«Deficit italiano oltre il tetto»

18/11/2005
    venerdì 18 novembre 2005

      Pagina 8 – Economia

        Le previsioni di Bruxelles: disavanzo al 4,2%, cinque miliardi in più del previsto. Allarme competitività

          «Deficit italiano oltre il tetto
          e perdete ancora competitività»

            Ue: conti 2005 a posto ma la Finanziaria 2006 non basta

            dal nostro corrispondente
            Franco Papitto

              BRUXELLES – Deficit pubblico 2006 oltre il tetto previsto nonostante la Finanziaria e grave perdita di competitività. Questa la foto dell´economia italiana tracciata dalle annuali «previsioni economiche d´autunno» pubblicate ieri dalla Commissione europea. Il debito pubblico ricomincia a salire, nota il documento, per la prima volta nell´ultimo decennio. Quest´anno raggiungerà il 108,6% del prodotto interno lordo, aumentando di ben 2,1 punti rispetto al 106,5 del 2004, per assestarsi poi al 108,3 l´anno prossimo. Sul fronte della competitività, l´Italia nel 2005 «perderà grandi quote di mercato, nonostante il previsto recupero delle esportazioni nella seconda metà dell´anno». Dal 1999, spiega il rapporto congiunturale dell´Ue, «il costo unitario del settore manifatturiero è aumentato in Italia di quasi il 20% in più rispetto agli altri paesi» della zona euro mentre «sulla posizione competitiva del paese gravano costi non salariali elevati».

              La Commissione riconosce che i nostri conti pubblici 2005 sono a posto e crede in una crescita nel 2006 dell´1,5%, destinata a rallentare nel 2007. Subito dopo, però, aggiunge che l´anno prossimo il rapporto deficit-Pil sarà in Italia del 4,2%, cioè quattro decimi di punto al di sopra del 3,8 (circa 5 miliardi di euro) che il governo di Roma si era impegnato a realizzare nel programma di stabilità concordato con l´Ue. Nel 2007 il deficit salirà al 4,6%, mentre il governo prevede di contenerlo nel 2,8. Il commissario Ue Joaquin Almunia, che ha illustrato le cifre in una conferenza stampa, ha precisato che le previsioni economiche Ue «non preannunciano il giudizio di Bruxelles sulla politica economica italiana».
              Almunia ha annunciato che avrà un «importante colloquio» con Tremonti in dicembre. «Il ministro italiano, ha detto il commissario, vuole spiegarmi nel dettaglio l´impatto complessivo delle misure di bilancio per il 2006. Ascolterò e avrò quindi una migliore base per formulare un giudizio sull´Italia a gennaio dell´anno prossimo».

              Gli esperti europei scrivono intanto nel loro rapporto che «i tagli programmati alla spesa sanitaria e alla spesa corrente del governo centrale e di quelli locali si prevede saranno inferiori agli ambiziosi obiettivi ufficiali». Ricordano poi che «i tetti alla spesa sanitaria non sono stati rispettati in passato» e concludono prudentemente che «le nuove procedure messe in atto per controllarla dovranno dimostrare la loro efficacia». Analogamente, «i tagli programmati ai consumi intermedi dei governi centrale e locali implicherebbero diminuzioni in termini nominali che non sembrano conseguibili». Altri «elementi d´incertezza»: potrebbero essere «difficili da conseguire» alcuni risparmi annunciati sulla spesa corrente; il taglio dei trasferimenti a società dello Stato «potrebbe essere difficile da sostenere». Suggerimento finale: far slittare i 3 miliardi previsti per la cosiddetta Agenda di Lisbona (investimenti in ricerca e formazione) e destinare le dismissioni previste per la copertura a ridurre il deficit.

                Con l´Italia, sono cinque i paesi della zona Euro che nel triennio 2005-2007 avranno un rapporto deficit-Pil superiore al tetto del 3% previsto da Maastricht. Gli altri «reprobi» sono la Germania, la Francia, la Grecia e il Portogallo.