Dall’Anci alla Confcommercio già partita la carica delle lobby

29/06/2005
    mercoledì 29 giugno 2005

      Dall’Anci alla Confcommercio già partita
      la carica delle lobby

      ROMA – Il ministro dell’Economia, Domenico Siniscalco, ce la sta mettendo tutta per non scatenare «guerre di religione»: «Sarà un Dpef (il Documento di programmazione economica e finanziaria, ndr ) per lo sviluppo» ha detto. «Non si può far fare la dieta a un malato» ha aggiunto, escludendo manovre restrittive. Ma per quanto la cura possa essere tonificante è pur sempre una cura. Ben lo sanno le categorie produttive, le parti sociali, le lobby abituate a leggere tra le righe, che in questi giorni stanno cercando d’immaginare dove cadrà la scure del governo. Se l’obiettivo del rilancio sarà infatti perseguito con tagli all’Irap e investimenti nelle infrastrutture, le risorse arriveranno invece dai tagli alla spesa e dalla lotta all’evasione.

        Dalle cartine provinciali del sommerso, in possesso del dicastero di Via XX settembre, emerge un’Italia in «nero» prevalentemente al Sud. E se questa non è una novità, c’è da capire in che modo sarà affrontato il problema. Secondo l’Anci, l’associazione dei Comuni, bisogna far emergere il sommerso soprattutto nel settore immobiliare, dove, secondo stime della Guardia di Finanza, i contratti in «nero» sono il 16%. «I Comuni sono pronti a fare la loro parte – ha detto il presidente Leonardo Domenici – a patto, però, che gli siano attribuiti competenze e strumenti». Che attualmente mancano. Gli enti locali insomma offrono collaborazione ma chiedono anche di non essere penalizzati dai tagli alla spesa: «Quella corrente dei Comuni non è fuori controllo» ha detto ieri Domenici. Al tempo stesso le municipalità tornano alla carica sulla vecchia proposta di introdurre «imposte o contributi di scopo».

        Forti della promessa di un rilancio delle infrastrutture, tornano a farsi sentire anche i costruttori. Con una lettera al ministro, l’Ance, associazione di categoria, ha avanzato alcune proposte. In tema di fiscalità immobiliare c’è la richiesta di proroga delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni e quella di estendere alle imprese la possibilità di rivalutare gli immobili posseduti, pagando un’imposta sostitutiva pari al 4% del valore rivalutato.

        Dal fronte dei commercianti la levata di scudi contro un Dpef penalizzante è stata totale. La pressione fiscale, ha rilevato il presidente di Confesercenti, Marco Venturi, è eccessiva: «Siamo ben sopra alla metà del reddito, tra imposte, tasse e costi degli adempimenti». Sergio Billè, leader di Confcommercio, nell’ultima assemblea di categoria ha sfidato il governo: «La lotta al sommerso e all’evasione? La si faccia, finalmente. Cosa aspettiamo ancora?». La manovra? «Deve essere coperta da riduzioni della spesa pubblica corrente, perché è improponibile tanto il suo finanziamento in deficit, quanto la sua copertura attraverso spostamenti di quote del prelievo dall’una all’altra tipologia d’imposta». Cioè aumenti dell’Iva. E poi c’è la questione dell’Irap: il taglio deve valere «per tutte le imprese: per quelle esportatrici come per quelle che operano sul mercato interno, per le grandi come per le piccole». Una stoccata diretta a Confindustria che in più di un’occasione ha chiesto di concentrare le risorse disponibili per tagliare l’Irap a favore delle imprese «esposte alla concorrenza internazionale, sia sul mercato interno sia su quelli esteri».

        C’è poi chi, come le compagnie assicurative, rappresentate dall’Ania, sta all’erta per evitare che il governo mantenga il proposito di lasciare banche e assicurazioni fuori dal taglio dell’Irap. Il presidente Fabio Cerchiai ha definito l’ipotesi «un’incomprensibile e ingiustificabile discriminazione». Tanto più che «anche nel 2004 il settore è stato chiamato a un’ulteriore contribuzione» con l’aumento dell’imposizione sulle riserve e l’anticipo d’imposta sui premi. Sulla manovra non si fanno molte illusioni infine i sindacati dei pensionati che ieri hanno annunciato per settembre uno sciopero generale che coinvolga anche i lavoratori.

        Antonella Baccaro