Ddl lavoro, riesame solo per 5 articoli Opposizione e Cgil annunciano battaglia

15/04/2010

Governo e maggioranza chiusi a riccio in commissione a Montecitorio sul ddl lavoro rinviato dal Presidente della Repubblica all’esame delle Camere, ma anche sulla proposta di legge, inizialmente condivisa con l’opposizione, sul miglioramento e allungamento degli ammortizzatori sociali. Il ddl lavoro sarà riesaminato solo nei 5 articoli contestati
daNapolitano (20: responsabilità per l’esposizione all’amianto per il personale delle navi di Stato, 30: certificazione contratti di lavoro, 31: conciliazione e arbitrato, 32: impugnazione licenziamento e contratti a termine, 50: indennità co.co.co), come deciso dalla maggioranza: hanno votato contro Pd e Idv, si è astenuta l’Udc. E lunedì 26 aprile tornerà in aula. La commissione Lavoro ha anche approvato, a maggioranza, il testo unificato con le misure straordinarie per il sostegno al reddito: dopo l’attacco di Sacconi appoggiato dalla Ragioneria dello Stato, dal provvedimento però sono stati soppressi l’articolo 3 che prevedeva l’allungamento della cig ordinaria a 78 settimane, e l’articolo 1 che puntava a tutelare i lavoratori di imprese insolventi, come la ex Agile. «Il Pd ripresenterà la proposta originaria per migliorare le condizioni dei lavoratori e per far comprendere al paese la distanza tra le affermazioni del governo a tutela dei più deboli e il comportamento effettivo ». Così Cesare Damiano, capogruppo Pd in commissione, che sul ddl lavoro aggiunge: «La nostra battaglia proseguirà comunque sui 5 articoli e, quanto all’arbitrato, ribadiamo l’esigenza della cancellazione della clausola compromissoria da sottoscrivere al momento dell’assunzione e la necessità di un arbitrato rispettoso di leggi e contratti». MOBILITAZIONE
Per dire «No alla controriforma del diritto del lavoro» la Cgil ha indetto per il 26 aprile una giornata di mobilitazione nazionale, con presidio di fronte alla Camera e analoghe iniziative davanti alle prefetture di molte città. «Si tratta – sottolinea la Cgil – di una prima mobilitazione cui ne seguiranno altre durante il percorso parlamentare, coinvolgendo istituzioni, parlamentari locali, neo eletti ai Consigli Regionali, giuristi ed Università e prevedendo il più ampio
coinvolgimento dei lavoratori possibile ». Contro il collegato al lavoro il leader della Fiom, Gianni Rinaldini, propone alla Cgil anche il ricorso allo sciopero. Sacconi, intanto, tira dritto e dice che le modifiche al ddl lavoro saranno fatte in accordo con le parti sociali (quali?), e torna anche a profilare l’arrivo di un «piano triennale sul lavoro che presenteremo nei prossimi giorni». In merito alle osservazioni dell’opposizione che chiede un riesame complessivo del ddl, e non solo di 5 articoli, il ministro è illuminante: «L’opposizione fa il suo mestiere e la maggioranza il suo. La maggioranza e il governo lavorano insieme agli attori sociali».