Damiano: subito aumenti per le pensioni più basse

23/04/2007
    lunedì 23 aprile 2007

    Pagina 15 – Economia

      Damiano: subito aumenti
      per le pensioni più basse

        ROBERTO MANIA

        ROMA – Si apre il confronto sulle pensioni. A maggio, subito dopo la festa dei lavoratori, il governo presenterà al tavolo del welfare le sue proposte. «Per noi – precisa il ministro del Lavoro, Cesare Damiano – la priorità è costituita dalla rivalutazione delle pensioni più basse, calcolate sulla base dei contributi versati». Un approccio soft e graduale, dunque, favorito dalla disponibilità dell´extragettito strutturale da 10 miliardi di euro (il cosiddetto tesoretto), 2,5 dei quali – secondo la strategia del ministro dell´Economia, Tommaso Padoa-Schioppa – andrà proprio a finanziare gli interventi sullo stato sociale, lasciando ai restanti 7,5 miliardi il compito di contenere il deficit all´interno dei parametri europei.

        Padoa-Schioppa ha ottenuto il via libera dell´Ecofin sul suo piano, ma ora dovrà fare i conti con le richieste provenienti dalla sinistra della maggioranza. Ieri Rifondazione e Verdi sono tornati all´attacco. «Una verifica di governo sarebbe impropria – ha detto il segretario del Prc, Franco Giordano – ma il problema si pone perché l´utilizzo del tesoretto prospettato da Padoa-Schioppa è insoddisfacente». Da qui l´annuncio di «un confronto molto duro e determinato perché è arrivata la stagione del risarcimento sociale». Pure i Verdi, con il capogruppo alla Camera, Angelo Bonelli, chiedono un chiarimento «perché non può essere certo l´Ue a condizionare le politiche economiche, sociali, ambientali del nostro paese».

        Le prime mosse per la redistribuzione dell´extragettito saranno fatte a giugno, quando, in particolare, sarà noto l´andamento dell´autotassazione. A quel punto le risorse a disposizione potrebbero anche essere superiori (tra i tecnici c´è chi stima una cifra intorno ai 4-5 miliardi). Sul tappeto l´ipotesi di un decreto legge, seguendo le priorità indicate da Damiano. L´intervento sull´Ici, invece, è destinato a slittare.

        Per aumentare le pensioni basse (non quelle minime che hanno natura assistenziale e non previdenziale) potrebbero essere utilizzati 1-1,5 miliardi. Ed è chiaro che saranno proprio le risorse a fissare i confini della platea dei beneficiari. Un altro miliardo servirà a innalzare l´indennità di disoccupazione dall´attuale 50 per cento dell´ultima retribuzione al 60 per cento. Il restante – nel piano del governo – dovrà servire a incentivare (probabilmente con la leva fiscale) la contrattazione di secondo livello (aziendale o territoriale), legata alla produttività.

        L´approccio soft dovrebbe portare anche a sostituire lo scalone che dal primo gennaio del 2008 innalza l´età minima per la pensione di anzianità dagli attuali 57 anni a 60. Arriveranno alcuni scalini che progressivamente (da 58 in su) alzeranno l´età o di un anno ogni due, oppure di un anno ogni diciotto mesi. Tende a stemperarsi, infine, lo scontro sui coefficienti di trasformazione: fino al 2015 non avranno effetti e si rafforza la tesi di chi propone di congelare per un po´ l´argomento.