De Tilla avverte: «Tempi non maturi per la totalizzazione»

04/03/2003




Martedí 04 Marzo 2003
LIBERE PROFESSIONI


De Tilla avverte: «Tempi non maturi per la totalizzazione»


ROMA – La delegazione del l’Adepp, l’associazione delle casse private, è impegnata a cercare un compromesso sulla totalizzazione. In contemporanea, il presidente dell’organizzazione, Maurizio de Tilla (alla guida anche dell’ente di previdenza degli avvocati) chiede lo stralcio dalla delega sulla previdenza della disciplina sulla "somma" gratuita, ai fini del diritto alla pensione, dei periodi contributivi sparsi in più gestioni. Bersaglio di de Tilla anche uno dei punti su cui sembra si sia trovato un accordo tra Adepp e rappresentanti dei professionisti che hanno "contributi frazionati". E cioè la possibilità di utilizzare la totalizzazione da parte di chi ha raggiunto 65 anni di età, oppure – indipendentemente dal dato anagrafico – da parte di chi ha accumulato, in totale, 40 anni di contributi (si veda «Il Sole-24 Ore» del 1° marzo). De Tilla, nel corso di un’assemblea con i vertici degli Ordini forensi svoltasi sabato a Roma, ha contestato la previsione dei 65 anni, «in presenza di regimi previdenziali specifici, che fissano età diverse, anche più elevate». In questo quadro è contestata l’estensione operata dal disegno di legge delega che stabilisce il diritto alla totalizzazione anche per chi ha già maturato i requisiti minimi di pensionamento in una singola gestione (appena cinque anni di versamenti con il regime contributivo). Secondo de Tilla questa misura sarebbe viziata da incostituzionalità, in quanto si lederebbe l’autonomia degli enti privati. «Se per sentenza della Corte costituzionale, o per legge che ne segue, si genera un nuovo onere finanziario delle Casse – si legge in una consulenza firmata dal giurista Giuseppe Abbamonte – va studiata la modalità di copertura, ma non si può risolvere il problema presumendo quello che non c’è e cioè la formazione di un debito previdenziale delle Casse derivante da periodi contributivi anche minimi, che leggi finora vigenti non ritengono idonee a fondare il diritto alla pensione». Quanto alla piattaforma da tempo avanzata dalle Casse dei professionisti, de Tilla sollecita alcune correzioni. «I provvedimenti di detassazione per la previdenza complementare – chiede il presidente dell’Adepp – devono riguardare anche gli enti privati. Inoltre, le forme di assistenza sanitaria integrativa devono essere consentite anche alle Casse di nuova costituzione, non solo a quelle privatizzate». Questione ancora da chiarire è poi l’attrazione alle gestioni di categoria (e non al fondo Inps) di tutti i redditi riconducibili all’attività professionale prodotti da iscritti in Albi.
M.C.D.