Delega pensioni sempre più lontana

16/04/2004


sezione: ITALIA-POLITICA
data: 2004-04-16 – pag: 12
autore: M.ROG.

La Cdl prende tempo e Maroni dice: l’approveremo entro i primi di agosto, scommetto 30 euro
Delega pensioni sempre più lontana

    Ancora scontro tra il ministro e Alemanno sulla verifica – Spunta l’ipotesi di inserire alcune misure in Finanziaria

    ROMA • «Scommetto tutto quello che ho in tasca in questo momento, 30 euro, che la riforma delle pensioni sarà approvata dal Parlamento prima della pausa estiva», ovvero entro la prima decade di agosto: Roberto Maroni "punta" ancora sulla delega previdenziale. Ma, allo stesso tempo, il ministro del Welfare conferma che il via libera non potrà essere concesso prima della prossima tornata elettorale per europee e amministrative, come invece annunciato nei mesi scorsi. E a questo punto non è del tutto escluso che le misure della riforma possano confluire nella prossima Finanziaria. Maroni comunque garantisce che entro i primi di agosto il via libera arriverà. E tiene a smentire nuovamente l’ipotesi di uno stralcio dalla delega delle norme sui super-incentivi sottolineando che «anche il ministro Tremonti ha smentito che ci sia allo studio un’iniziativa del genere». Quanto alle possibili ripercussioni a livello internazionale e anche sul versante contabile per la ritardata approvazione della riforma, il ministro afferma che anticipare o meno «alcune parti della delega non cambierebbe nulla né per le agenzie di rating, né per i conti pubblici». E aggiunge: le agenzie di valutazione internazionali «si basano sulla capacità, autorevolezza e determinazione del Governo italiano a dare il via libera a tutto il provvedimento sulle pensioni come è stato formulato». Per il ministro del Welfare, insomma, non esistono problemi insormontabili. Sulla verifica del 2005, Maroni non evita di replicare polemicamente alla proposta avanzata dal ministro Gianni Alemanno: «Prima di fare proposte che sono state discusse e votate in Commissione, bisognerebbe leggere gli atti, ci sarebbero anche tra di noi meno problemi di comunicazione». L’ennesimo botta e risposta a distanza tra i due ministri, sembra confermare che all’interno della maggioranza ci sono sensibilità diverse sulla necessità di approvare in tempi rapidi o meno la riforma, acuiti dalle tensioni sull’attribuzione delle deleghe in materia economia al vicepremier Gianfranco Fini. Su eventuali ricadute sulla delega derivanti dall’esito delle elezioni europee, Maroni dice di essere convinto che «questo Governo rimarrà in carica e che la maggioranza potrà continuare e concludere l’iter dei provvedimenti, compreso quello sulle pensioni, prima della chiusura estiva».
    Per quanto riguarda il possibile slittamento della discussione parlamentare sulle pensioni in autunno, il ministro afferma che «non siamo certo noi a parlarne». E in relazione alla decisione del Senato di non calendarizzare più il voto in Aula dopo Pasqua, Maroni afferma: «Tremonti ed io abbiamo più volte sollecitato la discussione in Senato il 19 aprile, ma è stato impossibile perché ci sono provvedimenti più urgenti». Sull’ipotesi di stralcio del super-bonus, Maroni ribadisce che «è una notizia priva di fondamento». I tecnici del Tesoro, in realtà, avrebbero abbozzato un’opzione che prevederebbe l’inserimento dei super-incentivi in un decreto legge con l’obiettivo di farli decollare subito. Ma Maroni ha ripetuto di aver parlato con Tremonti e di aver ricevuto una smentita. Intanto il presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza (Civ) dell’Inps, Franco Lotito, sostiene che occorrerebbe accantonare l’attuale delega per aprire un nuovo confronto con le parti sociali in vista della verifica sull’andamento della spesa pensionistica già prevista per il 2005 dalla legge Dini.
    Dalla Covip, invece, si evidenzia che con un rapida approvazione della riforma gli iscritti ai fondi pensione di nuova istituzione potrebbero raddoppiare entro la fine dell’anno.