Decentramento, traguardo della nuova contrattazione

13/02/2004

ItaliaOggi (Primo Piano)
Numero
037, pag. 3 del 13/2/2004
di Azzurra Pacces


È quanto emerso a un convegno dell’associazione Amici di Marco Biagi.

Decentramento, traguardo della nuova contrattazione

A 20 anni dall’accordo di san Valentino, che ha bloccato la scala mobile, il prossimo traguardo della contrattazione collettiva, per far recuperare potere di acquisto ai lavoratori si chiama decentramento. È una tappa obbligata che comincia a essere riconosciuta sia dai responsabili economici delle forze politiche del centro-destra che da quelli del centro-sinistra, ma anche dai sindacati confederali, come la Uil. Di questo tema si è discusso ieri a Roma nel corso di un convegno, che si é tenuto presso la sede di Unioncamere, dal titolo ´Le dinamiche retributive e le politiche contrattuale a 20 anni dall’accordo di san Valentino’, organizzato dall’associazione ´Amici di Marco Biagi’.

´Dobbiamo riconoscere una più efficiente redistribuzione della ricchezza attraverso i redditi’, ha detto il sottosegretario al welfare, Maurizio Sacconi, ´trovando il modo di far partecipare i lavoratori agli aumenti di produttività che vengono generati dal loro lavoro. Per questo penso che la contrattazione debba essere più decentrata e deve riflettere i diversi incrementi di produttività sul territorio’. Dello stesso parere, l’economista Renato Brunetta, europarlamentare ed esponente di Forza Italia, secondo cui c’è bisogno di ´tanta contrattazione, possibilmente differenziata, di federalismo contrattuale, di un superamento del contratto nazionale del lavoro e di un rafforzamento dei contratti decentrati, trasformandoli in accordi per lo sviluppo della crescita e della produttività’. ´Il vero problema’, ha proseguito Brunetta, ´è il superamento degli accordi di luglio ’93, cioè del sistema attuale che, come una cappa, blocca le dinamiche salariali e produttive’.

Anche per Tiziano Treu, ex ministro del lavoro e responsabile dipartimento lavoro della Margherita, la contrattazione va rivista. ´È da tempo che il sistema contrattuale va ridefinito’, ha osservato Treu: ´Si va verso il federalismo e quindi anche i contratti devono essere più attenti e aperti alle esigenze locali e aziendali’. I contratti nazionali, secondo il senatore della Margherita, sono ´importanti ma si deve trattare di contratti che stabiliscono i minimi, di garanzia, poi si deve dare spazio alle realtà diverse, alle differenti produttività’. Ma per fare questo occorre che ci sia ´fiducia tra le parti’. ´Siamo in una situazione in cui il sistema contrattuale si sta sfasciando perché non si rinnovano più i contratti o si rinnovano con ritardi di due anni. Il minimo che si possa fare è ´recuperare credibilità’, ha sostenuto Treu, ´e rispettare le regole, altrimenti c’è il rischio che esploda una questione salariale’.

Segnali di apertura sul tema anche da parte dei sindacati. Il segretario generale della Uil Fpl (Federazione poteri locali, cioè sanità ed enti locali), Carlo Fiordaliso, a Riccione per la prima conferenza nazionale di organizzazione, cui ha partecipato anche il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, ha detto che ´occorre un ripensamento sugli effetti che l’accordo del ’93 produce sulle dinamiche salariali, a partire dalla scadenza triennale dei contratti, per avviare un recupero di capacità di acquisto dei nostri salari, fortemente indebolito dal combinato disposto della moderazione salariale e dell’avvento dell’euro. Che ci sia l’esigenza di una ripresa di iniziativa strategica dell’organizzazione sulla contrattazione lo dimostra la difficoltà e il ritardo con il quale si stanno trascinando i rinnovi dei contratti scaduti il 31 dicembre 2001. Medici, dirigenza, poteri locali, dipendenti della spedalità privata e gli oltre 11 contratti del terzo settore sono ancora al palo’. (riproduzione riservata)