D’Amato: stop inutile la trattativa è positiva

12/06/2002





D’Amato: stop inutile la trattativa è positiva
ROMA – Sembra quanto meno singolare al presidente di Confindustria la proclamazione di un nuovo sciopero generale da parte della Cgil. «Siamo impegnati – ha detto Antonio D’Amato – in un confronto aperto con le organizzazioni sindacali e pensare di fare uno sciopero generale senza neanche sapere che cosa accade sui tavoli mi sa tanto di pregiudizio politico, di voglia di fare contestazione per contestare». Soprattutto perché, a suo avviso, la situazione sindacale «non è in tensione». Dunque «un esercizio sicuramente inutile, sicuramente costoso per i lavoratori e dannoso per il Paese». Nello scontro tra Cgil e il "resto del mondo" il presidente degli industriali ravvisa quindi un preconcetto politico. Una chiosa, la sua, che parte dal fatto che ormai lo scontro sociale nel nostro Paese è finito: c’era, adesso non c’è più, adesso si tratta in vista di un accordo che, come dice anche Savino Pezzotta, potrebbe non prevedere la firma della Cgil. Pezzotta in realtà motiva questa possibilità con il fatto, evidente e incontrovertibile, che a uno dei tavoli di trattativa la Cgil non c’è. E non essendoci è quasi certo che, nel caso fosse raggiunta un’intesa, questa escluderebbe la confederazione di Cofferati. Ma soprattutto D’Amato sottolinea che «la situazione sindacale non è in tensione perché la maggior parte delle organizzazioni sindacali è impegnata in un confronto vero e responsabile con il mondo delle imprese e con il Governo». A suo avviso «lo scenario è completamente diverso da quello di qualche mese fa, non c’è conflitto sociale, non c’è conflitto tra sindacati, imprese e Governo. C’è invece voglia di dialogo e di confronto costruttivo». E per questo, con un riferimento a una vecchia canzone di Antoine, cantautore degli anni sessanta, quello che cantava «se sei brutto ti tirano le pietre, qualunque cosa fai ti tirano le pietre», D’Amato suggerisce a Cofferati di passare dall’opera alle canzonette. «Mi pare quella della canzone sia la posizione di chi vuole fare le riforme: c’è una parte del sindacato che comunque le ostacola, tirando le pietre dello sciopero». Una posizione che il presidente di Confindustria non capisce, nella considerazione, che, sottolinea, «l’economia internazionale non va bene e tutta l’Europa batte in testa». Una situazione difficile che si sta cercando di combattere mettendo in pista le riforme strutturali: e per questo è importante il «confronto vero avviato per dare con grande responsabilità le risposte che il Paese aspetta da tempo». Un confronto che, ricorda D’Amato, può portare «a fare quelle riforme necessarie per far decollare finalmente l’economia del Paese». Infatti la riforma del mercato del lavoro ha l’obiettivo di «creare più opportunità, ridisegnare uno stato sociale che consenta anche a chi perde il proprio lavoro di trovarne immediatamente un altro, di dare risposte vere ai disoccupati, agli emarginati, ai giovani del Mezzogiorno, agli anziani, alle donne, così saremo in grado di sviluppare molte più opportunità di lavoro». Non c’è però accordo su tutto: Adriano Musi, vice segretario generale della Uil, per esempio, anche ieri ha detto di essere contrario a un intervento sulla previdenza, che per la Confindustria prima o poi si deve fare. D’Amato non crede invece sia necessaria una manovra correttiva, ma Dpef e legge finanziaria, ricorda, «dovranno prevedere rigore nella spesa corrente e rilancio della capacità di fare investimenti».

Massimo Mascini

Mercoledí 12 Giugno 2002