Dalla riforma 2,6 mld di risparmi all’anno

12/12/2001

Il Sole 24 ORE.com





    Baldassarri: ammonteranno a 4.130 gli incentivi a restare al lavoro – Tanzi: deficit 2001 sotto l’1 per cento

    Dalla riforma 2,6 mld di risparmi all’anno
    ROMA – Ammonteranno a otto milioni annui, 4.130 , gli incentivi per i lavoratori che rimarranno in attività anche dopo aver maturato il diritto alla pensione. Lo ha spiegato Mario Baldassarri, viceministro dell’Economia, intervenendo alla presentazione del libro di Dino Pesole "I conti in regola", edito dal Sole-24 Ore. Un meccanismo di incentivazione che permetterà di conseguire 5mila miliardi annui, 2.582 milioni di , di risparmio sulla spesa previdenziale. Il conteggio del viceministro si riferisce ai 200mila lavoratori che ogni anno maturano il diritto alla pensione di anzianità. Resta naturalmente l’incognita del numero di lavoratori che vorranno approfittare degli incentivi. A sua volta Fiorella Kostoris Padoa Schioppa, presidente dell’Isae, nella cui sede si è svolta la presentazione, ha ricordato una stima dell’Inps secondo la quale metà dei lavoratori che maturano la pensione di anzianità continuano, in realtà, a lavorare. «Secondo le nostre valutazioni – ha proseguito la Kostoris – se almeno un quarto degli interessati continuerà a lavorare ricorrendo agli incentivi, allora l’operazione si tradurrà in un risparmio. In caso contrario, sarà passiva». Intanto i conti vanno meglio del previsto. Vito Tanzi, sottosegretario all’Economia, ha annunciato che probabilmente il 2001 chiuderà con un rapporto deficit-Pil inferiore all’1%, mentre le ultime stime risalenti a metà novembre parlavano ancora dell’1,1 per cento. «Le cose stanno andando meglio di quanto pensassimo alcuni mesi fa», ha detto Tanzi: «Vuol dire che abbiamo fatto più sforzi per risparmiare». O che il "buco" era meno profondo di quel che si è temuto. Quanto alla riforma fiscale, altro grande capitolo del programma del Governo, essa sarà completa, con le due aliquote Irpef al posto delle attuali cinque, entro il 2006. Sempre Baldassarri ha ribadito che gli obiettivi finali, di legislatura non subiranno ritardi per via delle difficoltà contingenti. Certo, la riforma sarà graduale, e graduale l’accorpamento delle aliquote, ma se i primi passi non potranno essere compiuti sin dal 2002, tuttavia saranno mossi dal 2003. Per arrivare alla prevista aliquota del 23% fino ai 200 milioni di reddito e del 33% oltre. Prima però un altro cambiamento, dalla lira all’euro, si completerà col 1° gennaio 2002. Come ci si è giunti? Andrea Monorchio, ragioniere generale dello Stato, ha ricordato che, per tutti gli anni 80, non c’erano altri esempi che ricordassero la gravità della nostra situazione finanziaria. Il trattato di Maastricht fu una svolta. Ma il Patto di stabilità, che pure è stato alla base del successo di quel trattato, dovrebbe essere, secondo Monorchio, modificato. «Un ritocco magari solo temporaneo per contrastare la depressione dell’economia». Opposta l’opinione di Baldassarri: «Il Patto contiene già gli ammortizzatori. Ma non è con qualche decimale in più nel rapporto deficit-Pil che si risolvono i problemi. Servono le riforme strutturali». Drasticamente contrario alla revisione del Patto Vincenzo Visco, ministro finanziario nella passata legislatura. «Sarebbe un errore e un pericolo. L’Italia, poi, è l’ultimo Paese che può chiederlo. Semmai il Patto dev’essere trasformato in alleanza con lo scopo di accrescere la collegialità delle decisioni in sede europea». Ricordata la decisione di settembre ’96 di raddoppiare la manovra finanziaria ’97 per raggiungere puntualmente l’euro ed evitare un isolamento che sarebbe stato fatale all’Italia, tutti, da Monorchio a Vincenzo Visco, hanno riconosciuto a Romano Prodi, allora Presidente del Consiglio, tenacia e determinazione ma hanno attribuito a Carlo Azeglio Ciampi, ministro del Tesoro del tempo, il merito principale di una scelta ambiziosa e difficile. Visco ha rievocato altresì la «straordinaria serenità» che Ciampi ha saputo infondere tra i colleghi di Governo nei momenti di massima preoccupazione.
    L.L.G.
    Mercoledí 12 Dicembre 2001
 
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