Decreto per il turismo: indietro tutta

17/06/2003

ItaliaOggi (Turismo)
Numero
142, pag. 14 del 17/6/2003
di Fabio Donfrancesco


Il ministro Antonio Marzano anticipa a ItaliaOggi le intenzioni del governo e replica alle regioni.

Decreto per il turismo: indietro tutta

Allo studio stralcio per gli aiuti in favore delle imprese del settore

Le speranze degli imprenditori turistici di vedere in breve tempo approvato il decreto legge per il rilancio del settore s’infrangono sugli scogli dell’isola di Pantelleria. Il ministro delle attività produttive, Antonio Marzano, è stato chiaro con ItaliaOggi: ´Il governo sta ancora riflettendo e non sono in grado, per il momento, di indicare una data precisa entro cui il decreto già annunciato dal premier Silvio Berlusconi sarà portato all’attenzione del consiglio per l’approvazione’. E quanto ha aggiunto il ministro Marzano, a margine della cerimonia d’inaugurazione dell’hotel village Suvaki (esclusiva struttura quattro stelle a Pantelleria, gestita da Best hotels group e commercializzata in esclusiva dal tour operator Orizzonti), non induce certo all’ottimismo. ´Stiamo valutando la possibilità di stralciare il provvedimento sul turismo dal pacchetto di interventi allo studio per incentivare la ripresa dei consumi’, ha proseguito Marzano.

Decreto legge per il turismo

Quindi, si deve registrare un ´macchine indietro tutta’ da parte del governo, nell’adozione delle misure preannunciate, volte a favorire per esempio gli arrivi di turisti dall’estero e la possibilità di viaggiare gratuitamente su alcune tratte nazionali di particolare interesse turistico. Marzano ha spiegato che ´è in attesa della risposta del ministro dell’economia Giulio Tremonti, alla sua richiesta di equiparare l’aliquota Iva per le imprese turistiche a quella vigente negli altri paesi europei, attualmente molto più bassa rispetto a quella applicata in Italia’.

Non ci risulta però che il ministro Tremonti, particolarmente in questo periodo di crisi, sia così propenso ad allargare i cordoni della borsa, tagliando entrate certe per recuperarle magari tra qualche anno.

Il turismo, come ha recentemente sottolineato in un convegno Enrico Letta, ex ministro dell’industria, ´non si può considerare una pianta spontanea, che cresce da sola, ma ha bisogno di una politica strategica nazionale, in stretta collaborazione con le regioni, sostenuta dalle necessarie risorse’.

Interventi per il Mezzogiorno

L’immediata replica di Marzano prende spunto proprio da questa piccola isola vulcanica, rimasta pressoché indenne dalle colate di cemento del turismo di massa, dove ´è stato portato a termine il primo contratto di programma in Italia per le pmi, approvato dal Cipe nel 2000. Si tratta di uno dei 35 nuovi progetti previsti dal Consorzio turistico trapanese, per il recupero di antiche strutture come dammusi, bagli e case padronali di campagna del ’700 e ’800, per un investimento complessivo di 86 milioni di euro, di cui 35 milioni del ministero del tesoro, 15 della regione Sicilia e il resto con fondi europei’.

Tanto Roberto Pasca, direttore generale per gli incentivi alle imprese, quanto Gianfranco Micciché, viceministro del dicastero dell’economia, hanno rimarcato il fatto che la realizzazione del progetto è stata affidata a imprese e maestranze locali e portato a termine in soli due anni, creando nuovi posti di lavoro diretti e indiretti, anche in questo luogo a circa 160 chilometri a sud della Sicilia.

Stato-regioni

Nell’ultimo incontro, la scorsa settimana a Genova (si veda ItaliaOggi del 13 giugno), gli assessori regionali al turismo hanno sostenuto che, dopo la riforma del titolo V della Costituzione, il governo ha fatto ben poco per trasferire alle regioni la titolarità in materia di politiche turistiche, chiedendo un immediato tavolo di confronto con il ministro. Marzano ha osservato che ´occorre seguire i principi della sussidiarietà e soprattutto della ragionevolezza. Siamo arrivati a un punto di equilibrio per la distribuzione dei fondi stanziati dalla legge 135/2001 e di convergenza sulle diverse competenze con le regioni’.

Ministero del turismo/Enit

Alle richieste avanzate da parte di alcune associazioni di ripristinare il ministero del turismo, al fine di avere un unico interlocutore, Marzano ha replicato che ´non c’è motivo per ricreare il dicastero abrogato dal referendum. Sono l’unico responsabile e referente a livello nazionale e delego di volta in volta i miei sottosegretari. Inoltre ho dato disposizione al presidende dell’Enit, Amedeo Ottaviani’, ha ricordato Marzano, ´di prendere posizione a favore di un maggiore partecipazione delle regioni, tanto all’interno del consiglio di amministrazione dell’ente di promozione turistica, quanto nelle singole decisioni operative. Constato comunque che le regioni non hanno ancora nominato i loro rappresentanti in seno al consiglio dell’Enit’.

Su questo punto gli assessori regionali al turismo, a Genova, sono stati però categorici: ´Prima di entrare a far parte del consiglio dell’Enit’, ha chiarito Susanna Cenni, assessore al turismo della Toscana, ´vogliamo ridiscutere con il ministro tutto l’assetto dell’ente; tra l’altro, l’ultima modifica è stata approvata con il parere negativo della maggioranza delle regioni, malgrado quest’ultime abbiano competenza esclusiva sulla materia’.