Decolla il part-time nella grande distribuzione

21/01/2000

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Venerdì 21 Gennaio 2000
italia – lavoro
Nella grande distribuzione raggiunge il 36,5% e nelle società di servizi il 42% Commercio, decolla il part-time

MILANOLa flessibilità è in crescita nel settore commerciale e il nuovo contratto di lavoro, che esplicitamente prevede l’impiego diffuso di nuovi strumenti, le darà un rinnovato slancio. Secondo i risultati di una indagine realizzata da Cfmt (Confcommercio e Fendac) e Athena l’utilizzo del part-time, ad esempio, è risultato in netto sviluppo negli ultimi anni tant’è che ha raggiunto, nelle imprese di grande distribuzione, una quota del 36,5% e del 42% circa nelle società di servizi.

È prevedibile che questa tendenza prosegua sull’onda del nuovo contratto di lavoro. In base ai risultati dell’indagine almeno il 50% delle imprese di grande distribuzione ha dichiarato una ampia volontà di sviluppare ulteriormente il tempo parziale. Tale quota sale al 67% circa nelle società commerciali in genere (tra cui numerose realtà di dimensioni minori). Elevato il grado di apertura anche nelle società commerciali di beni industriali, in passato meno disponibili verso il part-time.

La strada della flessibilità è comunque complessa e molti nodi vanno sciolti. L’indagine Cfmt-Athena sottolinea che l’apprendistato trova scarso interesse tra le imprese a causa delle rigidità burocratiche e dei vincoli contrattuali. Sotto i riflettori, inoltre, il mancato utilizzo (91,8% dei casi) dei meccanismi di flessibilità dell’orario su base plurisettimanale previsti dal contratto ’95/98 anche in questo caso a causa di eccessive rigidità, sperimentate soprattutto dalle piccole e medie imprese.

Un salto di qualità, sul fronte del costo del lavoro, è stato determinato dall’introduzione a livello collettivo del premio di produzione. Il salario variabile è una realtà nel 51,1% delle imprese, con un picco del 62,5% nella grande distribuzione (61,9% tra le realtà con più di 500 dipendenti). L’analisi sottolinea comunque che al momento la quantità di retribuzione interessata alla variabilità è rimasta ancora contenuta al di sotto del 3% del monte salari.

Gli strumenti meritocratici di iniziativa aziendale continuano ad ampliarsi. L’impiego è molto diffuso almeno per quanto riguarda le figure dei dirigenti e dei quadri, mentre — come sottolinea l’indagine — si sta estendendo anche ai livelli contrattuali più bassi. Ed è una tendenza destinata a proseguire visto l’orientamento delle aziende.

Infine è stato valutata la diffusione dei processi di terziarizzazione, osteggiati peraltro dai sindacati — sottolinea l’Indagine Cfmt-Athena — ed ora oggetto di una riconsiderazione da parte dei rappresentanti dei lavoratori. La diffusione è in netto sviluppo a fronte del ricorso a migliori pratiche di informazione preventiva ai lavoratori e di negoziazione sulle ricadute occupazionali.

In definitiva — si sottolinea nel rapporto — anche nel terziario qualcosa si sta muovendo sul versante della flessibilità del costo del lavoro, sull’onda del effetto di traino effettuato dalle aziende della grande distribuzione e da quelle che operano nel settore dei servizi a imprese e persone. Il contratto di lavoro sarà il banco di prova sul fronte del superamento delle rigidità del costo del lavoro nel settore commerciale.

Vincenzo Chierchia