D’Amato: «Tratteremo su tutto con chi ci sta»

22/02/2002





D’Amato: �Tratteremo su tutto con chi ci sta�
Marco Morino
MILANO – �Irresponsabile�. � netta la risposta di Antonio D’Amato, presidente di Confindustria, alla proposta di sciopero generale per il prossimo 5 aprile lanciata ieri dal leader della Cgil, Sergio Cofferati. �Da molto tempo – afferma D’Amato in un’intervista televisiva – la Cgil si chiama fuori da ogni confronto tra parti sociali e Governo sulle questioni vere e sulle riforme da fare. Un atteggiamento che, a nostro giudizio, costituisce un grave atto di irresponsabilit�. Confindustria conferma la disponibilit� a dialogare su tutto e con il maggior numero di interlocutori possibili. �Noi – dice D’Amato – tratteremo con chi ci sta, come sempre, e ci auguriamo che gli accordi siano i pi� ampi possibili. Notiamo con piacere che alcune componenti sindacali sono pronte a sedersi al tavolo. Le riforme, ribadisco, sono urgenti e vanno fatte�. D’Amato pensa ai giovani: �Dobbiamo dare risposte vere ai disoccupati e ai giovani che cercano lavoro�. Flessibilit� – precisa D’Amato – non vuol dire affatto, con riferimento alle modifiche proposte all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, licenziamenti facili: �Flessibilit� significa creare occupazione reale. Noi non vogliamo assolutamente licenziare: la missione delle aziende � crescere e creare occupazione�. I concetti espressi da D’Amato in tema di riforma del mercato del lavoro vengono ripresi e rafforzati da Stefano Parisi, direttore generale di Confindustria: �� indispensabile – dice Parisi – poter dialogare su tutto. Il fatto, per�, che ci sia qualcuno che dica che non si possa neanche parlare, mi fa pensare al clima degli anni Settanta�. Precisazione sull’articolo 18: �Finora – sottolinea Parisi – c’� stata un’informazione distorta: la norma proposta dal Governo non introduce infatti nessuna libert� di licenziamento e rimane il pieno divieto a ogni licenziamento pretestuoso�. E a proposito di Governo, il ministro del Lavoro, Roberto Maroni, in un’intervista a �Panorama�, cita una ricerca che Assolombarda sta conducendo nell’area milanese tra le imprese con meno di 15 dipendenti. Maroni giudica i risultati dell’indagine sorprendenti: �Se si eliminasse la mannaia dell’articolo 18 – dice Maroni – solo nel Milanese ci sarebbero decine di migliaia di nuovi assunti�. Per parte sua, il presidente di Assolombarda, Michele Perini, riafferma che �l’abrogazione dell’articolo 18 appare una scelta obbligata�. � una soluzione alla quale, aggiunge Perini, �si arriver� per forza�. Secondo il presidente degli imprenditori milanesi, il problema dell’articolo 18 non � di �licenziare chi � attualmente a carico delle imprese�, ma piuttosto di �sperimentare una via possibile per assumere nuovi addetti nelle imprese sotto i 15 dipendenti. Stiamo avviando una verifica per capire se le imprese con meno di 15 dipendenti potranno assumerne altri quattro o cinque alle stesse condizioni. Vogliamo vedere qualche nuovo assunto – si chiede Perini – oppure pi� gente per la strada?�. Queste sono le domande �da fare al sindacato�, mentre �tutto il resto � demagogia�. Nel dibattito rovente sull’articolo 18 interviene anche il presidente della Fiat, Paolo Fresco. �Che sia da abolire – dice Fresco – � sacrosanto. Ma che si debba fare una battaglia di religione per portare a casa una edulcorazione che cambia poco o nulla mi sembra un errore�. Ancora una battuta di Parisi sulla minaccia di sciopero generale. �Non si discute con le manifestazioni – afferma Parisi – e mi auguro quindi che ci si astenga da proteste e da scioperi e ci si confronti con serenit�. Un invito alla moderazione giunge dal presidente di Confcooperative, Luigi Marino: �Esasperare il conflitto sociale non pu� essere la ricetta per lo sviluppo del nostro Paese. L’unica strada percorribile � quella del dialogo tra Governo, sindacati e imprenditori�. �La Cgil, continuando nel suo braccio di ferro, rischia di far naufragare l’opportunit� di rivedere tutti insieme gli altri contenuti della delega sul lavoro�: cos� il presidente di Confesercenti, Marco Venturi. �S’impone un grande sforzo collettivo per trovare un accordo� commenta infine il presidente di Legacoop, Ivano Barberini.

Venerd� 22 Febbraio 2002