«Deficit sotto il 3% con tagli di spese»

22/04/2004


GIOVEDÌ 22 APRILE 2004

 
 
Pagina 31 – Economia
 
 
L´Outlook del Fondo monetario sollecita misure correttive, allarme per il disavanzo strutturale. "Asia e Usa spingono la crescita"
"Deficit sotto il 3% con tagli di spese"
Monito Fmi all´Italia. È finita la recessione ma l´Europa arranca

DAL NOSTRO INVIATO
ELENA POLIDORI


    WASHINGTON – Se l´Italia vuole raggiungere quest´anno un deficit-Pil al 2,9%, cioè sotto il limite europeo, servono ulteriori aggiustamenti, deve ricorrere al decreto taglia spese. Il Fondo Monetario Internazionale ne è convinto. E il ministro dell´Economia – par di capire – lo ha già detto a questi esperti, gli unici a prevedere il rispetto del target, contrariamente alla Commissione Ue e all´Ocse. «Noi crediamo a ciò che i paesi ci dicono, a ciò che promettono», dichiara Raghuram Rajan, il capo economista dell´Fmi. E il suo vice, David Robinson, specifica che le previsioni tengono appunto conto «di un ulteriore, piccolo aggiustamento quest´anno». «La legge lo prevede», precisa, facendo così capire che potrebbe trattarsi proprio del decreto taglia-spese. Senza interventi, secondo il capo del desk Italia, Carlo Cottarelli, il deficit potrebbe raggiungere «il livello previsto dalla Ue», ovvero il 3,2%, quello in base al quale Bruxelles sta preparando l´early warning. Il Fondo si aspetta anche una riduzione delle misure una tantum: i vari condoni vanno sostituiti. E poiché l´anno prossimo queste misure, che contribuiscono per l´1-1,5% del Pil, verranno meno, Robinson dichiara che «altri sostanziali aggiustamenti fiscali saranno necessari». Per la cronaca: il deficit-Pil 2005 è stimato a quota 2,8%.
    Il caso Italia è solo un capitolo del ben più vasto «World economic outlook», il librone che fotografa lo stato di salute dell´economia mondiale, finalmente in ripresa (più 4,6% quest´anno), finalmente fuori «dall´inverno». E tutto questo grazie alla performance degli Usa e dell´Asia, anche se pesano i «rischi geopolitici» legati al terrorismo e le incognite sul prezzo del petrolio. In questo quadro l´Europa ancora arranca – «è in un clima invernale», secondo la metafora metereologica di Rajan – con un Pil a quota 1,7%: per questo l´Fmi sostiene che c´è spazio per un ribasso dei tassi da parte della Bce mentre la Federal Reserve americana deve aumentarli, preparando i mercati all´evento. L´Italia sta peggio degli altri con il suo striminzito più 1,2%, rivisto peraltro al ribasso e migliore solo dell´Olanda (1%) e del Portogallo (0,8). Anzi, tra i grandi paesi, vede pure aumentare il suo deficit strutturale, al netto cioè del ciclo economico: più 2% quest´anno, più 1,8 l´anno venturo. Robinson non a caso lo fa notare, durante la conferenza stampa in cui dice tra l´altro che il Patto di stabilità va rispettato; che l´inflazione non è un problema per nessuno, anche se quella italiana al 2,1% resta più alta degli altri partner; che il prezzo del petrolio rimarrà intorno ai 30 dollari al barile nel 2004.
    Dati, previsioni. Ma le ricette per rilanciare al meglio l´economia verranno stabilite nel week-end dai ministri e dai governatori, riuniti per un vertice a Sette. In quell´occasione si conosceranno meglio anche le sorti delle nomine al vertice dell´Fmi. L´Europa ha ormai ufficialmente indicato lo spagnolo, Rodrigo Rato, per la poltrona di managing director, ma l´Italia non sembra rassegnata a presentare la sua «candidatura eccezionale». Esiste ancora questo nome? «E´ una questione che debbo discutere con i membri del governo», risponde il premier Silvio Berlusconi. Ma è qualcosa di ancora attuale? «Se lo fosse – osserva il ministro Rocco Buttiglione – il modo migliore di agire sarebbe non parlarne». Toccherà comunque al ministro dell´Economia, Giulio Tremonti, indicato peraltro come uno dei possibili candidati insieme al commissario Ue, Mario Monti, perorare eventualmente la causa: è atteso a Washington per domani, insieme al governatore Antonio Fazi
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