Dcreto da 8-10 miliardi; pressing per i tagli Ici subito

18/09/2007
    martedì 18 settembre 2007

    Pagina 4 – Economia

      Braccio di ferro tra il Tesoro contrario a sgravi anticipati e la Margherita che chiede un segnale

        Un decreto da 8-10 miliardi
        pressing per i tagli Ici subito

          Il nuovo tesoretto destinato a Fs, Anas e welfare

            ROBERTO PETRINI

            ROMA – Si profila una manovra su due binari paralleli per fine anno. Tra le ipotesi alle quali sta lavorando il governo ci sarebbe quella di anticipare parte dell´intervento sui conti pubblici al 2007: si starebbe così allestendo un decreto legge finalizzato a nuovi investimenti e destinato a far fronte agli impegni già sottoscritti. La somma, che potrebbe aggirarsi intorno agli 8-10 miliardi, circa 1 miliardo per il protocollo sul Welfare, forse risorse per i contratti pubblici e soprattutto 4 miliardi per gli investimenti delle Ferrovie, uno per l´Anas e interventi per sbloccare le opere pubbliche legate ai fondi dell´opzione-Tfr. Resta aperta la questione se il decreto di fine anno possa comprendere anche un anticipo del taglio dell´Ici: ieri il premier Romano Prodi ha mantenuto il riserbo spiegando di non «voler dare annunci», il vicepresidente del Consiglio Rutelli è sembrato sicuro di una misura che la Margherita sostiene con forza: «L´abbattimento dell´Ici sulla prima casa è il segnale giusto da dare». Dalle parti di Via Venti Settembre continua a riecheggiare invece la linea di Padoa-Schioppa che intende destinare il decreto solo a investimenti e impegni di spesa già firmati.

            Se la misura dovesse entrare nel decreto, ma naturalmente la questione sarà oggetto di serrato confronto politico nei prossimi giorni, il meccanismo più probabile sarebbe quello di intervenire sul saldo di dicembre dell´imposta comunale sugli immobili. Il costo del taglio è graduato all´ampiezza dell´intervento: l´ipotesi minima richiederebbe 1,1 miliardi e consisterebbe nel portare l´attuale franchigia da 103 a 200 euro elevando la platea degli esenti dall´odierno 22 per cento al 40 per cento. Per l´esenzione totale di tutti i contribuenti servirebbero invece 3,3 miliardi. Sembra indebolirsi l´idea, proposta dai Comuni e supportata dalla sinistra radicale, di intervenire attraverso una detrazione dall´Irpef del costo dell´Ici: all´interno del governo c´è chi, come il ministro Lanzillotta (Margherita), ha fatto notare come si presenterebbe un problema per gli «incapienti» e si profilerebbe il rischio di complicazioni burocratiche. Il pacchetto casa sarebbe completato, presumibilmente in Finanziaria, con un intervento di detrazioni Irpef per gli affitti di pari entità allo sconto Ici e cioè di 200 euro che varrebbero sui redditi del 2007. Il costo di questa misura sarebbe di 500 milioni.

            La copertura dell´intero spettro delle misure del decreto sarebbe affidata al nuovo «tesoretto» che nel 2007 dovrebbe ammontare a complessivi 8 miliardi grazie per metà all´extragettito fiscale e per metà ai risparmi messi in atto durante l´anno: si tratta di risorse interamente spendibili e aggiuntive rispetto al surplus di gettito utilizzato nell´ambito del decreto del luglio scorso.

            Alla Finanziaria vera e propria, le cui dimensioni dovrebbero essere assai ridotte, verrebbero affidati i tagli in modo che le spese si caricherebbero sul 2007 e i risparmi sul 2008. Mentre si attendono i nuovi target di Pil e deficit per il prossimo anno, ieri il Tesoro, con un comunicato, ha reso noto il consuntivo del 2006: si tratta del 3,3 per cento. Non dunque del 2,4 come riportato anche in documenti ufficiali (Istat e Banca d´Italia). Al dato si arriva eliminando dal 4,4 per cento iniziale l´1,7 di oneri straordinari, come i costi dell sentenza Iva auto e l´accollo del debito della Infrastrutture spa, ma aggiungendo per correttezza anche l´1,2 per cento di entrate straordinarie una tantum.