D’Amato pronto al dialogo.Cofferati: inutile discutere

14/02/2001

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D’Amato pronto al dialogo
Cofferati: inutile discutere

Il leader di Confindustria: evitiamo lo scontro. Replica Cgil: con queste proposte, lo avrete

VITTORIA SIVO


ROMA — Un gesto distensivo, un invito a chiudere le polemiche, un’apertura al confronto. Dopo una settimana di scontri con la Cgil, la Confindustria di Antonio D’Amato fa un passo indietro. «Da tempo noi continuiamo a dire con pacatezza e serenità che Confindustria è aperta al confronto con chi ha voglia di confrontarsi. Non abbiamo voglia di fare conflitti perché non ne avremmo il tempo e d’altra parte lo riterremmo inutile» ha deto ieri il leader degli industriali. Ma da Sergio Cofferati la risposta ha il suono secco di una fucilata: «Se queste sono le proposte, inutile discutere» recita il titolo di prima pagine del settimanale della Cgil che intervista il segretario generale sull’ultimo documento della Confindustria con le proposte per la competitività.
In realtà ieri le parole di D’Amato (in margine alla riunione del Business Group ItaliaGiappone) non rivelavano ripensamenti, ma il fatto stesso che non venissero raccolte le minacce lanciate il giorno avanti da Sergio Cofferati circa le reazioni della Cgil in caso di accordi separati sui contratti a termine segnalavano un mutamento di clima. Giunta quasi in simultanea, la stroncatura da parte del leader della Cgil gela però ogni ipotesi di avvicinamento.
Benchè del documento di Confindustria — 150 pagine suddivise in 20 schede tecniche su tutti i temi economici del momento — esistano solo anticipazioni di stampa (la bozza diventerà ufficiale solo tra un mese, nel frattempo il testo potrebbe subire cambiamenti), Cofferati non esita a bocciarlo in quanto sarebbe ispirato da una idea «sbagliata e molto pericolosa di sostanziale destrutturazione del sistema di relazioni e di annullamento di vincoli contrattuali e legislativi». Per il segretario generale della Cgil diventa così «più chiaro» il disegno di D’Amato e «per chiunque voglia fare il sindacalista è difficile accedere non tanto alle soluzioni quanto addirittura ad una discussione come quella che la Confindustria prefigura». Non si salva nemmeno una delle proposte confindustriali, dal fisco ai licenziamenti, dalla riforma previdenziale al sommerso, Cofferati le respinge tutte.
Ieri D’Amato aveva dichiarato del tutto condiviso il richiamo del presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi (basta polemiche, bisogna decidere), osservando che Confindustria continua a lavorare «con le organizzazioni sindacali responsabilmente impegnate in un dialogo costruttivo e saremmo molto contenti se la Cgil smettesse di fare polemiche e cominciasse a fare concertazione vera», per fare dell’Italia un paese più competitivo e attraente per gli investimenti. Sia chiaro comunque che la Confindustria «non può subire veti da chicchessia».
Intanto si apre un altro fronte di scontro: forte protesta di Cisl e Uil contro il ministro del Lavoro Cesare Salvi, il quale oggi presenterà con la sola Cgil il suo rapporto sull’occupazione. «Salvi predica bene e razzola male», dicono i segretari Bonanni e Musi in una nota congiunta e «non vorremmo che lo spauracchio degli accordi separati si tramutasse nella ricerca di una inutile bigamia fra governo e Cgil».