D’Amato: «Pensioni, il Governo si gioca la credibilità»

16/01/2004



      Venerdí 16 Gennaio 2004

      ITALIA-POLITICA
      «Pensioni, il Governo si gioca la credibilità»

      Il riassetto della previdenza – D’Amato: basta incertezze e tentennamenti, bisogna andare avanti con la delega


      ROMA – Uno slittamento della riforma delle pensioni «sarebbe un gravissimo danno per il Paese, per i giovani e per la stessa credibilità del Governo che su questo tema si è impegnato»: a dire a chiare lettere che «non è possibile continuare ad avere incertezze e tentennamenti» è il presidente di Confindustria, Antonio D’Amato. Che invita ad accelerare il passo sulla delega Maroni: bisogna «andare avanti velocemente». Secondo il leader degli industriali, la riforma previdenziale va fatta in tempi brevi perché «le analisi sono già state fatte, il confronto è stato già fatto. E allora – prosegue D’Amato – mi chiedo cosa ci sia ancora da approfondire e da guardare se non mettere mano a una riforma già dibattuta». D’Amato ricorda che Silvio Berlusconi «tre mesi fa ha fatto una dichiarazione televisiva impegnativa e importante per il Paese in cui si assumeva, in maniera forte, la responsabilità di una riforma delle pensioni, indifferibile per ragioni di sostenibilità finanziaria e necessaria per equità generazionale». Una riforma che, per il presidente di Confindustria, «è indispensabile anche per evitare il rischio di downgrade del Paese». D”Amato afferma che il confronto tra Governo e sindacati ha prodotto effetti modesti: «Mi pare che la determinazione del ministro Maroni a portare avanti il confronto con i sindacati per esperire tutte le possibili proposte di arricchimento abbia comunque sortito effetti modesti per assenza di proposte di altri». E, in proposito, aggiunge: «Temo che siano state tattiche esclusivamente dilatorie, abbiamo perso solo del tempo, ora bisogna fare le riforme. Mi sembra che i tempi supplementari siano finiti». Critiche alle scelte del Governo sulle pensioni arrivano da una ricerca realizzata dal Cer (Centro Europa ricerche) per conto dello Spi-Cgil. Nello studio si sottolinea che le previsioni dell’Esecutivo sulla crescita della spesa previdenziale sono troppo alte: non ci sarebbe un’immediata emergenza-pensioni. E si afferma che gli incentivi per favorire i "rinvii" previsti dalla delega Maroni sarebbero convenienti solo per i single e per "nuclei" con redditi alti (superiori ai 7.250 € mensili). Quanto alla finanza pubblica, secondo lo ricerca Cer-Spi Cgil in cui è contenuta un’analisi degli effetti della Finanziaria 2004, per il 2005 potrebbe essere necessaria una manovra corettiva da 25 miliardi, pari a circa l’1,8% del Pil. Dallo studio emerge che già quest’anno potrebbero mancare all’appello, rispetto a quanto indicato dal Governo, circa 2,7 miliardi. Lo studio punta il dito contro il crollo degli investimenti in spesa sociale: a fronte di interventi per 12 miliardi nel triennio 2002-2004, per quello 2004-2006 sarebbero stati previsti investimenti per soli 800 milioni. Lo Spi-Cgil poi afferma che dalla Finanziaria 2004 emerge la mancata restituzione del fiscal drag a lavoratori e pensionati per 900 milioni. «Di fronte a questo quadro – dice Betty Leone, leader dello Spi-Cgil – è giustificata la mobilitazione dei sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil contro carovita e per la difesa del valore delle pensioni».

      M.ROG.