Delega, cinque varchi per un accordo

21/02/2002





Dal collocamento agli ammortizzatori sociali molti temi considerati interessanti anche dai sindacati
Delega, cinque varchi per un accordo
ROMA – Non solo articolo 18. La delega-lavoro, varata dal Governo il 15 novembre, prospetta una risistemazione complessiva del mercato, cambiando la combinazione di tutti i meccanismi centrali che hanno governato fino a oggi il nostro sistema di regole. In ballo non c’� solo una flessibilit� pi� spinta, anche se con rinvii alla contrattazione collettiva, ma un riordino degli ammortizzatori sociali collegati alla formazione e tutto l’impianto degli incentivi legati all’occupazione. Con una novit� non di poco conto: l’ingresso di agenzie private molto forti che potranno gestire pezzi importanti del mercato del lavoro. Finora le uniche che hanno avuto possibilit� di business sono state le societ� di interinale vincolate per� dall’obbligo dell’oggetto sociale esclusivo. La delega apre un varco importante rimuovendo quest’obbligo e dandogli la possibilit� di collocare a tutto campo i lavoratori sia per contratti a tempo, sia per le assunzioni a tempo indeterminato, gestendo anche la formazione. I servizi pubblici di collocamento rischiano cos� di essere spiazzati da una competizione reale. Su alcuni capitoli il Governo aveva gi� incassato il placet delle parti. Altri, invece, sono rimasti incandescenti, come quello sulle modifiche ai licenziamenti o sull’arbitrato. Su altri ancora il fronte sindacale si � spaccato. Collocamento. Il riordino e la semplificazione dei servizi pubblici d’impiego � stato stralciato e rinviato al tavolo di trattativa tra Welfare e parti sociali. Sembra vicino il traguardo di un accordo: ieri c’� stato un nuovo incontro al tavolo negoziale in cui le parti si sono ritrovate sul testo, corretto, del Governo. Le nuove misure prevedono una pi� chiara definizione dello stato di disoccupazione, tempi pi� rapidi per i colloqui di orientamento e di formazione, la comunicazione unica delle assunzioni da parte delle imprese. Staff leasing e trasferimento di ramo d’azienda. � questo forse il cambiamento pi� netto che il Governo imprime al mercato. Si apre la porta, infatti, a uno strumento di flessibilit� gi� in vigore in altri Paesi (tra cui l’Olanda e la Gran Bretagna, oltre che gli Stati Uniti). In pratica si consente alle imprese di "affittare" il personale, non solo a tempo ma anche stabilmente, da agenzie specializzate nella �somministrazione di manodopera�. La novit� � che l’impresa non ha pi� rapporti diretti con i dipendenti che invece fanno capo alle agenzie in questione. In questo caso, sia la Cisl che la Uil si sono dette disponibili a discutere ma solo se nella legge si prevede un espresso rinvio alla contrattazione di categoria. Nella delega per� si parla di ricorso allo staff leasing per ragioni tecnico-produttivo individuate dalla legge o dai contratti collettivi. Una formulazione che non piace la Cgil, per la quale � indispensabile il passaggio alla contrattazione. � un principio irrinunciabile per la confederazione di Cofferati che infatti non firm� l’avviso comune sui contratti a termine proprio per il mancato rinvio agli accordi di categoria nella definizione delle causali. Pi� semplici saranno poi i trasferimenti di ramo d’azienda oggi vincolati al requisito dell’autonomia funzionale che invece viene cancellato dalla delega. Incentivi all’occupazione e ammortizzatori. Qui i sindacati hanno tutto l’interesse che il Governo vada avanti. L’esigenza di una razionalizzazione degli incentivi all’occupazione e degli ammortizzatori sociali � avvertita da tutti. E soprattutto dalla Cisl che, in fase di stesura della delega, impose che l’erogazione dei sussidi sociali fossero agganciati a percorsi formativi. Il problema, per�, c’�. E non facilmente aggirabile: le risorse. Per fare una riforma degli ammortizzatori che abbia un impatto occorrono fondi che invece la delega non prevede richiamando un meccanismo su base assicurativo delle imprese e comunque a �zero� costi per lo Stato. Apprendistato e part-time. Anche qui, la ridefinizione degli incentivi all’occupazione, inclusi quelli a contenuto formativo (contratto di formazione-lavoro, apprendistato, stage), trovano la disponibilit� delle parti sociali. Su un punto, il part-time, si � dovuto battagliare. Il documento iniziale del Welfare era in qualche modo pi� ambizioso, prevedeva infatti una liberalizzazione delle regole attraverso un accordo "singolo" tra lavoratore e impresa. Nuovi contratti e incentivi diretti al lavoratore. Contratto a progetto, a chiamata, accessorio. Sono queste le nuove tipologie contrattuali promosse dalla delega-lavoro. E su questo punto le distanze sindacali sono davvero forti. Per la Cgil il contratto a progetto non � altro che il �contratto individuale�, quindi va assolutamente respinto, mentre per la Cisl � la strada per dare prime tutele ai collaboratori coordinati e continuativi. Anche sul contratto a chiamata le posizioni divergono ma nel testo c’� un espresso rinvio alla contrattazione che potrebbe renderlo meno indigesto per i sindacati. L’altra novit� � la sperimentazione di forme di incentivazione economica date direttamente al lavoratore: nella delega sono previste in almeno tre casi, formazione, part-time e stage.
Lina Palmerini

Gioved� 21 Febbraio 2002