Ddl immigrati: slitta a martedì il voto al Senato

22/02/2002




Ddl immigrati: slitta a marted� il voto al Senato
ROMA – Slitta a marted� prossimo il voto del Senato sul Ddl del Governo sull’immigrazione. La maggioranza avrebbe voluto chiudere il capitolo del provvedimento governativo che modifica la legge Turco-Napolitano gi� nella serata di ieri, ma l’ostruzionismo messo in atto dall’opposizione ha imposto un lieve ritardo rispetto alla tabella di marcia. In ogni caso, per la Casa delle libert� lo slittamento non avr� alcuna conseguenza sul voto finale. Ieri lo scontro tra maggioranza e opposizione si � consumato in particolare sull’utilizzo delle navi della Marina militare per pattugliare le coste e arginare le ondate di immigrati clandestini. Dopo i ritardi provocati dalle continue richieste di verifica del numero legale da parte del Centro-sinistra, alla fine � arrivato il via libera all’articolo 10 del provvedimento: le navi militari potranno bloccare le "boat people". Potranno sottoporre queste imbarcazioni a ispezione e, se in presenza di prove che confermino il trasporto illecito di clandestini, potranno condurle in un porto italiano. In seguito, l’assemblea del Senato ha approvato l’articolo 11 del Ddl, che cambia radicalmente il meccansmo di espulsione degli extracomunitari clandestini. Il testo prevede che l’espulsione � sempre eseguita con accompagnamento alla frontiera da parte della Forza pubblica. L’unica eccezione riguarda gli stranieri con il permesso di soggiorno scaduto da pi� di 60 giorni e per il quale non � stato chiesto il rinnovo. In questo caso l’espulsione contiene l’intimazione a lasciare l’Italia entro 15 giorni. A fare ancora discutere � per� la bocciatura di mercoled� dell’emendamento presentato dai senatori veneti di maggioranza (poi ritirato) e opposizione (respinto dall’Aula), in seguito alle richieste congiunte di tutte le organizzazioni imprenditoriali: industria, artigianato, commercio e agricoltura. Nel testo, si chiedeva che la Regione potesse gestire autonomamente i flussi di ingresso dei lavoratori extracomunitari con contratto a tempo indeterminato. L’emendamento, oltre a rappresentare l’unico aspetto "bipartisan" di una legge altrimenti contrastata del tutto dall’opposizione, sembrava in piena linea con l’impostazione "devolutiva" portata avanti dal Governo. Il coinvolgimento delle Regioni nella determinazione dei flussi migratori appare infatti pienamente nella logica della devoluzione di poteri dal centro alla periferia. Al contrario, quanto accaduto in Senato ha mostrato l’esistenza di scelte e resistenze ancora centralistiche. Ieri la Regione Veneto, pur affermando di �riconoscersi pienamente nell’azione del Governo�, ha insistito sulla richiesta di �un ruolo delle Regioni, o in alternativa di un progetto pilota sperimentale veneto nella gestione delle quote�. La posizione � stata ribadita dall’assessore regionale ai flussi migratori, Raffaele Zanon (An): �La proposta del Veneto non contraddice minimamente gli obiettivi governativi. La Regione ha sempre affermato la necessit� di perseguire una rigorosa politica di ingressi programmati per quote. Abbiamo proposto soluzioni frutto della concertazione con parti sociali ed Enti locali. E la proposta di collaborare in questo senso con il Governo rimane sempre valida�.
L.Os.

Venerd� 22 Febbraio 2002