«Deficit italiano oltre il 3%»

11/06/2004


      VENERDÌ 11 GIUGNO 2004

       
       
      Pagina 42 – Economia
       
       
      La Banca centrale europea parla di rafforzamento della ripresa economica Ue. "Ma pesa l´incognita del petrolio" «Deficit italiano oltre il 3%»
      Bce: sei paesi fuori linea. Tremonti: non sforeremo

      Nel primo trimestre Pil in crescita dello 0,4%, ma andiamo peggio degli altri
      Preoccupazione per l´inflazione: potrebbe salire oltre il 2 per cento


      DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
      ANDREA TARQUINI


      BERLINO – L´Italia e altri cinque paesi violano il tetto posto dal Patto di stabilità al deficit corrente. La situazione dei conti pubblici si sta generalmente deteriorando nell´eurozona. E´ l´allarme della Bce che arriva nel giorno in cui l´Istat diffonde i dati sul Pil italiano nel primo trimestre, spinto dalla ripresa dei consumi delle famiglie e degli investimenti: più 0,4% in termini congiunturali, più 0,8 il tendenziale. Il ministro dell´Economia, Giulio Tremonti, ha detto che «non c´è ragione per temere uno sforamento e che comunque l´80% dell´economia europea è sopra i parametri di Maastricht». Poi ha commentato i dati del Pil definendoli «buoni». Ma i sindacati sono critici: il tasso di crescita del Pil, secondo la Cgil, è «il più basso d´Europa». Lo 0,4 congiunturale dell´Italia, che giunge dopo la stasi degli ultimi tre mesi del 2003, è uguale a quello tedesco ma inferiore allo 0,8 della Francia e allo 0,6 della Gran Bretagna; lo 0,8 tendenziale è superiore allo 0,7 della Germania, ma inferiore all´1,7 francese e al 3% inglese.
      La Bce, naturalmente, non entra nei dettagli nazionali. Nella sua analisi, mentre sostiene che la ripresa economica si è rafforzata, si dice preoccupata per il caro petrolio, rischioso per la congiuntura e per l´inflazione. Il rapporto mensile, che esce a pochi giorni dalle elezioni per il nuovo Europarlamento è un documento carico di allarme, che di fatto sembra escludere prossimi tagli del costo del denaro: contro i rincari, anzi, la Bce promette attenta vigilanza, e cioè sembra lasciarsi aperta ogni opzione, anche ipoteticamente un rialzo dei tassi. Rialzo intanto già deciso dalla Bank of England, che ieri ha aumentato di un quarto di punto il suo saggio centrale, per la quarta volta in nove mesi, portandolo al 4,5 per cento, due volte e mezzo in più del 2 per cento di Eurolandia.
      Le prognosi fornite dal bollettino Bce sono molto diverse dall´ottimismo prevalente negli aggiornamenti dei programmi di stabilità nazionali, forniti dai singoli governi. Ben sei paesi, cioè Italia, Francia, Germania, Grecia, Olanda e Portogallo non saranno in grado quest´anno di rispettare il limite del deficit corrente posto dal Patto al 3 per cento del prodotto interno lordo. In generale, «restano molto deludenti» le prospettive dei conti pubblici. Molti paesi presentano tuttora squilibri eccessivi, e l´impegno del governo italiano e degli altri esecutivi per il risanamento è assolutamente insufficiente. La principale sfida per i conti pubblici resta «la prevenzione e correzione dei significativi squilibri di bilancio».
      Molti paesi, continua il documento accusando in sostanza l´Italia e gli altri cinque, non hanno specificato in dettaglio gli interventi con cui intendono tenere d´occhio la spesa pubblica e sostituire le precedenti una tantum. C´è il rischio che «gli sforzi di risanamento che verranno attuati saranno inferiore a quelli inizialmente programmati». Quanto alla ripresa economica, il rapporto nota che «negli ultimi mesi si è rafforzata» e prevede che «si intensifichi nei prossimi trimestri con un rafforzamento più vigoroso nel corso del 2005». Ma il caro-petrolio potrebbe comportare rischi al ribasso, e aggravare il rischio inflazione. Già in maggio i rincari medi in Eurolandia si sono attestati sul 2,5 per cento. E non si prevede che tornino prima dell´anno prossimo entro la soglia del 2 per cento. Riforme strutturali del welfare, della struttura della spesa pubblica e del mercato del lavoro restano «urgenti».