Delega lavoro, presto i decreti alle parti sociali

13/02/2003




Giovedí 13 Febbraio 2003
ITALIA-LAVORO


Delega lavoro, presto i decreti alle parti sociali


ROMA – Parte la fase due della riforma del mercato del lavoro. Fatta la legge ora comincia il confronto sui decreti attuativi sollecitato peraltro da Cisl e Uil che chiedono correttivi alle norme già approvate. Ad annunciarlo è stato ieri il ministro del Welfare, Roberto Maroni. Due sono già in rampa di lancio: si tratta delle norme sul collocamento privato e sulle nuove tipologie contrattuali. «I decreti attuativi sono pronti e – ha detto Maroni – appena saranno definiti nei dettagli, si avvierà il confronto con le parti sociali. Non c’è ancora però un calendario di incontri». Qualche ritocco ci sarà, almeno a giudicare dalle parole dei sindacati. «Con l’ultima delega del Governo, che contiamo di poter correggere attraverso i decreti legislativi, il nostro Paese ha tutte le flessibilità necessarie», ha detto ieri il leader della Cisl, Savino Pezzotta che, a questo punto, si aspetta dal Governo una risposta su altri fronti. «Non si risolvono i problemi dell’industria solo con la flessibilità. Serve soprattutto – ha sottolineato il segretario generale Cisl – una politica industriale e di innovazione, e noi spendiamo poco nell’una e nell’altra. Abbiamo veramente bisogno che si torni a una governance dei fattori industriali. Da questo punto di vista l’indebolimento del ministero delle Attività produttive è stato un errore». Martedì prossimo comincia un altro round di confronti, questa volta in Parlamento. Il tema è l’orario di lavoro, materia oggetto di un decreto legislativo del Governo emanato in applicazione di una direttiva comunitaria. Il passaggio alle Camere dovrebbe consentire di risolvere i problemi sollevati da Cgil, Cisl e Uil che hanno puntato il dito contro una norma in aperta violazione del potere contrattuale. In particolare, per i sindacati il decreto invade il territorio della negoziazione imponendo, ai contratti che scadranno, l’adeguamento alla normativa nella parte relativa all’orario (materia invece di accordi e non di legge). In realtà, dal passaggio parlamentare dovrebbe arrivare un chiarimento: cioè, si specificherà che l’orario normale (diverso per ciascuna categoria) non è in discussione ma lo è tutta la parte connessa (per esempio gli straordinari) che andrà adeguata alla normativa imposta da Bruxelles. Le audizioni con i sindacati cominceranno il 18 alla commissione Lavoro del Senato ma già il relatore del decreto legislativo, Giampaolo Bettamio (Forza Italia) chiarisce che «la durata dell’orario di lavoro non è in discussione». Sempre martedì prossimo, sempre alla commissione Lavoro del Senato, partirà l’esame dell’altro pezzo della delega lavoro: il Governo presenterà l’emendamento con la modifica sperimentale dell’articolo 18 e il rafforzamento dell’indennità di disoccupazione. Intanto alla Camera continuano le audizioni alla proposta di legge sulla partecipazione dei dipendenti all’impresa. Positivo il giudizio degli artigiani e anche quello del Governo. «Il Libro Bianco – ha detto il sottosegretario al Welfare Sacconi – ha espresso un manifesto favore sul modello di partecipazione industriale del tipo collaborativo-partecipativo. Ma è bene che si sviluppi un dialogo diretto tra parti sociali».
LINA PALMERINI