beneficiare
delle ricadute a livello di sistema produttivo territoriale. Non ricorrono le
condizioni di applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato.
1.6.3. Ricerca e sviluppo
Contenuto tecnico
Aiuto diretto alle piccole e medie imprese per la realizzazione di progetti
finalizzati alla concretizzazione dei risultati della ricerca industriale
attraverso studi di fattibilità, piani, progetti o disegni per prodotti,
processi produttivi o servizi nuovi, modificati o migliorati, compresa la
creazione di un primo prototipo non idoneo a fini commerciali. Per l’attuazione
dei progetti potranno essere previste apposite convenzioni tra le piccole e
medie imprese e le Università o i Centri di ricerca pubblici e privati e aziende
del terziario innovativo.
Non è consentito il cumulo con altre forme di aiuti regionali, nazionali e
comunitari per lo stesso progetto di consulenza o di studio di fattibilità
finanziato a valere sulla presente misura.
I risultati della ricerca saranno di proprietà delle PMI beneficiarie.
Il contributo è fissato in misura pari al 35% ESL delle spese ammissibili,
elevabile del 10% ESL qualora il progetto comporti una collaborazione effettiva
fra imprese e enti pubblici di ricerca, nonché di un ulteriore 5% qualora le
aree interessate dal programma vengano ritenute ammissibili alla deroga di cui
all’art. 87.3.C del Trattato di Roma.
Saranno osservate le condizioni fissate dalla Comunicazione della Commissione
96/C 45/06 Disciplina comunitaria per gli aiuti, di stato alla ricerca e
sviluppo.
1. 6. 4 Potenziamento del sistema regionale di servizi telematici e di
comunicazione per le PMI
Contenuto tecnico
La Toscana, attraverso varie tipologie di interventi, dispone, ad oggi, di una
infrastruttura telematica che copre tutto il territorio regionale, che è
interoperante con la rete unitaria della pubblica amministrazione centrale, che
è aperta al mondo attraverso la rete Internet, ed alla quale sono collegati
tutti i principali enti pubblici ed alcuni centri servizi per le piccole e medie
imprese.
L’attuale disponibilità della Rete Telematica regionale Toscana (RTRT), così
come si è venuta a configurare tramite l’estensione della rete M.A.N. a tutto il
territorio regionale, consente di concentrare gli interventi sulle seguenti
aree:
1. potenziamento delle dorsali di comunicazione e delle opportunità di accesso
nelle zone maggiormente disagiate.
2. costituire o incentivare centri permanenti di servizio alle imprese in grado
di promuovere l’utilizzo delle nuove tecnologie nel settore della comunicazione,
di garantire la formazione su tali temi, di sviluppare, gestire e distribuire
servizi telematici.
3. sviluppo, in compartecipazione fra pubblica amministrazione ed imprese
(singole o loro associazioni), di servizi innovativi tesi alla semplificazione
amministrativa (es. sportello unico delle imprese), alla promozione in specifici
settori, all’incontro domanda ed offerta di lavoro, alla formazione, al
trasferimento tecnologico, all’accesso alle banche dati regionali, nazionali ed
internazionali, ecc..
L’azione non configura un aiuto diretto ad imprese, che potranno beneficiare
delle ricadute a livello di sistema produttivo territoriale. Non ricorrono le
condizioni di applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato.
1. 6. 5 Aiuti alla domanda aggregata e all’offerta di servizi
Contenuto tecnico
L’azione si prefigge di favorire la riorganizzazione dei sistemi produttivi
locali, agevolare il rapporto tra ricerca e mondo produttivo relativamente al
trasferimento dell’innovazione di prodotto e di processo, sostenere i processi
di ristrutturazione aziendale sviluppando le funzioni terziarie e la diffusione
di innovazioni, favorire il rapporto imprese – mercati, soprattutto esteri,
sviluppare le operazioni di internazionalizzazione.
L’azione si concretizza mediante il sostegno all’avvio di attività e di sviluppo
di:
- organismi pubblici o misti senza scopo di lucro che erogano servizi
qualificati sia ai propri soci che a terzi, e che svolgono contemporaneamente
una funzione di animazione economica e di promozione della qualificazione della
produzione, in modo di norma non strettamente delimitato per territorio e/o
settore;
- organismi privati senza scopo di lucro che, aggregando un certo numero di
imprese artigiane e/o industriali, svolgono funzioni aziendali semplici e/o
complesse, comprese le attività di internazionalizzazione e di promozione
all’estero. Si tratta generalmente di consorzi, agenzie di subfornitori, che
rivolgono la loro attività quasi esclusivamente ai propri soci, territorialmente
e settorialmente delimitati.
Il contributo è fissato nella misura massima del 50% ESL delle spese
ammissibili.
Le modalità e i criteri di intervento sono quelli definiti dalla legge n.
317/1991 e successivi decreti di attuazione.
1. 6. 6 Qualificazione dei servizi turistici
Contenuto tecnico
I campi di intervento sono:
a) attività finalizzate all’introduzione dell’innovazione tecnologica nelle
imprese turistiche, con particolare riferimento all’informatica e alla
telematica;
b) servizi di prenotazione e tele – prenotazione di posti letto e altri servizi
turistici offerti alle imprese operanti, nelle relative zone, nel settore del
turismo;
e) consulenze per l’adeguamento delle normative in materia di ambiente, per il
recupero delle strutture e degli edifici aventi valore di testimonianza della
storia del territorio;
d) organizzazione, a livello aggregato, di operazioni che attualmente le singole
imprese svolgono autonomamente (acquisti, servizi complementari alla ricezione,
produzione di materiale promo – pubblicitario e certificazione di qualità);
e) consulenze in merito all’innovazione delle tecniche di promozione e
commercializzazione.
Nell’attuazione degli interventi di sostegno sono individuati specifici
parametri di priorità per gli interventi direttamente riferiti alla
valorizzazione dell’offerta termale.
1. 6. 7 Interventi per la qualificazione della rete distributiva
Contenuto tecnico
A. Costituzione e promozione della rete "Vetrina toscana"
Le iniziative specifiche da intraprendere sono:
1. Costituzione di una rete di esercizi commerciali e pubblici esercizi di
piccole e medie dimensioni in grado di commercializzare al dettaglio, tra
l’altro, le produzioni di imprese agricole, artigianali, di trasformazione e di
piccole e medie imprese che operano nell’àmbito regionale e si caratterizzano
per genesi di tipicità e riconoscibilità legati alla "dimensione toscana"
2. Creazione di un marchio e di una linea di comunicazione coordinata tra
distribuzione e produzione, con particolare attenzione alle produzioni
artigianali toscane artistiche e della moda (pelletterie, tessile,
abbigliamento, ecc.), sulle quali predisporre anche specifici progetti
3. Definizione di specifici protocolli ai quali aderiscono le imprese che
intendano far parte della rete,
4. Promozione delle produzioni tipiche locali di buona qualità che trovano
difficoltà ad essere commercializzate attraverso i grandi canali di
distribuzione,
5. Offerta anche presso le strutture turistiche, di servizi di informazione e
diffusione dell’immagine riconducibile alle produzioni tipiche locali e alla
rete di esercizi commerciali.
Altri interventi di coordinamento da attivare comprendono:
1. Il coinvolgimento delle associazioni di categoria dei settori del commercio,
dell’agricoltura, dell’artigianato e dell’industria per una prima definizione
delle tipologie di prodotti di imprese di produzione in rapporto ad aree
omogenee,
2. La definizione di protocolli concertati attraverso cui possano essere
individuate le modalità di esposizione dei prodotti e le attrezzature di cui
dotarsi, finanziabili nell’àmbito degli interventi complessivi di qualificazione
(ristrutturazioni, ampliamenti, innovazioni, messa a norma, ecc.) previsti
nell’Azione 6,
3. La definizione, d’intesa con le associazioni di categoria coinvolte, e dei
consumatori delle norme di comportamento degli esercenti al fine di garantire
l’esposizione continua delle produzioni con le indicazioni e le informazioni
sulle produzioni stesse e sui contesti territoriali di riferimento,
4. La definizione di marchi e della linea di comunicazione, la realizzazione di
materiale illustrativo, l’organizzazione di campagne promo – pubblicitarie e la
realizzazione di allestimenti espositivi.
B. Attività dei Centri di Assistenza Tecnica alle imprese commerciali.
Per le attività definizione, strutturazione e funzionamento degli interventi di
qualificazione e innovazione del sistema distributivo (con particolare riguardo
al programma "Vetrina toscana" ed ai progetti integrati di rivitalizzazione
degli esercizi di vicinato dei centri commerciali naturali e dei centri storici
e minori) la Regione si avvale della funzione dei C.A.T. che svolgono al
riguardo le azioni e le iniziative di cui all’articolo 23 del D.Lgs. n.
114/1998, della L.R. n. 28/1999 e dei Reg. n. 4/1999 e Reg. n. 5/2000.
La Regione invita tramite avviso pubblico i centri riconosciuti a predisporre
specifici programmi di attività coerenti con le suddette indicazioni.
L’avviso pubblico regionale indicherà le modalità per la presentazione delle
domande, per la realizzazione degli interventi e per la rendicontazione delle
spese.
L’azione non configura un aiuto diretto ad imprese che potranno beneficiare
delle ricadute a livello di sistema produttivo territoriale. Non ricorrono le
condizioni di applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato.
STRUMENTI FINANZIARI
Docup Ob. 2 2000 2006
D.Lgs. n. 114/1998 art. 23
L. n. 266/1997
L.R. n. 35/2000
Piano di sviluppo rurale 2000 2006
1. 6. 8 Osservatorio economico
Contenuto tecnico
L’Osservatorio è lo strumento operativo della Regione finalizzato a realizzare
un’attività permanente di:
a) osservazione, analisi e previsione della struttura e delle dinamiche del
sistema produttivo regionale, anche in relazione all’intera struttura produttiva
nazionale,
b) supporto alle azioni di governo e alle politiche di intervento,
c) ausilio alle politiche di sostegno alle imprese,
d) verifica e monitoraggio degli andamenti e degli interventi.
e) supporto alla concertazione e alla programmazione negoziata,
f) raccordo con il monitoraggio ambientale.
L’Osservatorio è una componente fondamentale del più ampio sistema informativo
regionale.
In questo quadro le funzioni dell’osservatorio, sono così individuate:
1. statistico informativa
2. analisi, interpretazione, controllo e valutazione
3. propositivo – operativa.
Obiettivi operativi
- Numero di imprese coinvolte
- Numero e tipologia di servizi forniti
SOGGETTO ATTUATORE
Regione Toscana, anche tramite l’individuazione di organismi esterni tramite
bandi e procedure di evidenza pubblica;
MODALITÀ DI ATTUAZIONE
Le modalità per la presentazione delle domande e i criteri per la selezione
saranno approvati dalla Giunta regionale sulla base delle normative di
riferimento regionali, nazionali e comunitarie.
STRUMENTI FINANZIARI
Docup Obiettivo 2, 2000 – 2006
L.R. n. 35/2000
1. 7. Artigianato artistico e tradizionale
Contenuto tecnico
Il presente Piano è lo strumento per l’attuazione della legge regionale. In
particolare nell’arco quinquennale di validità del Piano si avvieranno
progressivamente le seguenti iniziative:
a) riconoscimento di marchi collettivi di origine e qualità delle produzioni
artistiche e tradizionali dell’artigianato; la tutela di tali marchi, da
attuarsi grazie al coinvolgimento delle imprese artigiane associate e
all’attività di soggetti privati, i Consorzi di tutela; la valorizzazione del
contributo fornito dal mondo artigiano ai processi innovativi e di
riqualificazione delle produzioni e alla tutela e trasmissione delle produzioni
tradizionali (Maestro Artigiano e Bottega- Scuola);
b) valorizzazione dei rapporti tra attività artigianali artistiche e
tradizionali e territorio regionale, grazie anche al collegamento tra
artigianato artistico e flussi turistici, al fine di implementare la ricaduta
positiva dell’immagine della Regione Toscana sui prodotti artigianali tipici
regionali, valorizzando al contempo le indennità locali;
c) valorizzazione del rapporto tra attività artigianali artistiche e patrimonio
artistico culturale, utilizzando quest’ultima risorsa quale volano di sviluppo e
promozione sia di attività produttive artistiche e tradizionali sia di attività
di restauro e conservazione dei beni culturali;
d) innovazione del sistema distributivo dei prodotti artigianali artistici e
tradizionali, sia attraverso azioni di sensibilizzazione dei canali distributivi
esistenti, in special modo grande distribuzione organizzata, sia attraverso il
sostegno allo sviluppo di negozi specializzati nella commercializzazione di
oggetti di produzione artistica e tradizionale;
e) sostegno a processi innovativi delle produzioni artigianali artistiche e
tradizionali, per quanto concerne sia le innovazioni di prodotto, sia le
innovazioni di processo, sia il trasferimento sul territorio delle nuove
tecnologie, sia progetti specifici di formazione integrata per imprese,
designers, esperti di marketing, etc., al fine di valorizzare uno sviluppo
parallelo di varie professionalità, che permetta di rafforzare i legami tra
attività produttive e bacino culturale locale;
f) sostegno ai processi innovativi applicati all’artigianato (artigianato di
qualità e innovazione, formale) e alla promozione commerciale;
g) specifiche misure di sostegno per il mantenimento delle imprese sul mercato
(successione d’impresa, salvaguardia delle produzioni in via di cessazione,
rilocalizzazione, innovazione);
h) l’assegnazione alle C.C.I.A.A. delle funzioni di riconoscimento e di
vigilanza nei confronti dei Consorzi di tutela, nonché di attribuzione della
qualifica di Maestro Artigiano.
Risultati di impatto
Aumento dell’occupazione per tipologia, di cui:
- maschi/femmine
Aumento del fatturato e del valore aggiunto facendo riferimento al periodo di
inizio e fine dell’investimento.
Obiettivi operativi
Numero di imprese coinvolte
Numero di progetti finanziari di cui a diretta finalità ambientale
Investimenti attivati di cui:
direttamente ed indirettamente collegabili al settore ambientale
Numero e tipologia di servizi forniti
SOGGETTO ATTUATORE
Artex, Artigiancredito, Unioncamere
MODALITÀ DI ATTUAZIONE
Procedimento negoziale secondo le modalità previste dalle norme regionali e
dalla L.R. n. 101/1998 e dalla L.R. n. 58/1999.
STRUMENTI FINANZIARI
L.R. n. 101/1998
L.R. n. 35/2000
L.R. n. 58/1999
1. 8 SVILUPPO DI IMPRENDITORIA FEMMINILE
Contenuto Tecnico
La misura prevede la concessione di contributo in conto capitale alle imprese
dell’industria e dell’artigianato, del commercio, turismo e servizi, e
dell’agricoltura costituite in misura non inferiore al 60% da donne, le società
di capitali le cui quote di partecipazione spettino in misura non inferiore ai
due terzi a donne e i cui organi di amministrazione siano composti per i due
terzi da donne nonché le imprese individuali gestite da donne.
Saranno ammessi ai finanziamenti gli investimenti finalizzati a:
1. Avvio di nuove attività;
2. Acquisto di attività preesistenti mediante cessione dell’attività medesima o
di un ramo aziendale ovvero mediante affitto per almeno cinque anni;
3. Realizzazione di progetti aziendali innovativi connessi all’introduzione di
qualificazione e di innovazione di prodotto, tecnologica ed organizzativa, anche
se finalizzata all’ampliamento e all’ammodernamento dell’attività;
4. Acquisizione di servizi reali destinati all’aumento della produttività,
all’innovazione organizzativa, al trasferimento delle tecnologie, alla ricerca
di nuovi mercati per il collocamento dei prodotti, all’acquisizione di nuove
tecniche di produzione, gestione e commercializzazione e per lo sviluppo di
sistemi di qualità.
Misura della sovvenzione
Concessione di contributi in conto capitale pari al 50% della spesa ammessa, per
i casi di cui ai punti 1, 2 e 3. Per le iniziative di acquisto dei servizi reali
la misura dell’agevolazione è pari al 30%. Gli aiuti concessi non potranno
essere cumulati con aiuti di altri regimi per le stesse spese di investimento.
L’aiuto è soggetto alla regola del de minimis. In applicazione delle
disposizioni comunitarie la regola del "de minimis" non si applica alle
iniziative rientranti nel settore dell’agricoltura.
Risultati di impatto
Aumento dell’occupazione per tipologia (acquisizione di servizi qualificati,
sostegno di un programma mirato di disseminazione delle opportunità di
innovazione, aiuto diretto alle PMI per concretizzazione dei risultati della
ricerca, potenziamento dei servizi telematici, qualificazione servizi turistici,
promozione domanda turistica) di cui:
maschi/femmine
Aumento del fatturato e del valore aggiunto facendo riferimento al periodo di
inizio e fine dell’investimento
Obiettivi operativi
- Numero di imprese coinvolte
- Numero di progetti finanziati di cui:
a diretta finalità ambientale
- Investimenti attività di cui:
direttamente ed indirettamente collegabili al settore ambientale
Numero e tipologia di servizi forniti.
SOGGETTO ATTUATORE
Fiditoscana Spa, Artigiancredito, Unioncamere Toscana, Associazioni di
categoria, Fidicoop Toscana
MODALITÀ DI ATTUAZIONE:
Bando Pubblico
STRUMENTI FINANZIARI
L. n. 215/1992
————————
(7) Capoverso aggiunto dalla lettera C), Delib.C.R. 18 dicembre 2002, n. 192.
(8) Periodo aggiunto dal punto 1), Delib.C.R. 22 ottobre 2002, n. 158.

2. INFRASTRUTTURE ECONOMICO-PRODUTTIVE
2. 1. Infrastrutture per il turismo
CONTENUTO TECNICO
L’azione non configura un regime di aiuti.
L’obiettivo è quello di realizzare interventi per la qualificazione dell’offerta
turistica complessiva puntando all’integrazione delle componenti fondamentali
del prodotto turistico: le risorse naturali e ambientali, lo sviluppo di sistemi
locali, il miglioramento della qualità delle città e dei territori, la creazione
e qualificazione delle strutture per l’informazione e l’accoglienza turistica,
dei servizi turistici pubblici.
L’azione è rivolta espressamente a soggetti pubblici e/o a prevalente capitale
pubblico senza scopo di lucro, a soggetti di diritto privato senza scopo di
lucro, nonché a società immobiliari a prevalente capitale pubblico che abbiano
affidato la gestione delle strutture a idonei soggetti privati individuati con
procedure di evidenza pubblica per la realizzazione, nell’àmbito di specifici
progetti integrati riferiti a sistemi turistici locali, di interventi di: (9).
a) adeguamento, ampliamento e realizzazione di strutture che si configurino come
offerta complementare alla ricettività, con particolare riferimento alle
attività congressuali, termali, motorie, sportive e di informazione e
accoglienza turistica.
b) realizzazione, recupero, adeguamento e ristrutturazione di immobili
finalizzati alla valorizzazione a fini turistici di aree e strutture di
interesse storico/archeologico, ambientale e culturale ad elevato potere di
attrazione turistica.
Relativamente agli interventi finalizzati alla valorizzazione dell’offerta
termale sono annualmente riservate specifiche risorse da destinare al
cofinanziamento di progetti di qualificazione per l’ottenimento del marchio di
qualità ambientale termale di cui alla legge nazionale di riordino del
termalismo.
L’azione non configura un aiuto diretto ad imprese, che potranno beneficiare
delle ricadute a livello di sistema produttivo territoriale. Non ricorrono le
condizioni di applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato.
Risultati di impatto
Aumento dell’occupazione di cui:
- maschi/femmine
Aumento del valore aggiunto (dove pertinente)
Aumento degli utenti negli altri casi
Obiettivi operativi
Numero di progetto finanziati di cui:
a diretta
SOGGETTO ATTUATORE
Regione Toscana, anche tramite EE.LL. e/o l’individuazione di organismi esterni
e tramite bandi;
MODALITÀ DI ATTUAZIONE
Le modalità per la presentazione delle domande e i criteri per la selezione
saranno approvati dalla Giunta regionale sulla base delle normative di
riferimento regionali, nazionali e comunitarie.
STRUMENTI FINANZIARI
Docup Obiettivo 2, 2000 2006
L.R. n. 35/2000
2. 2. Infrastrutture per il commercio
CONTENUTO TECNICO
L’azione non configura un regime di aiuti.
L’obiettivo è quello di realizzare interventi per la qualificazione della rete
commerciale nel suo complesso puntando all’integrazione delle componenti
fondamentali: le produzioni di qualità, lo sviluppo dei sistemi locali, il
miglioramento della qualità della città e dei territori, la qualificazione del
sistema distributivo con particolare riguardo agli esercizi di vicinato, dei
pubblici esercizi, dei servizi, e della vita associata.
L’azione è rivolta espressamente ai soggetti pubblici o privati senza scopo di
lucro e nell’àmbito di aree territoriali e/o turistiche, per la definizione di
piani e progetti integrati di area che possono comportare interventi di:
- adeguamento, ampliamento e realizzazione di infrastrutture, strutture e
servizi complementari e/o connessi alla rete distributiva, del commercio e dei
pubblici esercizi.
- recupero, adeguamento e ristrutturazione di immobili e aree di interesse
ambientale e culturale ad elevato potenziale di attrazione e fruizione sociale,
- qualificazione dei centri storici delle aree urbane e dei centri minori con
particolare riferimento ai "centri commerciali naturali" e alle aree e strutture
mercatali.
L’azione non configura un aiuto diretto ad imprese, che potranno beneficiare
delle ricadute a livello di sistema produttivo territoriale. Non ricorrono le
condizioni di applicazione degli articoli 87e 88 del Trattato.
Risultati di impatto
Aumento dell’occupazione di cui:
- maschi/femmine
Aumento del valore aggiunto (dove pertinente)
Aumento degli utenti negli altri casi.
Obiettivi operativi
Numero di progetto finanziati di cui:
- a diretta finalità ambientale
Investimenti attiva di cui:
- a diretta finalità ambientale
Indicatori fisici che verranno individuati sulla base dei singoli progetti
SOGGETTO ATTUATORE
Regione Toscana, anche tramite EE.LL. e/o l’individuazione di organismi esterni
e tramite bandi;
MODALITÀ DI ATTUAZIONE
Le modalità per la presentazione delle domande e i criteri per la selezione
saranno approvati dalla Giunta regionale sulla base delle normative di
riferimento regionali, nazionali e comunitarie.
STRUMENTI FINANZIARI
Docup Obiettivo 2, 2000 2006
L.R. n. 35/2000
2.2.bis. Infrastrutture fieristiche/espositive/congressuali
CONTENUTO TECNICO
L’azione non configura un regime di aiuti.
L’obiettivo è quello di realizzare interventi per la qualificazione di strutture
e dotazioni per l’offerta integrata di servizi fieristici, espositivi e
congressuali.
L’azione è rivolta espressamente a soggetti pubblici e/o a prevalente capitale
pubblico senza scopo di lucro, a soggetti di diritto privato senza scopo di
lucro, nonché a società a prevalente capitale pubblico che abbiano affidato o
che affidino dopo gli interventi, la gestione delle strutture a idonei soggetti
privati individuati con procedure di evidenza pubblica per la realizzazione,
ampliamento, qualificazione di padiglioni espositivi, ivi compresi spazi
congressuali e aree attrezzate per i servizi strettamente connessi alle attività
fieristiche, espositive e congressuali.
L’azione rappresenta anche lo strumento di attuazione per il Piano di
investimenti per il rilancio del sistema dei poli espositivi 2003/2005 ai sensi
degli articoli 10 e 13 della L.R. n. 43/2002.
Il sostegno finanziario è concesso sia nella forma di contributi, sia sottoforma
di conferimenti di capitale in società o fondazioni, a prevalente capitale
pubblico.
L’azione non configura un aiuto diretto ad imprese, che potranno beneficiare
delle ricadute a livello di sistema produttivo territoriale. Non ricorrono le
condizioni di applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato.
Risultati di impatto
Aumento dell’occupazione di cui:
maschi/femmine
Aumento del valore aggiunto
Aumento degli utenti
Obiettivi operativi:
numero di progetti finanziati
investimenti attivati
MODALITÀ DI ATTUAZIONE
Le modalità per la selezione dei programmi di investimento sono approvati dalla
Giunta regionale sulla base delle normative di riferimento regionali, nazionali
e comunitarie.
STRUMENTI FINANZIARI
Docup Obiettivo 2, 2000/2006;
L.R. n. 35/2000 (10).
2. 3. Infrastrutture per i settori produttivi
CONTENUTOTECNICO
2. 3. 1. Aree industriali e artigianali
Interventi per favorire la localizzazione di nuove imprese e la razionale
rilocalizzazione di piccole imprese industriali, artigiane e di servizio alla
produzione in nuove aree, alla qualificazione di quelle esistenti e al recupero
di siti degradati e/o aree dismesse aventi destinazione industriale e/o
artigianale, previste da piani urbanistici attuativi vigenti.
Sono ammissibili le seguenti opere:
nuove opere di urbanizzazione primaria e/o indotta, di ristrutturazione
urbanistica di aree dismesse, ma che non necessitano interventi di bonifica, con
creazione di infrastrutture di servizio alle specifiche attività produttive,
previste da piani urbanistici attuativi di iniziativa pubblica già approvati ed
operanti al momento della richiesta. Tali opere dovranno avere comunque
specifica connotazione produttiva ed essere di pubblica utilità. Per opere di
urbanizzazione primaria si intendono a titolo esemplificativo viabilità e spazi
di sosta e di parcheggio, impianti di distribuzione di acqua, fognatura b/n,
impianti di depurazione, di energia elettrica, di forza motrice, gas, telefono,
verde pubblico, a uso degli insediamenti produttivi, allacciamenti ai servizi
pubblici a uso dell’area.
Per opere di urbanizzazione indotte si intendono a titolo esemplificativo:
parcheggi e mense pluriaziendali solo se al servizio dell’insediamento
produttivo, sistemazione a verde delle fasce di protezione stradale, di impianti
produttivi e di sponde di fiumi e consolidamento del terreno, ma strettamente
vincolati all’area dell’insediamento produttivo; viabilità di raccordo/innesto
con strade esterne all’area, ma ad uso di questa, cablaggio di aree industriali.

2.3.2 Recupero siti degradati
Recupero di edifici ex/industriali, aree dismesse dalle attività produttive per
la creazione di strutture di servizi avanzati per le imprese, per l’innovazione,
per la società dell’informazione, per lo sviluppo della multimedialità, per la
creazione di nuove imprese, incubatori, laboratori ecc..
La tipologia di investimenti ammissibili riguarda: recupero siti,
ristrutturazione immobili, ampliamento edifici, attrezzature e servizi tecnici e
tecnologici necessari per il funzionamento e l’operatività delle strutture che
verranno create.
2.3.3 Strutture per il trasferimento tecnologico
L’azione non configura un regime di aiuti.
Costituzione, sostegno all’avvio e potenziamento di laboratori:
a) per le tecnologie di comunicazione, elaborazione e comunicazione del video,
b) per le applicazioni biotecnologiche dell’Information Technology,
c) per l’applicazione delle tecnologie digitali ai beni culturali e
all’innovazione formale,
d) per le applicazioni delle tecnologie informatiche legate alla modellistica
ambientale e meteorologica (LAMMA-SKYMED).
Le categorie di spesa ammissibili sono a titolo indicativo:
- spese di progettazione e direzioni lavori, studi di fattibilità;
- acquisto di macchinari, impianti, apparecchiature strettamente finalizzate
alle attività di laboratorio;
- infrastrutture specifiche;
- hardware e programmi informatici commisurati alle esigenze del laboratorio,
- personale dedicato allo sviluppo dell’attività.
Tali infrastrutture devono essere aperte all’utilizzazione generale e i servizi
resi potranno essere forniti alla singola impresa esclusivamente a prezzi di
mercato. Pertanto non ricorrono le condizioni di applicazione degli articoli 87
e 88 del Trattato. Nel caso di cessione, locazione o concessione delle aree e
dei manufatti ristrutturati ad imprese, devono essere applicate le condizioni di
mercato e dovrà essere tassativamente mantenuta la destinazione d’uso produttivo
delle opere realizzate per dieci anni nel caso di immobili e di infrastrutture.
2.3.4 SVILUPPO ITALIA
Contenuto tecnico
L’azione si prefigge individuare obiettivi comuni da perseguire da parte della
Regione Toscana e Sviluppo Italia S.p.A., come evoluzione e sviluppo del
rapporto definito nella precedente convenzione stipulata dalla Regione con SPI
S.p.A.
Per dare attuazione agli obiettivi individuati saranno utilizzate le opportunità
offerte dalla legislazione comunitaria e nazionale a favore delle iniziative di
sviluppo locale che favoriscono e sostengono il settore dell’innovazione
territoriale e di impresa, ricercando gli opportuni collegamenti con gli
organismi che operano per lo sviluppo a livello locale.
L’azione non configura un aiuto diretto ad imprese, che potranno beneficiare
delle ricadute a livello di sistema produttivo territoriale. Non ricorrono le
condizioni di applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato.
Risultati di impatto
Aumento dell’occupazione di cui:
- maschi/femmine
Aumento del valore aggiunto (dove pertinente)
Aumento degli utenti negli altri casi
Obiettivi operativi
Numero di progetto finanziati di cui:
- a diretta finalità ambientale
Investimenti attivati di cui:
- a diretta finalità ambientale
SOGGETTO ATTUATORE
Regione Toscana, anche tramite EE.LL. e/o l’individuazione di organismi esterni
e tramite bandi;
MODALITÀ DI ATTUAZIONE
Le modalità per la presentazione delle domande e i criteri per la selezione
saranno approvati dalla Giunta regionale sulla base delle normative di
riferimento regionali, nazionali e comunitarie.
STRUMENTI FINANZIARI
Docup Obiettivo 2, 2000 2006
L.R. n. 35/2000
————————
(9) Capoverso aggiunto dalla lettera D), Delib.C.R. 18 dicembre 2002, n. 192. Il
testo originario era così formulato: «L’azione è rivolta espressamente a
soggetti pubblici e/o a prevalente capitale pubblico senza scopo di lucro, a
soggetti di diritto privato senza scopo di lucro, nell’àmbito di aree
turisticamente omogenee oggetto di specifici programmi integrati di area per la
realizzazione di interventi di:».
(10) Paragrafo aggiunto dal punto 1, lettera b), Delib.C.R. 25 febbraio 2003, n.
36.

3. Piani di sviluppo locale: distretti industriali, sistemi produttivi locali e
sistemi economici locali.
Contenuto tecnico
Il sostegno ai programmi locali di sviluppo sarà attuato alla luce della
modifica dell’art. 36 della L. n. 317/1991 e sulla base di quanto disposto dalla
L.R. n. 41/1998, e perseguirà i seguenti indirizzi e criteri prioritari:
- le risorse saranno destinate preferenzialmente a SEL riconducibili alla
caratteristica di Distretto Industriale o di Sistema produttivo locale o sistemi
turistici locali (11);
- le tipologie di intervento finanziabili debbono realizzare un forte intreccio
tra imprese e contesti territoriali e ambientali entro cui operano, non
escludendo pertanto la possibilità di finanziare infrastrutture di tipo
economico – produttivo;
- i progetti finanziati devono avere i requisiti della immediata cantierabilità,
e dimostrare la loro capacità di produrre effetti positivi misurabili sul
territorio e sul sistema produttivo;
- il complesso degli interventi presentati dai soggetti locali deve avere le
caratteristiche della coerenza interna e dell’integrazione, rilevando una
valenza strategica per lo sviluppo del contesto locale;
- le proposte di intervento devono inserirsi all’interno di un quadro di
strategie definite localmente e coerenti con gli indirizzi della programmazione
regionale;
- il programma deve mobilitare risorse private e pubbliche in misura adeguata
rispetto agli obiettivi fissati.
Dopo un confronto con i territori e con i soggetti economici e sociali, la
Giunta regionale sperimenterà una procedura negoziale basata sull’esperienza sin
qui fatta, per il finanziamento di piani di sviluppo locale che potranno
usufruire di una riserva/graduatoria speciale delle risorse disposte dal
presente Piano regionale. La procedura garantirà semplicità e snellezza degli
adempimenti a carico delle imprese e dei soggetti beneficiari, nonché negli
adempimenti amministrativi.
In analogia con le procedure della programmazione negoziata, i progetti potranno
essere sottoposti ad istruttoria bancaria e quindi alla selezione da parte
regionale, verificando la capacità di impatto sullo sviluppo locale, il grado di
integrazione, la compatibilità ambientale e la coerenza con la programmazione
regionale.
Per il primo anno saranno messe a disposizione della Misura fondi
specificatamente riservati.
Oltre a tali fondi, sui bandi di ciascuna tipologia di Azione, sarà possibile
riservare una quota massima del 10% delle risorse da attivare sulla base di una
specifica procedura di evidenza pubblica.
Secondo i risultati della sperimentazione, negli anni successivi tale quota
potrà essere aumentata in misura crescente.
Ogni tipologia di intervento verrà in tal modo a far parte dei piani locali
contribuendo al contempo al loro finanziamento.
L’azione non configura un aiuto diretto ad imprese, che potranno beneficiare
delle ricadute a livello di sistema produttivo territoriale. Non ricorrono le
condizioni di applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato.
Risultati di impatto
Aumento dell’occupazione di cui:
- maschi/femmine
Aumento del valore aggiunto (dove pertinente)
Aumento degli utenti negli altri casi
Obiettivi operativi
Numero di progetto finanziati di cui:
- a diretta finalità ambientale
Investimenti attivati di cui:
- a diretta finalità ambientale
MODALITÀ DI ATTUAZIONE
Bandi e procedure di evidenza pubblica
Procedure di programmazione negoziale
SOGGETTO ATTUATORE
Regione Toscana e Province, anche con l’individuazione di organismi esterni
tramite bandi e procedure di evidenza pubblica;
STRUMENTI FINANZIARI
Docup Obiettivo 2, 2000-2006
Fondo unico attività produttive
L.R. n. 35/2000
————————
(11) Alinea così modificato dalla lettera E), Delib.C.R. 18 dicembre 2002, n.
192.

4. INTERVENTI PER LA PROMOZIONE ECONOMICA E PER L’INTERNAZIONALIZZAZIONE DEL
SISTEMA PRODUTTIVO
4. l. Iniziative promozionali a gestione diretta
La Giunta regionale, secondo quanto previsto dall’articolo 9 della L.R. n.
28/1997, attraverso il Programma annuale delle attività di promozione economica
di cui all’articolo 5 della L.R. n. 28/1997, definisce entro il 31 ottobre di
ogni anno, e comunque entro i termini stabiliti dalla legislazione in materia di
coordinamento e di intesa con le competenti autorità nazionali, gli interventi
diretti di promozione economica per i settori produttivi dell’agricoltura,
dell’artigianato, piccola e media impresa industriale e del turismo, ivi
compresi specifici interventi per la promozione dell’offerta dei sistemi
turistici locali anche rispetto a particolari segmenti di offerta ritenuti
strategici (12).
Il Programma annuale è articolato in cinque parti:
a) l’aggiornamento del quadro di riferimento relativo alle dinamiche
dell’offerta produttiva e turistica toscana e alle tendenze dei mercati
internazionali;
b) gli interventi di carattere intersettoriale che rispondono agli obiettivi di
sistema e che attuano le strategie di valorizzazione della Marca Toscana;
c) gli interventi di supporto alle esportazioni delle produzioni e ai processi
di internazionalizzazione del settore agro – alimentare;
d) gli interventi di supporto alle esportazioni delle produzioni e ai processi
di internazionalizzazione delle imprese artigiane e delle piccole e medie
imprese industriali;
e) gli interventi a sostegno della promozione dell’offerta turistica toscana.
Per la definizione delle attività il Programma tiene conto degli obiettivi e
delle strategie del presente Piano e degli stanziamenti previsti per il Bilancio
di previsione per l’esercizio finanziario di riferimento.
La Giunta regionale al fine di garantire la massima rispondenza delle attività
promozionali con le esigenze del sistema economico e produttivo toscano, attiva,
a partire dal mese di maggio di ogni anno appositi incontri e consultazioni con
le Province, l’Unione delle Camere di commercio della Toscana, i Dicasteri
statali competenti, l’Istituto per il Commercio con l’Estero, l’Ente Nazionale
Italiano per il Turismo, le associazioni di categoria delle imprese dei settori
economici di riferimento e gli altri organismi pubblici e privati interessati,
per l’acquisizione di informazioni in merito alle tendenze economico –
produttive in atto e alle attese della domanda internazionale. A tal fine sono
raccolte informazioni anche attraverso apposite schede per la raccolta delle
informazioni e delle esigenze dei soggetti consultati.
La Giunta regionale tiene altresì conto delle relazioni quadrimestrali del
Direttore dell’APET in merito all’andamento dell’attività e allo stato di
attuazione dei programmi dell’Agenzia, nonché dei pareri del Comitato tecnico
dell’APET previsti dall’articolo 10, comma 4 della L.R. n. 6/2000.
Il Programma, tenuto conto degli obiettivi del presente Piano e delle risorse
finanziarie regionali, dell’Unioncamere e del sistema camerale della Toscana,
dei Ministeri competenti e di altri soggetti pubblici interessati al
cofinanziamento del programma definisce gli interventi promozionali per
l’annualità di riferimento secondo le tipologie di azione di seguito illustrate:
Relativamente al settore turistico la fase di programmazione terrà conto del
complesso del sistema regionale della promozione turistica, che si compone di
soggetti diversi, tra i quali alle Provincie è riconosciuto il ruolo di agenti
della concertazione e della programmazione locale, che trova la sua espressione
nello strumento dei piani triennali.
Per quanto riguarda la attuazione degli interventi, nel rispetto delle
specifiche competenze, verranno attivate quelle iniziative utili alla loro
razionalizzazione ed alla sinergia operativa tra le agenzie per il Turismo e
APET.
Rispetto agli obiettivi di sistema
a) iniziative di animazione economica nei confronti del sistema delle imprese e
dei soggetti pubblici,
b) iniziative e campagne di informazione/promozione finalizzate a presentare in
forma unitaria e coerente con le strategie di comunicazione regionale e degli
altri soggetti pubblici coinvolti, l’immagine del sistema produttivo e
dell’offerta di qualità della Toscana relativamente ai tre settori economici di
riferimento,
c) iniziative e progetti mirati per la promozione di investimenti esteri in
Toscana in coerenza con le politiche di marketing territoriale del sistema delle
autonomie locali,
d) iniziative e progetti mirati a supporto delle azioni e dei progetti previste
dal Piano regionale della cooperazione internazionale e delle attività di
partenariato 2001-2005 ai sensi dell’articolo 5 della L.R. n. 17/1999,
e) Progetti speciali su mercati esteri di carattere intersettoriale.
Rispetto ai tre settori di riferimento
a) iniziative di supporto ai processi di internazionalizzazione dei processi
industriali e alle operazioni di collaborazione produttiva,
b) iniziative per la promozione delle esportazioni e della domanda turistica
verso la Toscana, attraverso il supporto operativo e la realizzazione di eventi
collaterali collegati alla partecipazione del sistema produttivo e dell’offerta
turistica a manifestazioni specializzate di livello internazionale, da
realizzarsi anche in collaborazione con aziende e loro consorzi,
c) iniziative di introspezione o di sperimentazione del posizionamento su aree
di mercato strategiche rispetto alle caratteristiche delle produzioni e
dell’offerta turistica, ivi comprese analisi di mercato e ricerche mirate,
d) iniziative a sostegno della commercializzazione delle produzioni di qualità,
e dell’offerta turistica attraverso le reti di grande distribuzione o
distribuzione organizzata, strettamente collegate alla presentazione dei sistemi
di produzione e dei segmenti di offerta turistica fortemente connotati dalla
Marca toscana,
e) iniziative di supporto a manifestazioni fieristiche e workshop internazionali
di settore realizzati nell’àmbito del sistema fieristico/espositivo regionale
caratterizzate da una forte presenza di imprese toscane,
f) iniziative finalizzate alla diffusione di informazioni sui sistemi produttivi
e sulle caratteristiche dell’offerta turistica attraverso campagne promo –
pubblicitarie, azioni di pubbliche relazioni, assistenza di giornalisti e
organizzazione di eventi mirati.
g) iniziative finalizzate alla sperimentazione di sistemi commercializzazione
e-commerce
Strategie di finanziamento delle attività e i criteri di compartecipazione
finanziaria dei soggetti privati alle attività gestite direttamente
Le attività sono finanziate attraverso il programma annuale ex art. 5 della LR
n. 28/1997. Il Programma definisce in dettaglio, per ciascun intervento, gli
stanziamenti necessari e, a seguito della concertazione con i soggetti
interessati preliminare all’approvazione del Programma – le quote di
compartecipazione del Ministero competente, dell’Unioncamere e del sistema
camerale, nonché le eventuali risorse messe a disposizione dal sistema delle
autonomie locali realizzando in tal modo il coordinamento, nazionale e locale
previsto dal Titolo III della L.R. n. 28/1997.
Ai fini del contenimento della spesa pubblica il Programma annuale può prevedere
il cofinanziamento delle iniziative da parte di soggetti privati, a tale scopo
il Programma annuale definisce:
a) le modalità, a cui l’APET deve attenersi per garantire la massima
informazione in merito alle iniziative dove è prevista tale possibilità;
b) l’entità del cofinanziamento complessivo previsto da parte dei soggetti
privati;
c) le condizioni previste per ciascuna iniziativa relativamente ai rapporti con
i soggetti privati;
d) le modalità per introitare le risorse private.
Soggetto attuatore: APET
Modalità di attuazione: Programma annuale delle attività di promozione economica

4.2. Partecipazione ad iniziative proposte da soggetti terzi
Per il conseguimento degli obiettivi previsti dal presente Piano, secondo quanto
previsto dall’articolo 10 della L.R. n. 28/1997, la Regione può partecipare,
attraverso specifico cofinanziamento, alla realizzazione di progetti di
promozione economica proposti da soggetti terzi, ivi compresi interventi per il
sostegno alla commercializzazione dell’offerta riferita a sistemi turistici
locali (13).
Relativamente alle misure di incentivazione a favore delle imprese si applicano
le condizioni e le intensità massime di aiuto previste per le misure
Investimenti immateriali di cui al punto 1. 6.
Le modalità per la selezione dei progetti, l’individuazione dei soggetti
beneficiari, l’entità del cofinanziamento, le specifiche tipologie di
iniziativa, sono stabilite in apposito bando pubblico approvato dalla Giunta
regionale.
Criteri generali di selezione dei progetti
I progetti devono prevedere azioni promozionali indirizzate ad accompagnare le
imprese verso obiettivi di maggiore competitività e di più stabile radicamento
sui mercati ed essere coerenti con le strategie di immagine della regione.
Il Bando è strutturato in tre parti nelle quali sono definite le modalità e le
condizioni di cui al precedente paragrafo relativamente a:
a) interventi a sostegno delle esportazioni delle produzioni e ai processi di
internazionalizzazione del settore agro – alimentare,
b) interventi a sostegno delle esportazioni delle produzioni e ai processi di
internazionalizzazione delle imprese artigiane e delle piccole e medie imprese
industriali;
c) interventi a sostegno della promozione dell’offerta turistica toscana.
Attraverso il Bando la Giunta regionale definisce le tipologie di iniziative
finanziabili e i settori di riferimento individuati tra quelli descritti al
punto 4. 1, e i soggetti beneficiari che potranno essere anche imprese e
associazioni di categoria.
Tenuto conto delle risorse regionali previste per tale misura di sostegno dal
Bilancio di previsione, la Giunta definisce lo stanziamento orientativo per
ciascuno dei tre settori di riferimento e identifica le quote per gli interventi
dei soggetti pubblici e quelle per i soggetti privati privilegiando, nella
ripartizione delle risorse, gli interventi a sostegno dei progetti dei soggetti
privati. La Giunta regionale, in relazione alle disponibilità finanziarie
previste, al fine di evitare la polverizzazione degli interventi, può destinare
il totale delle risorse disponibili anche al solo finanziamento di progetti
proposti dalle imprese.
Criteri di priorità
Il Bando contiene le priorità e i criteri per la valutazione e selezione dei
progetti finanziabili, a tal fine, rispetto ai requisiti soggettivi, saranno
assegnati specifici parametri di priorità per le forme consortili o cooperative
di impresa.
MODALITÀ DI ATTUAZIONE
La Giunta regionale, con la deliberazione di approvazione del bando pubblico,
individua la composizione di una o più comitati tecnici per la valutazione dei
progetti.
L’attuazione delle attività connesse all’erogazione dei contributi e alla
verifica, della rendicontazione è affidata all’APET secondo le modalità definite
dalla deliberazione della Giunta regionale con la quale è approvato il bando
pubblico.
I soggetti che beneficiano di un cofinanziamento regionale sono tenuti a dare
adeguata informazione, anche tramite il materiale promo – pubblicitario
prodotto, a tale partecipazione e sono obbligati a produrre all’APET resoconti
sull’efficacia degli interventi da loro realizzati, secondo modalità che saranno
stabilite dalla Giunta regionale.
SOGGETTO ATTUATORE
APET
4. 3. Interventi di supporto al funzionamento dell’Agenzia di Promozione
Economica della Toscana
TIPO DI INTERVENTO: Diretto
CONTENUTO TECNICO
Copertura delle spese di costituzione e di avvio dell’organismo operativo
Agenzia di Promozione economica della Toscana, costituita con legge regionale n.
6/2000. L’Agenzia è uno strumento di gestione pubblica risultante dalla fusione
delle attività e delle strutture della Regione, dell’Istituto nazionale per il
commercio con l’estero, del Centro estero delle Camere di commercio della
Toscana.
La misura illustra attività della P. A. e non costituisce regime di aiuto alle
imprese.
Al fine di verificare e valutare la rispondenza delle iniziative realizzate
rispetto alle disposizioni del presente Piano e del Programma annuale delle
attività promozionali, e i relativi livelli di efficienza, sono attivate
opportune analisi.
Le analisi fanno riferimento alle attività realizzate dall’APET e sono
finalizzate a promuovere il miglioramento delle politiche regionali e degli
altri soggetti operanti nel settore.
Le analisi sono affidate ad un soggetto valutatore esterno e neutrale rispetto
ai soggetti coinvolti. Per una valutazione degli interventi attuati nell’àmbito
di validità del presente Piano, la Giunta regionale si avvale dell’Istituto
regionale per la Programmazione Economica.
L’APET è obbligata a redarre un apposito resoconto sull’efficacia di ciascuna
delle iniziative attuate, nonché relazioni periodiche sull’attività svolta e una
relazione annuale, per permettere alla Giunta regionale di acquisire tutte le
informazioni utili alla valutazione del Programma attuato e per fornire elementi
per la definizione della programmazione degli anni successivi.
4.4 Finanziamento delle attività delle Agenzie per il turismo
Contenuto tecnico
Il sostegno finanziario alle attività di accoglienza turistica e di informazione
sull’offerta turistica locale e sul territorio regionale, sono attuate secondo
quanto disposto con legge regionale 23 marzo 2000, n. 42 "Testo unico delle
leggi regionali in materia di turismo".
Le attività pubbliche di informazioni ed accoglienza turistica sono sostenute,
ai sensi della L.R. n. 42/2000, con la partecipazione della Regione Toscana.
I finanziamenti sono concessi alle Agenzie istituite con la L.R. n. 42/2000.
MODALITÁ PER L’ATTUAZIONE DEL P.R.S.E.
Autorità di gestione
I compiti di gestione del programma, a livello di Misura, nonché la
responsabilità dell’efficacia e della regolarità della sua attuazione competono
ai Servizi dipartimentali competenti per materia.
In particolare essi sono responsabili:
- dell’istituzione – nel rispetto delle competenze istituzionali – di un
dispositivo informatizzato di raccolta di dati finanziari e statistici,
affidabili, sull’attuazione necessari all’attività di sorveglianza e di
valutazione degli interventi del programma in analogia con le procedure adottate
per gli interventi finanziati con i fondi strutturali comunitari;
- dell’adozione, da parte degli organismi che partecipano alla gestione e
all’attuazione dell’intervento, di un sistema contabile distinto o di una
codificazione contabile appropriata per la registrazione di tutti gli atti
contemplati dall’intervento;
- della regolarità delle operazioni finanziate a titolo dell’intervento,
segnatamente dell’attuazione di misure di controllo interno, compatibili con i
principi di sana gestione finanziaria;
- dell’attuazione delle osservazioni o richieste di misure correttive o
raccomandazioni di adattamento eventualmente proposte dal Servizio responsabile
del controllo e monitoraggio del P.R.S.E.;
- del rispetto degli obblighi in materia di informazione e pubblicità.
Modalità di gestione del P.R.S.E.
Le modalità di gestione degli interventi del P.R.S.E. si basano sulla conferma
ed il rafforzamento delle scelte adottate nel periodo di programmazione 1994-99
dei fondi strutturali comunitari – che, come noto, hanno consentito al sistema
regionale di conseguire risultati di eccellenza apprezzati sia a livello
nazionale che comunitario – e sull’introduzione di alcuni elementi innovativi
considerati necessari alla luce sia dei cambiamenti in atto nell’architettura
dei sistemi istituzionali regionali e locali.
Le linee guida della Regione Toscana per la gestione degli interventi del
P.R.S.E. prevedono di:
1. perfezionare l’assetto amministrativo, organizzativo, tecnico e funzionale
degli uffici perseguendo il già adottato processo o di semplificazione
amministrativa delle modalità di attuazione e gestione degli interventi dei
programmi operativi relativi ai Docup in corso di esecuzione;
2. favorire la massima integrazione tra l’amministrazione degli interventi del
DOCUP e quelli ordinari regionali per garantire una più elevata funzionalità del
sistema amministrativo regionale;
3. estendere, in coerente attuazione del principio di sussidiarietà, il processo
di decentramento istituzionale e favorire, anche attraverso il supporto delle
attività di assistenza tecnica, un maggiore coinvolgimento degli Enti locali, ed
in particolare delle Province, nella attuazione degli interventi del P.R.S.E.;
4. Progetti speciali di interesse regionale
La Giunta regionale promuove e realizza progetti speciali e di interesse
regionale. In particolare, per il settore del turismo e del commercio i progetti
sono realizzati allo scopo di:
a) promuovere modelli organizzativi di servizi ed attività caratterizzati da
livelli omogenei su tutto il territorio regionale,
b) sperimentare iniziative che, rispetto agli obiettivi definiti dal presente
Piano e all’esigenza di sostenere iniziative di qualificazione di sistemi
turistici locali, (14) rivestano un carattere di particolare emblematicità e che
possono essere replicati e sviluppati ha altre realtà attraverso le Azioni
previste dal Piano.
In tale contesto, il modello gestionale che la Regione Toscana adotta per
l’attuazione degli interventi del P.R.S.E. riguarda in particolare i seguenti
aspetti.
a) L’organizzazione degli Uffici regionali coinvolti nella gestione del P.R.S.E.

Il modello organizzativo di riferimento prevede il pieno coinvolgimento
nell’attuazione del Programma regionale dei Servizi di settore del Dipartimento
dello Sviluppo Economico coinvolti per le materie di rispettiva competenza.
L’Amministrazione regionale provvede, inoltre, alla definizione dei compiti e
delle responsabilità degli Uffici regionali, interessati alla gestione del
P.R.S.E. individuando le strutture e i funzionari responsabili della gestione
del P.R.S.E. a livello di Misura e Sottomisura.
b) La gestione tecnico-amministrativa delle misure del P.R.S.E.
La gestione tecnico-amministrativa delle misure del P.R.S.E., ivi compresi gli
adempimenti connessi all’espletamento delle attività di sorveglianza,
monitoraggio e valutazione degli interventi, avviene, a seconda delle
caratteristiche degli interventi, attraverso le seguenti modalità operative:
- gestione interna alla Regione: in casi molto limitati e per misure di
esclusiva competenza regionale;
- gestione operativa esterna alla Regione: il ricorso a strutture di supporto
operativo esterne riguarda le misure di prevalente carattere gestionale e di
mera attuazione per interventi di esclusiva competenza regionale;
- gestione affidata alle Province e altri EE.LL per le materie di competenza.
Le modalità attuative dovranno garantire il più alto grado di semplificazione
dei procedimenti attuativi ed escludere qualsiasi rischio di duplicazione delle
funzioni o complicazioni procedurali e amministrative in grado di pregiudicare
l’attuazione efficiente ed efficace degli interventi del programma.
Gli oneri derivanti dalla gestione dei fondi per la concessione di aiuti agli
investimenti saranno contenuti sia attraverso la scelta di procedure
semplificate, sia mediante l’assegnazione della gestione a soggetti che
assicurino maggiore efficienza e minori spese.
Per garantire il buon funzionamento delle procedure di gestione e di attuazione
del P.R.S.E., e favorire quindi il conseguimento degli obiettivi del programma,
la Regione emana specifiche direttive sia agli enti locali e agli Enti terzi
operativi, sia ai Beneficiari finali degli interventi per garantire i flussi
informativi necessari agli Organi della Regione per la realizzazione delle
attività di programmazione/riprogrammazione, sorveglianza, monitoraggio,
valutazione, verifica e controllo del P.R.S.E.
c) Le procedure di attuazione delle misure del P.R.S.E.
Per quanto riguarda le procedure di attuazione delle Misure del P.R.S.E. vengono
adottate nel rispetto delle normative nazionali e comunitarie le seguenti
tipologie di procedure di programmazione, selezione e attuazione degli
interventi:
1. procedure attuative semplificate, standardizzate, automatiche e valutative,
per i regimi di aiuto (sul modello dei "bandi aperti" e delle graduatorie
attuate con il meccanismo dello "scorrimento delle domande ammissibili delle
graduatorie") che prevedono, al contempo, una più ampia e specifica attività di
verifica e controllo da parte dell’Amministrazione regionale e che garantiscono,
soprattutto nel primo periodo di attuazione del programma, una maggiore velocità
della spesa;
2. procedure valutative di selezione per le infrastrutture che considerano le
priorità in relazione all’importanza strategica ed all’impatto sui territori e,
in tale contesto, con possibili raccordi con gli enti locali;
3. procedure attuative, già sperimentate nella fase di programmazione del DOCUP
e nell’attuazione delle iniziative avviate a livello regionale nell’àmbito della
programmazione negoziata, che prevedono un maggiore coinvolgimento
nell’individuazione e nell’attuazione degli interventi mediante le forme di
concertazione con gli Enti Locali e le Parti Sociali e che concorrono ad
accrescere e qualificare ulteriormente l’impatto sul territorio. Le modalità,
tipiche della programmazione negoziata, potranno coincidere e/o integrarsi con
quelle previste dalla L.R. n. 76/1996 "Disciplina degli accordi di programma e
delle conferenze dei servizi". In tal modo potrà essere assicurata
l’integrazione tra tipologie di intervento e tra Assi e Misure.
Sistema di sorveglianza, monitoraggio, valutazione e controllo
Per garantire il buon andamento del programma e valutare l’efficacia degli
interventi sono previsti modalità e mezzi opportuni a raccogliere i dati
necessari e di procedure e sistemi di monitoraggio adeguati, affinché la
sorveglianza e la valutazione possano svolgersi nel modo più efficace possibile
in stretta connessione con analoghe procedure di monitoraggio e valutazione
previste per il Docup ob. 2.
Il sistema di monitoraggio del P.R.S.E. garantisce l’acquisizione,
l’organizzazione ed il coordinamento di dati relativi agli indicatori
procedurali, finanziari, fisici e d’impatto, e degli aspetti qualitativi della
realizzazione (in particolare gli aspetti socioeconomici, operativi, giuridici o
anche procedurali) e consiste nel rilevare i progressi compiuti nell’attuazione
dell’intervento e nel redigere le relazioni annuali. Ai fini di un più completo
quadro sulla attività gestionale, sarà posto sotto osservazione anche la
struttura e l’andamento dei costi di gestione dei diversi fondi e delle singole
operazioni di finanziamento.
Il sistema di monitoraggio del P.R.S.E. ha il suo fulcro in un Servizio del
Dipartimento Sviluppo Economico regionale che provvede alla raccolta e
all’elaborazione, attraverso procedure informatiche dedicate, dei flussi
informativi provenienti dagli Uffici regionali preposti alla gestione delle
Misure del programma secondo procedure e modalità definite dalla Giunta
regionale.
Ai fini dei controlli gli uffici regionali potranno avvalersi della
collaborazione di altre amministrazioni ed enti, competenti settorialmente o
territorialmente per materia.
In relazione alla complessità e quantità delle operazioni di attuazione degli
interventi verrà assicurata dal Dipartimento Organizzazione e Risorse una
adeguata dotazione di personale qualificato a rafforzamento degli uffici
interessati.
Il sistema di valutazione prevede, fra l’altro, una valutazione "exante", volta
a chiarire gli obiettivi del programma e la loro rilevanza rispetto alle
esigenze della realtà regionale, a garantire la coerenza tra le finalità e le
strategie proposte, favorendo una lettura critica e trasversale del piano,
nonché ad evidenziare gli effetti previsti dalla realizzazione delle attività
programmate.
I suggerimenti conclusivi presenti nella valutazione ex-ante saranno tenuti in
considerazione nell’attuazione del piano e costituiranno base di riferimento per
le valutazioni in itinere ed expost.
Disposizioni di esecuzione finanziaria degli interventi
Il sistema contabile, fondato su documenti giustificativi soggetti a verifica,
deve essere in grado di garantire:
1. la partecipazione dei contributi pubblici previsti nei limiti fissati;
2. i pagamenti ai beneficiari finali senza decurtazioni e senza ritardi
ingiustificati,`
3. la conformità della natura dei pagamenti alle prescrizioni regionali;
4. la destinazione degli interventi coerenti con quella indicata nel P.R.S.E.;
5. l’identificazione dei documenti giustificativi, la data e il metodo di
pagamento e la disponibilità della documentazione di supporto, delle
registrazioni contabili ai vari livelli di gestione fornendo informazioni
dettagliate sulle spese effettivamente sostenute dai destinatari finali, per
ciascun progetto cofinanziato, compresa la data della registrazione contabile e
l’importo di ogni voce di spesa;
6. un’accurata ripartizione dell’importo, debitamente giustificata, nel caso di
voci di spesa che si riferiscono solo in parte alle azioni cofinanziate dalla
Regione;
7. la disponibilità, ai vari livelli di gestione, dei piani tecnici e finanziari
delle azioni, delle relazioni sullo stato di avanzamento, dei documenti relativi
all’approvazione dei contributi, delle procedure di gara e di appalto, ecc.;
8. nel caso di adozione di procedure di gestione e di informazione, compresi i
trasferimenti elettronici dei dati, a tutte le autorità interessate di ottenere
dal livello inferiore le informazioni sufficienti per giustificare le proprie
registrazioni contabili e gli importi dichiarati al livello superiore;
9. l’individuazione di tutte le autorità che, ai vari livelli, sono tenute alla
rendicontazione delle spese;
Le nozioni di "impegno giuridico e finanziario a livello nazionale", di "spese
effettive sostenute" e di "beneficiari finali" sono quelle riportate di seguito.

Si intendono per "disposizioni giuridicamente obbligatorie" e "impegni dei mezzi
finanziari necessari" le decisioni prese dai beneficiari finali per l’esecuzione
delle operazioni ammissibili e la destinazione dei fondi pubblici relativi.
Queste definizioni debbono tenere conto delle caratteristiche specifiche degli
organismi istituzionali, e della natura delle operazioni.
Le spese "effettivamente sostenute" devono corrispondere a pagamenti eseguiti
dai beneficiari finali comprovati da fatture quietanzate o da documenti
contabili aventi forza probante equivalente.
Si definiscono "beneficiari finali":
- gli organismi o le imprese pubbliche o private responsabili della committenza
delle operazioni;
- nel caso dei regimi di aiuto e degli aiuti concessi da organismi designati dai
Servizi competenti, i beneficiari finali sono gli organismi che concedono gli
aiuti.
Informazione e pubblicità
Il Dipartimento dello Sviluppo Economico, in qualità di Autorità di gestione,
provvede a rendere pubblico il P.R.S.E., informandone i potenziali beneficiari
finali, le organizzazioni professionali, le parti economiche e sociali, gli
organismi per la promozione delle pari opportunità tra uomini e donne e le
organizzazioni non governative che possono essere interessate alle possibilità
offerte dall’intervento.
Per tutte le iniziative, interventi e investimenti che godono di un
cofinanziamento regionale deve essere assicurata adeguata pubblicità alla
partecipazione della Regione.
Tutti gli Organismi esterni incaricati della gestione amministrativa e/o
contabile delle Misure del P.R.S.E. sono tenuti a rispettare le direttive che
saranno emanate dall’Autorità di gestione in materia di pubblicità ed
informazione.
Il mancato rispetto della clausola di informazione e pubblicità è motivo di
revoca dei finanziamenti.
DISPOSIZIONI FINANZIARIE
1. Ai sensi del comma 3 dell’articolo 10 della legge regionale 20 marzo 2000, n.
35, la Tabella allegata riporta le proiezioni del Piano finanziario, articolato
per Azioni, del Piano regionale dello Sviluppo Economico per gli anni 2001-2005
per quanto riguarda il Fondo Unico per le attività produttive, relativo alle
risorse del bilancio regionale, del Fondo unico regionale ex D.Lgs. n. 112/1998,
relativo alle risorse trasferite dal Governo, e dalla proiezione annuale del
Docup Obiettivo 2, anni 2000-2006, approvato dal Consiglio regionale il 7
dicembre 1999, risoluzione n. 98, attualmente in fase di negoziazione.
2. Annualmente, tramite il Documento di Programmazione Economica e Finanziaria,
vengono determinate l’ammontare delle risorse da destinare agli interventi nei
campi dell’industria, dell’artigianato, del turismo, del commercio e delle altre
attività produttive. Con legge di bilancio sono assegnate. le risorse al Fondo
Unico per le attività produttive, al Fondo unico regionale ex D.Lgs. n.
112/1998, al Fondo unico FESR Obiettivo 2.
Con atto della Giunta regionale sono articolate le risorse destinate ai singoli
interventi inseriti nelle Azioni programmate.
————————
(12) Comma così modificato dalla lettera F), Delib.C.R. 18 dicembre 2002, n.
192.
(13) Capoverso così modificato dalla lettera G), Delib.C.R. 18 dicembre 2002, n.
192.
(14) Lettera così modificata dalla lettera H), Delib.C.R. 18 dicembre 2002, n.
192.

Tabella

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