Delega lavoro, 465 emendamenti

28/01/2003

        28 gennaio 2003

        Delega lavoro, 465 emendamenti
        L’opposizione dell’Ulivo. La Cgil: sciopero, e se passa la legge faremo il referendum

        Felicia Masocco
        ROMA Riprende giovedì in Senato l’esame
        della delega 848 che riforma, all’insegna
        del precariato, il mercato del
        lavoro. Dopo un iter di quattordici
        mesi segnato in Parlamento dalla opposizione
        dell’Ulivo e di Rifondazione,
        e fuori dalle Camere dall’azione di
        contrasto della Cgil, la legge si appresta
        a fare gli ultimi passi prima di cedere
        il posto ai decreti delegati che, per il
        governo, vedranno luce prima dell’estate.
        Il voto in Aula non dovrebbe
        iniziare prima della prossima settimana,
        ma già si annuncia battaglia.
        Sarà scontro in Senato con l’Ulivo
        che ripresenta una valanga di emendamenti,
        465 per l’esattezza, spesso vere
        e proprie proposte sostitutive. E sarà
        scontro con la Cgil che prepara le assemblee
        per lo sciopero generale dell’industria
        del 21 febbraio anche contro
        la precarizzazione del lavoro, anch’essa
        segno del «declino» del Paese.
        Non solo: non appena la legge verrà
        approvata la confederazione di Corso
        d’Italia comincerà a mettere a punto il
        referendum «per abrogarne le parti
        più devastanti» afferma il segretario
        confederale Giuseppe Casadio. Questo
        sulla spinta delle firme raccolte tra
        oltre 5 milioni di cittadini.
        Il governo da parte sua ha blindato
        la materia se non altro perché – grazie
        all’opposizione- nonostante l’impegno
        profuso nel nome di una «modernizzazione»
        che in realtà fa retrocedere
        di decenni le condizioni di lavoro,
        dal suo insediamento non ha portato
        a casa alcun risultato in proposito. Se
        si esclude la divisione del sindacato.
        I margini di manovra per l’opposizione
        non sono molti, come spiega il
        capogruppo Ds in commissione Lavoro
        Giovanni Battafarano «su gran parte
        della materia non si può intervenire
        in quanto la Camera ha approvato il
        testo già uscito dal Senato». Non per
        questo si terrà bassa la guardia. «Montecitorio
        ha introdotto alcune modifiche
        peggiorando ancor più una delega
        già dannosissima», continua Battafarano.
        Su questi punti la battaglia mirerà
        quanto meno alla limitazione del danno:
        si tratta della cessione di ramo
        d’azienda, delle norme sul sociolavoratore,
        sull’abolizione del divieto di
        manodopera, sul ruolo e funzione dei
        servizi ispettivi. Si lavorerà per correggere
        il tiro fermo restando il giudizio
        negativo e senza appello sull’intero
        provvedimento: «Il governo ha deciso
        di seguire le sirene neoliberistiche in
        base al patto con il gruppo dirigente
        di Confindustria – continua Battafarano
        -. La spinta alla precarizzazione del
        lavoro si manifesta in vari modi, dall’abolizione
        della legge che vieta la
        somministrazione di manodopera all’introduzione
        dello staff-leasing. Nulla
        impedisce che in futuro tutti i lavoratori
        di un’azienda siano in realtà dipendenti
        di un’agenzia interinale.
        Quanto alla intermediazione di manodopera,
        all’ultimo momento è stato
        inserito tra i soggetti che possono effettuarne
        la “somministrazione” anche i
        consulenti del lavoro , aprendo la stura
        a rivendicazioni simili da parte di
        altre categorie professionali». Il lavoro
        «riformato» contempla inoltre una
        fantasiosa lista di tipologie contrattuali:
        il lavoro a chiamata (job on call), il
        lavoro accessorio, il lavoro ripartito
        oltre alle cosiddette prestazioni svolte
        in modo occasionale o ricorrente «La
        strada è quella della massima precarizzazione»,
        per Battafarano. E dello stesso
        avviso è Giuseppe Casadio, segretario
        confederale della Cgil: «Stiamo preparando
        il materiale per le assemblee
        in vista dello sciopero – spiega – e non
        c’è dubbio che queste tematiche abbiano
        un ruolo rilevante. Perché per
        quanto l’impatto di questa normativa
        riguardi anche settori non chiamati a
        scioperare, tuttavia è proprio nei settori
        del lavoro privato dell’industria che
        produrranno effetti devastanti. Rispetto
        alla condizione del lavoro, ma anche
        rispetto alla forza negoziale del
        sindacato».