D´Amato: dopo il collocamento riformare l´art.18

30/10/2002







                  (Del 30/10/2002 Sezione: Economia Pag. 10)
                  D´Amato: dopo il collocamento riformare l´art. 18
                  Nuovo appello dall´assemblea degli industriali romani. Valori: l´Italia deve giocare d´anticipo

                  ROMA
                  «La riforma più importante che il governo abbia in questo momento tra le mani è quella del lavoro» e la deve approvare subito, senza frapporre indugi. «Così come su altre iniziative c’è stata una forte presenza della maggioranza, ci auguriamo che questa non manchi anche per il dibattito parlamentare delle prossime ore e speriamo che anche l’opposizione sappia riconoscere in questa legge quegli elementi necessari per il rilancio in un momento così complesso del mercato del lavoro: più flessibilità per l’occupazione vera». La sollecitazione al governo viene dal presidente di Confindustria Antonio D´Amato: «Occorre fare presto – ha aggiunto – perché ogni minuto perso su questa strada, coincide con minori posti di lavoro e perdita di competitività» e quindi, dopo il ddl di riforma del mercato del lavoro, dovrà essere la volta dell´articolo 18 e della riforma degli ammortizzatori sociali. Ad ascoltare le istanze di Confindustria ieri c´era un pubblico d´eccezione. Si celebrava l´assemblea dell´Unione industriali di Roma, e per l´occasione il presidente, Giancarlo Elia Valori, top manager di lungo corso, aveva raggruppato il più prestigioso parterre dell´anno: tutti i vertici istituzionali, mezzo governo, tutte le autorità locali, i più alti papaveri delle forze armate, mezzo corpo diplomatico, i leader dei maggiori partiti. Così le parole del presidente di Confindustria sono giunti ai destinatari senza mediazioni. La sede poi era all´altezza dell´evento: il nuovissimo e avveniristico Auditorium della musica progettato da Renzo Piano e fresco di solenne inaugurazione. Prima di D´Amato aveva parlato – beninteso – il padrone di casa, Giancarlo Elia Valori, con un discorso da grande leader, di respiro internazionale, che aveva toccato i temi dell´Europa e quelli del federalismo, quelli del lavoro e quelli della crescita, senza trascurare le performance dell´imprenditoria romana durante il suo «principato» ormai triennale. Sulla tribuna degli oratori primeggiava l´ex presidente della Commissione europea Jacques Delors. «L’Italia deve giocare d’anticipo – ha detto Valori nel corso della sua articolata relazione – in una prospettiva di lunga durata attuando subito le riforme strutturali di medio-lungo periodo per la competitività, la stabilità e lo sviluppo, da attuare nel tempo con gradualità e coerenza, proseguendo l’azione di risanamento della finanza pubblica». Ma poi Valori ha provveduto anche a tirare le orecchie al governo, criticando le misure «una-tantum» incapaci di incidere strutturalmente sui processi di sviluppo futuro del paese. In particolare Valori ha stigmatizzato la «scelta per il concordato fiscale della legge finanziaria» che è «esattamente una manovra con prospettiva di breve termine», la cui natura «è solo temporanea». Lo stesso, ha aggiunto, «può dirsi per le decisioni assunte in merito al blocco delle tariffe, che ritardano le politiche di liberalizzazione e, per questa via, le reali riduzioni dei prezzi dei servizi, indispensabili in un periodo di inflazione crescente». «I maggiori oneri addossati alle imprese – ha denunciato ancora il presidente degli industriali di Roma – e la loro distribuzione poco coerente fra grandi e piccole aziende mettono in difficoltà l’intero sistema produttivo nel delineare i propri piani di investimento, tutti basati sulle aspettative di redditività nel medio-lungo periodo». Recependo il messaggio del Capo dello Stato sul pluralismo dell´informazione, Valori ha annunciato che l´Unione da lui presieduta promuoverà in gennaio un convegno sulla libertà di stampa.

          Raffaello Masci