Deficit-Pil: il 2002 fa rotta verso il 2,4%

10/01/2003





            Venerdí 10 Gennaio 2003
            I CONTI E L’ECONOMIA



            Deficit-Pil: il 2002 fa rotta verso il 2,4%

            Italia – Il dato dei primi nove mesi segna un indebitamento di 40,9 miliardi, ma con le correzioni di fine anno scenderà a 30 miliardi


            ROMA – «Vogliamo affrontare il tema delle pensioni, dobbiamo allungare il tempo dell’età pensionabile incentivando chi lo desidera a restare in attività». Piero Fassino si dice pronto a discutere di previdenza. E commentando la richiesta di un confronto avanzata nei giorni scorsi da Silvio Berlusconi sulla riforma delle pensioni, ribadita dal portavoce di Forza italia, Sandro Bondi, afferma: «Ci opponiamo o votiamo sì non in base a un pregiudizio o per legittimare Berlusconi, ma a seconda se una una legge è utile o dannosa al Paese. Se è utile la si approva, se è dannosa la si combatte, dov’è lo scandalo?». Dichiarazioni che suonano come un’apertura. Ed immediata è la reazione di Pdci e Verdi e di Cgil e Uil. Il sindacato di Corso Italia ammonisce: «Fassino non tratti con il Governo Berlusconi sulle pensioni, sarebbe un tragico errore». Dura anche la reazione della Uil con il segretario aggiunto Adriano Musi che definisce «sorprendenti e superficiali» le affermazioni del leader dei Ds. Dal Verde Alfonso Pecoraro Scanio arriva una sorta di stop politico: «È impensabile un confronto sulle riforme, e men che meno sulle pensioni, con un Governo che continua a mantenere ministri come Bossi e Tremonti». Marco Rizzo (Pdci) giudica «inutile e pericoloso» parlare di riforma delle pensioni. E il presidente del gruppo di Fi al Senato, Renato Schifani, afferma: è in atto «guerra senza quartiere nella sinistra». Intanto il viceministro dell’Economia, Mario Baldassarri, conferma che il super-bonus al quale sta lavorando il Governo per incentivare la permanenza al lavoro potrebbe arrivare fino al 33% della retribuzione. E dall’ultima Trimestrale di cassa emerge che nei primo nove mesi del 2002 la spesa pensionistica dell’Inps è lievitata del 6,6%, anche per effetto degli aumenti delle pensioni minime. Nello stesso periodo i trasferimenti agli enti previdenziali sono cresciuti dell’8 per cento. Fassino: sì agli incentivi. La partita tra maggioranza e opposizione sulle riforme risucchia anche la previdenza. Bondi afferma che la Cdl deve rilanciare il dialogo, tentando di procedere insieme all’opposizione sulle pensioni. Anche Fassino, in un’intervista all’Espresso, sostiene che il tema delle pensioni deve essere affrontato. Ma l’affermazione del segretario Ds secondo cui occorre allungare il tempo dell’età pensionabile scatena la polemica nel Centro-sinistra e con i sindacati. Gian Paolo Patta (Cgil), si dice sorpreso per il tentativo di Fassino di scavalcare i sindacati e critica la proposta di introdurre «elementi peggiorativi» sulle pensioni. Anche il responsabile economico di Corso Italia, Beniamino Lapadula, critica il leader Ds. Che, in serata, con una nota precisa di non aver assolutamente proposto un «allungamento obbligatorio per tutti dell’età pensionabile», ma ribadisce di essere «favorevole a incentivare il proseguimento dell’attività oltre il limite attuale dell’età pensionabile su base volontaria». Secondo Fassino, sarebbe anche necessario rafforzare il sostegno alla previdenza complementare senza smantellare quella pubblica. Il bonus del 33%. Il viceministro Baldassarri conferma che il Governo sta pensando a un super-bonus che potrebbe arrivare fino al 33% (la quota dei contributi sociali) della retribuzione. E precisa: «Lo spazio da trasformare in maggior reddito o minor costo per l’impresa, o entrambi, è il cuneo contributivo del 33%». Secondo il viceministro, in questo modo «un lavoratore medio con retribuzione di 2,5 milioni di vecchie lire, che avrebbe a legislazione vigente una pensione di 1,5 milioni di lire, potrebbe ottenere uno stipendio di 3-3,3 milioni di lire restando al lavoro». Baldassarri poi boccia il ricorso a disincentivi: «Fanno arrabbiare i pensionati e non risolvono il problema della spesa pubblica». Un «sì» al super-bonus, «ma a condizione che sia davvero conveniente» arriva dal leader della Uil, Luigi Angeletti, che resta contrario ad altri interventi. Per il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta, l’ipotesi del bonus va approfondita. La spesa corre. Dalla Trimestrale emerge che nei primi nove mesi del 2002 i trasferimenti agli enti previdenziali hanno raggiunto i 39.042.000 € con una lievitazione dell’8% rispetto allo setto periodo del 2001. Le prestazioni sono cresciute del 5,6% e i contributi del 3 per cento. Quanto alla spesa sostenuta dall’Inps, è salita del 6,6% mentre quella dell’Inpdap è lievitata del 5,6 per cento.
            MARCO ROGARI