Damiano: riforma Tfr con buoni risultati

20/09/2007
    giovedì 20 settembre 2007

    Pagina 27 – Norme e tributi

    Previdenza complementare – L’obiettivo resta il 40% di adesioni a fine 2007

      Damiano: riforma Tfr con buoni risultati

        Per i sindacati positiva l’attività di informazione

        Marco Rogari

          ROMA
          «Sono stati smentiti i profeti di sventura». Il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, non usa mezzi termini per rispondere alle critiche piovute sull’esito della riforma del Tfr. E, intervenendo alla presentazione della relazione annuale 2006 della Covip (Commisione di vigilanza sui fondi pensione), tiene subito a esprimere soddisfazione per i circa 900mila lavoratori dipendenti che hanno deciso di aderire esplicitamente alla previdenza complementare portando a 2,7 milioni gli iscritti ai fondi al 30 giugno. Damiano conferma che il Governo conta di centrare a fine anno (anche per effetto del "silenzio-assenso") l’obiettivo del 40% di adesioni ai fondi pensione.

          Il ministro, dunque, non solo difende a spada tratta l’operazione, ma la considera tutt’altro che fallimentare, anche se ammette che la riforma contiene ancora alcuni «punti deboli». Quasi una risposta indiretta, quella di Damiano, anche alle considerazioni espresse da Tito Boeri e Luigi Zingales (si veda «Il Sole-24 Ore» del 18 settembre) dalle quali emerge che la "quota" del 40% è un risultato tutt’altro che soddisfacente. Ma Damiano non la pensa affatto allo stesso modo. E per il ministro anche il risultato conseguito fino a questo momento – circa il 32% delle adesioni, considerando anche i potenziali silenti, secondo quanto affermato dal presidente della Covip, Luigi Scimìa – è da considerare incoraggiante. «Sono stati smentiti – sottoline Damiano – soprattutto quelli che hanno costruito ipotesi su dati inesistenti. Bastava aspettare la relazione per sapere che le cose andavano nella giusta direzione».

          Ma anche dopo la divulgazione degli ultimi dati Covip rimangono diverse perplessità. Secondo Giuliano Cazzola, il secondo pilastro della previdenza «rimane un’esperienza elitaria». L’economista critica anche la «gestione dei numeri» da parte del Governo fatta «aalo scopo di dimostrare che «le previsioni dell’Esecutivo risultano attendibili».

          Lo stesso presidente della Covip Scimìa, pur definendo l’incremento delle adesioni ai fondi pensione registrato nel primo semestre del 2007 «nel complesso un risultato positivo», fa notare che, «rimane ancora troppo ampia la platea di lavoratori che, optando a favore del mantenimento del Tfr presso l’azienda, è priva di un secondo pilastro previdenziale». Scimìa sottolinea che la crisi americana dei mutui "subprime" ha avuto effetti «del tutto trascurabili» sui nostri fondi pensione.

          I risultati derivanti dall’attuazione della riforma del Tfr, insomma, continuano a far discutere. E sullo sfondo continua la discussione sull’eventualità di apportare alcune modifiche alla riforma. A questo proposito Damiano afferma che «piccoli aggiustamenti» sono possibili, ma «solo dopo la fase di consolidamento» della riforma per non creare «spaesamento» tra ilavoratori, che, invece, «hanno bisogno di certezze».

          In ogni caso i sindacati sono già soddisfatti per i risultati ottenuti fino a questo momento. «Oltre al dato positivo sul tasso di adesione, emerge un dato molto importante: circa il 95% dei lavoratori ha fatto una scelta esplicita per l’utilizzo del proprio Tfr», afferma Morena Piccinini, segretaria confederale della Cgil. Anche il numero due della Cisl, Pier Paolo Baratta, esprime un giudizio positivo: «I dati sono positivi», soprattutto nelle grandi imprese dove la presenza sindacale è «maggiore, ma molto resta da fare». Domenico Proietti, segretario confederale della Uil, parla di «un primo risultato importante frutto anche dell’attività informativa svolta dal sindacato». E anche per la leader dell’Ugl, Renata Polverini, l’impegno del sindacato da dato i suoi frutti.