Damiano: pronti al tavolo della concertazione

12/03/2007
    domenica 11 marzo 2007

    Pagina 17 – Economia & Lavoro

    Damiano: pronti al tavolo della concertazione

      «Aspettiamo la trimestrale di cassa per sapere quali risorse distribuire»

      di Laura Matteucci

      RIFORMA – Arriva da Torino l’appello perché la concertazione sia alla base della riforma degli ammortizzatori sociali. E, da parte del ministro del Lavoro, Cesare Damiano, un’assicurazione: «Il governo è pronto a sedersi al tavolo della concertazione con una posizione unica e la regia di Palazzo Chigi. Mi auguro che anche le parti sociali semplifichino il più possibile la loro posizione». Di certo, prosegue Damiano, ammortizzatori sociali, mercato del lavoro e pensioni «sono tre temi da tenere assieme assolutamente». Questa la sintesi della seconda giornata del convegno sulle «strategie per la governance delle politiche del lavoro», promosso appunto dal ministero del Lavoro e organizzato da Italia lavoro.

      All’incontro, che ha analizzato anche il contributo del programma Pari di Italia lavoro, (Programma d’azione per il reimpiego di lavoratori svantaggiati), sono intervenuti tra gli altri i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil, Fulvio Fammoni, Giorgio Santini e Fabio Canapa.

      «Aspettiamo la trimestrale di cassa – riprende Damiano – per vedere quanti soldi ci sono e poi regolarsi per le risorse da distribuire. Gli ammortizzatori sociali hanno un costo. Per questo condivido l’idea di un Patto di servizio che realizzi un welfare attivo. Al contrario parliamo di assistenza, soccorrendo imprese e lavoratori in difficoltà. Dobbiamo stare attenti che gli ammortizzatori sociali non generino atteggiamenti opportunistici, situazioni di doppio lavoro. Non sono nemico delle casse integrazioni il cui sistema è in equilibrio segnando un segno “più”, tranne che per il settore agricolo».

      Damiano elenca alcuni dei primi successi parziali, come il contratto per 9mila lavoratori di call center, passati da co.co.co a dipendenti a tempo indeterminato. «Speriamo a fine aprile – dice – di arrivare a regolarizzare la posizione di 20mila lavoratori anche se il loro numero totale in Italia è di 60mila. Anche nella lotta al lavoro nero abbiamo già registrato i primi successi: abbiamo sospeso 600 aziende e portato alla luce 40-50mila lavoratori. È un segno del cambiamento».

      Il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, ricorda: «Bisogna affrontare il tema della previdenza, dell’estensione degli ammortizzatori sociali e dell’indennità di disoccupazione dando anche incentivi alle imprese. Credo che tutto questo non possa essere totalmente a carico del sistema pubblico, fermo restando che alla base deve esserci un raccordo con le regioni, integrando anche il rapporto con l’Inps».