Debiti Parmatour a 418 mln

23/01/2004


      Venerdí 23 Gennaio 2004
      Debiti Parmatour a 418 mln


      PARMA – Erano i Tanzi, soprattutto Francesca, a dirigere di fatto Parmatour, azienda formalmente indipendente, ma sostanzialmente legata a mamma Parmalat. Per il Tribunale di Parma, che ieri ha emesso la sentenza sullo stato d’insolvenza del polo turistico, Parmatour è «impresa del gruppo in amministrazione straordinaria, in quanto sussiste il requisito dell’evidente soggezione a una direzione comune». C’è «un unico centro propulsore o quantomeno decisionale per tutte le attività – si sottolinea – mentre i singoli organi amministrativi, divengono almeno per le decisioni strategiche meri tramiti di valutazioni e decisioni esterne prese spesso più nell’interesse complessivo del gruppo che della singola impresa». Determinante, per capire davvero chi comandava nel settore turismo, è stata la testimonianza dell’ultimo presidente e ad di Parmatour, Angelo Cardile. Ai giudici Cardile ha ricordato che il suo predecessore, l’amministratore delegato Roberto Tedesco, si è dimesso per «profonde divergenze con la dottoressa Tanzi che, nonostante la sua apparente veste di componente del cda e dipendente, sostanzialmente si comportava come proprietaria e in effetti ne aveva la sostanziale autorità». E ha raccontato che «prima del mio arrivo era stata concordata la cessione di un ramo d’azienda alla società Bopa. L’affare non venne portato a termine a causa del divieto della dottoressa Tanzi, evidentemente portatrice delle direttive della famiglia». Le redini passano ora al commissario straordinario Enrico Bondi, poiché la sentenza completa l’iter che consente l’estensione a Parmatour della Prodi ter. I giudici chiariscono inoltre alcuni punti rimasti finora piuttosto confusi. Intanto i numeri: sotto il profilo economico e sulla base dei primi accertamenti fatti da Bondi, Parmatour, nata il 30 gennaio 2003, al 30 dicembre dello stesso anno ha debiti complessivi per 418 milioni (compresi i 310 milioni di debito bancario ereditati da Hit), a fronte di una valutazione dello stato patrimoniale, ancora da verificare, di 467 milioni. I debiti scaduti e non pagati sempre al 30 dicembre ammontano a 46 milioni e quelli in scadenza a 13 milioni, contro poco più di un milione di disponibilità liquide. La sentenza definisce inoltre l’azionariato di Parmatour: il 99,99% è di Nuova Holding Spa, lo 0,01% di Hit Spa e un altro 0,01% di Hit International spa. Nuova Holding Spa, secondo i giudici parmigiani, appartiene al 99,99% ad Agis Spa, riferibile alla famiglia Tanzi e socia di Coloniale. Tale architettura potrebbe però essere cambiata negli ultimi mesi. Secondo fonti vicine alla famiglia Tanzi infatti Nuova Holding appartiene oggi a Tourpart, srl di Stefano e Calisto Tanzi, a seguito di un aumento di capitale per 25 milioni realizzato alcuni mesi fa. Passaggi che non stravolgono comunque la sostanza: vale a dire che in cima alla piramide ci fosse la famiglia. Il collegamento è provato anche da passaggi di denaro fra i due gruppi societari e da scambi di "garanzie". Il riferimento è alla convenzione interbancaria del 29 aprile scorso, la ristrutturazione del debito di Parmatour garantita, secondo fonti aziendali, da fideiussioni personali di Calisto Tanzi per circa 800-900 milioni di euro.

      MARIA TERESA SCORZONI