Dalle Fiere alle coop, lobby più forti della maggioranza

01/07/2005
    venerdì 1 luglio 2005

    pagina 10

      LE SEI VOTAZIONI

        Dalle Fiere alle coop, lobby più forti della maggioranza

          Benedetti Valentini (An) chiede il condono previdenziale Peretti (Udc) vuole estendere la legge 488 alle cooperative Caparini (Lega): bonus per le aree sottoutilizzate

            ROMA – Una pioggia di euro su fiere, cooperative, imprese in difficoltà, aree depresse e aziende impegnate nell’export. E poi una norma apposita per il Ponte sullo Stretto di Messina. Non è per caso che il governo sia andato «sotto» per sei volte, tra ieri e mercoledì, durante l’esame alla Camera del disegno di legge sulla competitività. Quello che, secondo i calcoli del ministro dell’Economia, Domenico Siniscalco, doveva essere un provvedimento «blindato» sul piano della spesa, è stato ridotto a un colabrodo da pezzi della maggioranza, di volta in volta sostenuti dal centrosinistra. Ha cominciato An. Un emendamento di Domenico Benedetti Valentini, contrari governo e relatore, favorevole il centrodestra, esclusa Forza Italia, e l’opposizione, tranne Rifondazione, ha dischiuso alle imprese «in difficoltà» la possibilità di un mini-condono previdenziale. E’ una dilazione di pagamento rateale, a massimo 60 giorni, per contributi e premi non versati, pena una rimodulazione del tasso d’interesse. «Non è un condono – protesta Valentini -: non si tratta di aziende che abbiano evaso e eluso. E poi la praticabilità economica è stata attestata dall’istituto di previdenza».

            E’ stata poi la volta di Ettore Peretti (Udc). L’approvazione di due suoi emendamenti, non accettati da commissioni e governo, aprirà a società cooperative e consorzi la possibilità di accedere ai benefici della legge 488, quella sull’intervento straordinario nel Mezzogiorno di cui Siniscalco ha di recente detto: «Non ho mai visto un imprenditore che abbia avuto successo prendendo soldi dal 488». Al leghista Davide Caparini è poi toccato prendersi cura delle «imprese delle aree sottoutilizzate, soggette a grave crisi industriale»: a queste verrà data la possibilità di attingere ai 10 milioni di euro del Fondo di rotazione per l’innovazione tecnologica. Le aree sono quelle che furono individuate già nel ’99 con decreto: si va da Vercelli a Manfredonia, da Gorizia a Gioia Tauro, da Brescia a Gela.

            Ancora An, questa volta con Alberto Giorgetti, ha pensato a finanziare le «piccole e medie imprese esportatrici» che si votino all’innovazione, rinnovando la produzione destinata al mercato internazionale: limite massimo 500 mila euro per ciascun programma (fino a un milione se si tratta di un consorzio) per non più di sei anni.

            Antonio Leone di Forza Italia è stato l’unico a proporre un emendamento, sostenuto da relatore e governo ma bocciato dalla sua coalizione. Non è passata una norma che avrebbe consentito alle sole città di Messina e Reggio Calabria di ricevere l’attestato di «ambito strategico urbano», entro cui applicare la «legge obiettivo delle città», senza sottoporsi, come tutte le altre, al vaglio del governo. Una norma che sembrava fatta apposta per spianare la strada a tutti gli interventi urbanistici nelle due città che verranno collegate dal Ponte.

            L’ultimo assalto al disegno di legge sulla competitività ha avuto ieri come protagonista lo stesso relatore: Guido Crosetto. La Camera ha approvato un suo emendamento, contro cui si era espresso il governo, che garantirà agli enti fieristici dal 2006 al 2011, agevolazioni fiscali grazie all’esclusione dall’imponibile Ires e Irap di una quota non superiore al 70% degli utili dichiarati, impiegata in beni strumentali. Costo: 60 milioni di euro.

            Antonella Baccaro