Debito pubblico sfonda i 1440 miliardi di euro

11/06/2004


      VENERDÌ 11 GIUGNO 2004

       
       
      Pagina 43 – Economia
       
       
      Banca d´Italia segnala un aumento del 2,75% rispetto al marzo 2003
      Debito pubblico da record
      sfonda i 1440 miliardi di euro
      Le entrate fiscali di cassa sono cresciute del 2,1 per cento nel quadrimestre 2004

      ROBERTO PETRINI

      ROMA – Nuova doccia gelata sui conti dello Stato. Il debito pubblico a marzo ha raggiunto la cifra record di 1.440 miliardi e 787 milioni di euro segnando un aumento del 2,75 per cento rispetto a dodici mesi prima. A fine anno il debito, secondo le indicazioni del governo contenute nella Trimestrale di cassa del maggio scorso, dovrebbe attestarsi a quota 105,9 per cento del Pil (in aumento rispetto alle previsioni del programma di stabilità del novembre 2003 che prevedeva il 105 per cento) e in diminuzione rispetto al consuntivo del 2003 al 106,2 per cento. Un percorso di rientro impervio sul quale lo scorso anno hanno pesato l´utilizzo dei conti del Tesoro presso la Banca d´Italia, la dismissione di alcune partecipazioni, la trasformazione della Cassa depositi in spa e le revisioni statistiche dei conti correnti postali.
      Se il debito cresce il deficit non brilla (la Commissione parla di 3,2 e Bankitalia di 3,5): le settimane che hanno preceduto le elezioni sono state segnate da un susseguirsi di indiscrezioni e conferme che hanno indicato la volontà del governo di operare una correzione dei conti pubblici in corso d´anno, o manovra-bis. Lo stesso Berlusconi ha annunciato che saranno praticati tagli alle spese prima del 5 luglio, data dell´Ecofin per la discussione dell´«early warning» all´Italia.
      Mentre il Tesoro stenta ad ammettere ufficialmente la necessità di una manovra vera e propria e fa filtrare al massimo la possibilità di un ventaglio di interventi, alcuni esponenti del governo, come il ministro per le Politiche comunitarie Buttiglione, hanno già messo in conto un intervento di 7-8 miliardi. E´ possibile che la manovra cresca in caso di maggiori esigenze per lo sviluppo e che avvenga attraverso il congelamento delle agevolazioni alle imprese, i soliti tagli a servizi e beni e con misure per la seconda casa.
      Intanto resta sempre aperta la partita delle entrate del 2004: in primo luogo la crescita dovrebbe essere inferiore a quella stimata dal governo pari all´1,2 per cento (l´Ocse, ad esempio, che ha diffuso i dati a maggio, parla dello 0,9): le entrate fiscali di cassa, infatti, sono cresciute – secondo i dati Bankitalia di ieri – del 2,1 per cento nei primi quattro mesi del 2004. Inoltre il condono edilizio che avrebbe dovuto contribuire con 2,7 miliardi è in affanno; stesso discorso per il concordato preventivo che avrebbe dovuto dare 3,5 miliardi. Altri 5,4 miliardi si attendevano dall´operazione di lease-back degli immobili che il Tesoro ha lanciato solo in questi giorni. Le somme definitive si tireranno dopo la chiusura delle urne.