De Benedetti: «Sulla mobilità troppa pigrizia»

24/01/2001

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Mercoledì 24 Gennaio 2001
italia – lavoro
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De Benedetti: «Sulla mobilità troppa pigrizia in Italia delle imprese e dei sindacati»

ZURIGO «Troppa pigrizia da parte di imprese e sindacati sulla mobilità in Italia». Lo ha detto Carlo De Benedetti, numero uno della Cir, dichiarando che «tutte le parti sociali dovrebbero accettare il principio della mobilità». I lavoratori devono dirigersi dove c’è lavoro e le imprese devono investire dove c’è manodopera. «La sola alternativa è l’immigrazione».

La mobilità va, ovviamente, facilitata e ciò vale, secondo De Benedetti, sia per le imprese che aprono sedi in zone diverse da quelle tradizionali sia per i lavoratori. «Se si chiede a un disoccupato del Sud di trasferirsi al Nord — ha detto — ciò significa che il suo reddito disponibile sarà inferiore a quanto riesce a percepire attualmente, visti i costi degli affitti».

Quanto ai temi del convegno sugli effetti economici della società degli anziani, promosso dall’associazione Csis (si veda altro servizio a pag. 8), De Benedetti ha dichiarato che l’obiettivo principale dei Governi dei Paesi industriali deve essere quello «di elevare l’età normale di pensionamento e creare degli incentivi per convincere i lavoratori anziani a restare nelle imprese e nel mondo del lavoro».

Negli anni ’60 la partecipazione alle forze di lavoro dei sessantenni e ultrasessantenni era in Europa in media del 70 per cento. Oggi il tasso di partecipazione in Belgio, Francia, Olanda, Italia è inferiore al 20 per cento. Secondo De Benedetti la permanenza tra le forze attive dei plurisessantenni non danneggia di per sè la forza lavoro giovane, tanto è vero che «il pensionamento anticipato dei vecchi lavoratori non ha comportato per le giovani generazioni maggiore facilità di ingresso nel mercato del lavoro».