Decolla la 488 per il commercio

30/06/2004







sezione: ECONOMIA ITALIANA
data: 2004-06-30 – pag: 14
autore: MICHELE MENICHELLA
Per la prima volta estese le agevolazioni anche ai pubblici esercizi; al via i finanziamenti per 88,2 milioni
Decolla la 488 per il commercio
Gli aiuti saranno concentrati al Sud – Le domande entro il 15 novembre – Al turismo andranno 441 milioni
ROMA • In arrivo finanziamenti per 530 milioni di euro circa a favore di turismo (441,1) e commercio (88,2). A prevederlo è la legge 488/92 che per la prima volta estende le agevolazioni ai pubblici esercizi e al commercio per interventi di ammodernamento, ampliamento, ristrutturazione e nuove attività imprenditoriali.
E così come previsto dal decreto del ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, il termine per la presentazione delle domande è fissato al 15 novembre prossimo. Per ammodernamenti, ristrutturazioni e riqualificazione del settore turistico la Federalberghi stima investimenti per più di due miliardi di euro e un utilizzo di 5mila unità lavorative.

Per il commercio, invece, la Fipe (Federazione pubblici esercizi) prevede investimenti per 120 milioni e un incremento occupazionale di 3.500 unità per attivare almeno 500 iniziative. Soddisfatto Sergio Billé, presidente di Fipe e Confcommercio, che da anni puntava a estendere ai pubblici esercizi e al commercio i benefici della 488. L’esiguità delle risorse assegnate ha frenato un po’ l’entusiasmo anche se è ferma la convinzione che «si tratta di un primo passo importante, voluto dalla Fipe, per favorire la modernizzazione del settore». Finanziamenti in vista, dunque, per bar e ristoranti. Ma anche per pub, gelaterie, pasticcerie, locali serali, trattorie e pizzerie.
E degli 88,2 milioni di euro 74,987 sono riservati al Sud e 13,231 al Nord. A usufruire di maggiori risorse sono Campania (127,937 milioni), Sicilia (17,997) e Puglia (12,298) mentre somme più esigue andranno al Friuli-Venezia Giulia (406mila euro), alla provincia di Bolzano (144mila), alla Valle d’Aosta (83mila) e alla provincia di Trento (71mila euro). Nel ricordare che gli investimenti del commercio non devono essere inferiori a 150mila euro, il direttore della Fipe, Edi Sommariva, ha auspicato che il tetto per ora fissato «venga abbassato sin dal prossimo bando poiché è ritenuto troppo elevato». La speranza è però tutta riposta nell’utilizzo ottimale delle risorse che verranno assegnate con precisi obiettivi. I programmi, infatti, ha riferito Sommariva, verranno ritenuti ammissibili se le imprese saranno in possesso del bollino blu del ministero della Salute relativo ai requisiti igienici, se saranno in grado di garantire la consulenza tecnicocommerciale ai clienti, e se dimostreranno di essere custodi delle tradizioni gastronomiche regionali, come già avviene per una cinquantina di ristoranti romani e come avverrà a breve scadenza per altri dieci locali di Parma. I contributi verranno riservati a chi deciderà di sviluppare le catene commerciali anche in forma di franchising; una scelta opportuna — ha detto Sommariva — poiché servirà di stimolo alla diffusione nel meridione delle catene commerciali che, pur se gradite dal mercato, sono ai minimi livelli europei. Ma sarà anche l’occasione, ha detto Sommariva, per diffondere nuove formule commerciali abbinate, come il caffè-libreria, il bar-Internet, il bar-moda o altri servizi moderni annessi al pubblico esercizio. E, intanto, sono già scattati presso le sedi provinciali della Fipe i meccanismi di consulenza e assistenza tecnica per snellire le procedure burocratiche degli operatori interessati alle nuove iniziative.