De Sole ottimista: «Gucci è solida»

19/12/2001

Il Sole 24 ORE.com





    Ma i dati trimestrali della maison sono in calo

    De Sole ottimista: «Gucci è solida»
    FIRENZE – «I primi sei mesi del prossimo anno saranno difficili, ma poi il mercato ripartirà». Domenico De Sole, presidente e amministratore delegato di Gucci , non abbandona il tradizionale ottimismo. Anche se per i beni di lusso le prospettive a breve non sono rosee, esattamente come l’andamento degli ultimi mesi di questo 2001. Il 31 ottobre scorso, il gruppo fiorentino ha chiuso il terzo trimestre con ricavi per 566,2 milioni di dollari, a fronte dei 615 milioni dello stesso periodo del 2000. L’utile operativo, prima degli ammortamenti per avviamento e marchi, è stato di 80,9 milioni di dollari. Un anno prima era stato di 133 milioni. Il risultato netto è sceso a 56,3 milioni di dollari (114,2 milioni nel 2000) e l’utile diluito per azione si è fermato a quota 0,55 dollari, rispetto a 1,12 dollari di un anno prima. «Abbiamo conseguito buoni risultati nel terzo trimestre, pur in condizioni commerciali sfavorevoli – commenta De Sole -. Il mercato globale dei beni di lusso continua a risentire del rallentamento economico mondiale e dell’impatto dell’attacco terroristico dell’11 settembre sul turismo e sui viaggi. Ci siamo mossi rapidamente e siamo stati molto aggressivi nel ridurre i costi operativi – continua il presidente di Gucci -. Nell’attuale contesto economico estremamente volatile questo rappresenta la condizione necessaria per mantenere livelli di redditività elevati». Per fine esercizio, Gucci conferma la stima di un utile netto diluito per azione compreso tra 2,60 e 3 dollari, un margine operativo di circa il 16% e ricavi consolidati per 2,3 miliardi di dollari, in questo caso sul limite inferiore della precedente stima (tra 2,3 e 2,4 miliardi). «La nostra situazione è più che solida – sottolinea De Sole -: abbiamo un management eccellente, marchi straordinari e lo stato patrimoniale migliore del settore. Questo periodo difficile – conclude – ci offre delle opportunità che abbiamo intenzione di cogliere: la debolezza dei nostri concorrenti ci consentirà di rafforzare il marchio Gucci e i marchi di recente acquisizione». Il gruppo fiorentino investirà nel 2002 oltre 200 milioni di dollari. Tra i progetti in programma, l’apertura di nuovi negozi a Milano e a New York. Il business, fiacco in Europa, tonico in Giappone, ha subìto un tracollo proprio sul mercato americano e delle Hawai. Ma Gucci, che si è appena "liberato" in maniera definitiva del legame con il rivale Lvmh (la maison di Francois Arnault ha ceduto l’ultimo pacco di titoli Gucci al Crédit Lyonnais per 1,147 miliardi di di euro) punta con decisione sulla ripresa.
    C.Per.
    Mercoledí 19 Dicembre 2001
 
|