Debutta il lavoro a progetto

19/09/2001

Il Sole 24 ORE.com





    Il Governo pronto a introdurre una nuova forma d’impiego autonomo con una durata a scadenza

    Debutta il lavoro a progetto
    Il contratto intende assorbire le forme di collaborazione che spesso nascondono rapporti subordinati
    ROMA - Roberto Maroni si prepara ai colloqui d’autunno. Aspetta la tornata di incontri con le parti sociali sulla Finanziaria per poi lanciare, i primi di ottobre, il tavolo sulla verifica delle pensioni e quello sul mercato del lavoro che sarà accompagnato dalla presentazione di un Libro bianco che sta coordinando il sottosegretario, Maurizio Sacconi. Il documento è ormai pronto e anticipazioni ne ha offerte anche il ministro del Welfare Maroni nella sua intervista di ieri a Radio 24: federalismo, dialogo sociale, revisione contrattuali con la novità del contratto a progetto. Il lavoro a progetto "oscura" il parasubordinato. Ieri Maroni l’ha annunciato con grande enfasi definendolo come «una delle novità da introdurre per dare uno stimolo ai giovani che iniziano». In realtà, al ministero pensano di utilizzare questa formula contrattuale per "asciugare" il bacino delle collaborazioni coordinate e continuative dietro cui spesso si nascondono rapporti di lavoro subordinato. Il lavoro a progetto sarà un contratto che potrà essere acceso in virtù di una prestazione e quindi con una durata a scadenza. Non ci sarà "concorrenza" con il tempo determinato perché sarà tagliato come un lavoro autonomo, quindi con diritti e doveri diversi dal subordinato e con «incentivi e penalità legati ad anticipi o ritardi». Ma non subirà nemmeno la competizione del parasubordinato che, nelle intenzioni del ministero, verrà circoscritto solo alle consulenze. Il nuovo quadro normativo dovrebbe essere accompagnato anche da un’operazione di armonizzazione delle aliquote per evitare concorrenza tra i costi dei vari contratti. Federalismo, la novità del Libro bianco. È questo il cardine del Libro bianco. Anche perché con la riforma federale dello Stato (articolo 117) la competenza in materia di tutela e sicurezza del lavoro passa alla Regioni. Al ministero sono preoccupati: perché questo vuol anche dire possibilità di legiferare su tutti i temi del lavoro, incluso l’articolo 18. Quello che si sta allestendo con il Libro bianco è proprio un coordinamento tra Regioni e Governo per stabilire linee di indirizzo, regole e competenze per evitare la giungla normativa. Ma federalismo vorrà anche dire dialogo sociale "territoriale", e invito alle parti sociali a esprimersi su una rivisitazione degli assetti contrattuali a favore del livello territoriale. Interinale, più competitivo con il tempo determinato. Il lavoro interinale fa parte di quel pacchetto, insieme al part-time e al collocamento, che verrà discusso e sdoganato per primo. Dagli ultimi dati sul lavoro temporaneo si nota come questo contratto sia "schiacciato" dal tempo determinato soprattutto nella nuova versione varata dal Governo a luglio. Al ministero si sta pensando di attenuare la concorrenza tra queste due forme contrattuali prevedendo per l’interinale la stessa impostazione, su causali e percentuali di utilizzo, del contratto a termine. Naturalmente nel pacchetto c’è anche l’abolizione dell’oggetto esclusivo che ora impedisce alle agenzie di interinale di fare collocamento. Part-time: straordinario nel mirino. Non solo clausole elastiche, anche il lavoro supplementare entra nel mirino dei tecnici del ministero che stanno preparando la nuova versione, più flessibile, del part-time. La scrittura della proposta del Governo non è semplice ma i punti che si vogliono attaccare sono sia quello della possibilità di rendere più elastico il cambio delle fasce orarie sia rendere meno rigide le regole sul lavoro straordinario che nel part-time si chiama "lavoro supplementare". Attualmente se si supera la soglia del 10% di straordinario scattano maggiorazioni retributive del 50%: sarebbe questo uno dei fattori che tiene la media italiana (7,6%) sul tempo parziale ben al di sotto della media Ue (16,4%). Contratto di formazione, la "bomba" Ue. «Il contratto di formazione sparirà», ha detto ieri Maroni. Certo, il pressing che arriva dall’Europa è fortissimo: c’è un’infrazione accertata e c’è anche una multa a carico delle imprese italiane. La questione è di qualche tempo fa, ma al ministero sono preoccupati perché comunque il nodo è irrisolto. Al posto del contratto di formazione dovrebbe nascere un contratto di inserimento con una formazione on the job calibrata sulle esigenze dell’azienda che vuole assumere il lavoratore. La concertazione cede il passo. È un’altra delle novità che il Libro bianco inaugurerà ufficialmente: niente più "tavoloni" da 40 soggetti e adesione all’unanimità sulle proposte. La prassi che Maroni seguirà ricalcherà quella europea, cioè singole iniziative su cui il Governo darà alle parti sociali un termine, prorogabile, per esprimersi. Se le parti non raggiungeranno un’intesa sarà l’Esecutivo a decidere. Articolo 18, un articolo "ombra". Non appare ma in qualche modo ci sarà. Perché nel Libro bianco si rilancia il contratto a tempo indeterminato sollecitando, però, le parti a dare la loro opinione e proposta sugli ostacoli normativi che ne impediscono la crescita. Il Governo non propone, quindi, ma sollecita il dibattito. Lina Palmerini
    Mercoledí 19 Settembre 2001
 
 
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