D´Amato, offensiva contro la Cgil

11/01/2002


La Stampa web








(Del 11/1/2002 Sezione: Economia Pag. 6)
D´Amato, offensiva contro la Cgil
Cisl e Uil invitate al dialogo: «Le riforme sono urgenti»
Roberto Ippolito

ROMA

Le riforme da fare. E il dialogo da sviluppare. Antonio D´Amato insiste. Il presidente della Confindustria rimprovera ancora la Cgil di Sergio Cofferati, accusata di tirarsi indietro. E seduce la Cisl di Savino Pezzotta e la Uil di Luigi Angeletti, sollecitate a farsi avanti. D´Amato parla al termine della giunta dell´associazione delle imprese, mentre riemergono tensioni a livello sindacale. Alle spalle c´è il confronto sulle nuove regole per il mercato del lavoro e l´intervento sulle pensioni, sfociato nel varo prima di Natale dei due disegni di legge delega preparati dal ministro del lavoro e delle politiche solciali Roberto Maroni. Davanti ci sono altre possibili iniziative per incidere sull´economia in modo strutturale. Ieri Maroni ha accusato Cofferati di dire il falso per finalità politiche imputando al governo di mettere in forse l´equilibrio del sistema previdenziale. E ha chiesto per primo a Pezzotta e Angeletti di scegliere se seguirlo o meno. Anche D´Amato giudica strumentale l´impostazione della Cgil. E lamenta: «Sfuggire al confronto solo per questioni pregiudiziali è un errore». Il presidente della Confindustria auspica «un dialogo vero e costruttivo» tra il governo e le parti sociali. La partecipazione di tutte le componenti è quindi giudicata ideale. Ma, sostiene D´Amato, se la Cgil si arrocca solo per motivazioni politiche, diventa inevitabile procedere con chi è disponibile. Ecco quindi l´invito alla Cisl e alla Uil a impegnarsi, manifestando il «senso di responsabilità», per «tenere la barra dritta sulle necessità di un dialogo vero». Dopo il varo dei disegni di legge sul lavoro e le pensioni, secondo la Confindustria c´è l´opportunità di proseguire il confronto. Ma non con le posizioni della Cgil che per D´Amato «è fin troppo palese rispondono più logiche di schieramento politico piuttosto che a reale voglia e capacità di confronto sui temi che stanno sul tappeto». In particolare Guidalberto Guidi, consigliere incaricato della Confindustria per le relazioni industriali, torna a definire «equilibrata» la soluzione del governo per la previdenza, ricordando la sopravvivenza delle pensioni d´anzianità chiesta e ottenuta dai sindacati. In pratica D´Amato addebita a Cofferati di muoversi in modo preconcetto contro il governo di centrodestra guidato da Silvio Berlusconi, indipendentemente dal merito delle questioni. Alla Cgil viene contestato di non apprezzare il dialogo sociale a causa dei mancati risultati sperati per alcuni punti delle deleghe legislative e di dire che «il dialogo funziona se mi dà ragione, ma non funziona se mi dà torto». E «questo non è il modo in cui ci si confronta in una democrazia vera». Pertanto occorre «un salto di qualità», confidando «nella capacità e nella responsabilità dei soggetti sociali di rendersi conto di queste cose». Nella tradizionale conferenza stampa seguita alla riunione della giunta della Confindustria (dedicata anche alle questioni europee e al progetto di riforma dello statuto dell´organizzazione), D´Amato si rivolge dunque a Pezzotta e Angeletti sollecitando un gesto di autonomia e di distinzione rispetto a Cofferati: «Sarebbe opportuno che quelle componenti sindacali che hanno dimostrato, nel passato anche recente, minore pregiudizio politico e più voglia di confrontarsi sui fatti specifici delle riforme economiche e sociali sappiano» impegnarsi in un confronto «che può trovarci in accordo o disaccordo su una o più questioni ma che comunque rappresenta il modo più opportuno per lavorare». Ed ecco che cosa c´è «sul tavolo oggi» in base alle parole del leader degli industriali: «L´Italia è davanti a una grande opportunità che se se non venisse colta potrebbe trasformarsi in un grande rischio. Questo è un paese che ha forti disuguaglianze, che ha forti sfide da affrontare in un momento in cui l´economia segna il passo, nonostante l´economia italiana vada meglio di altri paesi». D´Amato osserva che pertanto è necessario «un quadro di competitività maggiore così come i lavoratori hanno bisogno di un quadro di opportunità e equità maggiori»: soltanto con «un vero processo di riforme economiche e sociali si può garantire tutto questo».

Roberto Ippolito
 Indietro
 

Copyright ©2001 Guida al sito Specchio dei tempi Credits Publikompass Scrivi alla redazione