Delega subito e mini-tagli ai contributi

17/12/2001

Il Sole 24 ORE.com




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    Maroni e Tremonti: sulle pensioni chiuderemo entro il 21 – Verso una decontribuzione del 3% a regime senza penalizzare gli assegni

    Delega subito e mini-tagli ai contributi
    Il Tfr destinato ai fondi (chiusi) col sistema del silenzio-assenso – Nuove compensazioni alle Pmi
    ROMA – Una decontribuzione progressiva dell’1% l’anno, per arrivare a regime a un taglio del 3-4%, senza ridurre almeno per un biennio l’importo delle pensioni. E la destinazione del Tfr alla previdenza integrativa con il meccanismo del "silenzio-assenso" privilegiando così, di fatto, i fondi pensione contrattuali. È questa l’ultima ipotesi di intervento sulla previdenza alla quale sta lavorando il Governo per trovare un punto di congiunzione tra la richieste di Confindustria di interventi strutturali e il "no" dei sindacati a riduzioni di prestazioni con il taglio dei contributi. Il tutto con un obiettivo fermo: la delega dovrà essere varata entro il 21 dicembre, come hanno confermato ieri i ministri Roberto Maroni e Giulio Tremonti, affermando di essere in sintonia sulla strategia da adottare e bocciando qualsiasi ipotesi di rinvio. Maroni sta accelerando i tempi: già ieri pomeriggio ha incontrato i sindacati. E conta di consegnare al premier Silvio Berlusconi il nuovo testo tra domenica e lunedì mattina per poi inviarlo ufficialmente alle parti sociali nella serata del 17 dicembre ed eventualmente aprire un tavolo tecnico al Welfare. L’impianto del piano Maroni resterà dunque invariato. Anche se sono allo studio diversi correttivi: taglio progressivo dei contributi (e quindi del costo del lavoro); "silenzio-assenso" per l’uso del Tfr; fondo di rotazione ad hoc per compensare le piccole e medie imprese; rivalutazione della pensione acquisita per chi deciderà di restare al lavoro; un’indicazione nella delega della necessità di ridurre il cuneo fiscale. Quest’ultimo punto, su cui c’è ancora incertezza, fungerebbe da collegamento con la delega fiscale che dovrebbe prevedere i tagli a Irpeg e Irap. Al ministero del Welfare si sta anche cercando di inserire nel testo una norma che, nei casi di ristrutturazioni o crisi aziendali, subordini al consenso del datore di lavoro la possibilità per il lavoratore in possesso dei requisiti di pensionamento di proseguire l’attività. Ma su questo punto il Governo deve fare i conti con la forte resistenza dei sindacati. La trattativa con le parti sociali proseguirà in modo serrato oggi. Tra questa sera e domani mattina Maroni tirerà le somme. Maroni: «Questa è una riforma vera». Il ministro del Welfare ieri ha difeso la riforma alla quale sta lavorando il Governo: «È una riforma vera e definitiva che interviene per favorire, con gli incentivi e la liberalizzazione dell’età, il rinvio dei pensionamenti di anzianità e garantisce lo sviluppo della previdenza integrativa». Per questo motivo «non ci sono gli estremi per un rinvio», ha aggiunto Maroni. Che ha criticato i «toni eccessivi» usati dal presidente di Confindustria D’Amato e ha respinto qualsiasi diktat, compresi quelli di Sergio Cofferati. Per Maroni «ci sono tutte le condizioni per trovare un accordo». Da Laeken anche Tremonti ha detto che il Governo sta lavorando in questa direzione ed ha ribadito: «Dobbiamo chiudere entro la prossima settimana. Taglio dei contributi del 3-4% «a regime». Il ministero del Welfare sta lavorando alacremente in stretto contatto con il Tesoro. L’ultima «opzione» prevede una decontribuzione progressiva del 1% l’anno dall’entrata in vigore della riforma (estate 2002 o inizio 2003) per arrivare a regime a un taglio del 3-4 per cento. Parallelamente scatterebbe una "fase transitoria": per uno o due anni anche le pensioni soggette al "contributivo" non si ridurrebbero restando invariate (con l’allargamento della forbice tra l’aliquota di computo e quella di finanziamento). La fase transitoria si dovrebbe esaurire quando l’operazione di incentivazione della previdenza integrativa comincerà a produrre i primi effetti. «Silenzio-assenso» per il Tfr. Dall’uso di «quote maggioritarie» del Tfr per i fondi pensione il Governo intende passare a un utilizzo completo delle liquidazioni sempre su base volontaria ma facendo ricorso al meccanismo del «silenzio-assenso» chiesto dai sindacati. Che di fatto privilegerebbe i fondi chiusi. Fondo di rotazione per le Pmi. Le imprese verrebbero compensate per la perdita del Tfr con decontribuzione e tagli a Irap e Irpeg. Per le Pmi sarebbe previsto anche un fondo di rotazione ad hoc che verrebbe alimentato con la quota dello 0,20% di contributi versati obbligatoriamente alle aziende all’Inps. Consenso dell’impresa sull’«opzione». Il Welfare sta valutando la possibilità di prevedere l’obbligatorio consenso del datore per restare in attività dopo aver maturato i requisiti per il pensionamento, nei casi di ristrutturazione o crisi aziendale. Marco Rogari www.ilsole24ore.com/pensioni
    Sabato 15 Dicembre 2001
 
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