Dalla porno tax ai ticket Manovra da 20 miliardi

28/10/2002




          (Del 27/10/2002 Sezione: Economia Pag. 19)
          Dalla porno tax ai ticket Manovra da 20 miliardi

          ROMA
          Quella che esce modificata dalla commissione Bilancio è una Finanziaria
          2003
          da 20 miliardi di euro, di cui 8 arriveranno dal concordato, 4 da operazioni
          contabili e cartolarizzazioni e 8 da tagli nella pubblica amministrazione.
          La correzione effettiva sarà, però, solo di 13 miliardi, mentre il resto servirà ad
          avviare il primo modulo della riforma Irpef e ridurre l’Irap e l’Irpeg.
          Ecco, punto per punto, la Finanziaria che, dalla prossima settimana, approderà in aula.
          FISCO. Decolla il primo modulo dell’Irpef targata Tremonti. Il risparmio complessivo
          per i contribuenti sarà di circa 5,5 miliardi di euro concentrato soprattutto sui redditi
          bassi.
          Per i lavoratori dipendenti la riduzione media Irpef è pari a 436 euro per i redditi fino a
          11.000 euro, di 295 euro per i redditi tra 11.000 e 18.000 euro, 214 euro per i redditi tra
          18.000 e 25.000 euro.
          ABOLIZIONE DEL DIVIETO DI CUMULO. Dal primo gennaio è possibile cumulare
          integralmente i redditi da lavoro con i redditi da pensione, a patto che il lavoratore
          abbia raggiunto i 58 anni di età e maturato 37 anni di contributi.
          PORNO TAX. La stangata fiscale sui business a luci rosse colpisce con un prelievo
          speciale e aggiuntivo del 25%, la produzione, la vendita o il noleggio di materiale
          pornografico e raddoppia l’aliquota Irap che sale al 9% e quella Iva al 20%.
          CASA. Viene prorogata fino a giugno del 2003 la detrazione fiscale del 36%
          sulle ristrutturazioni edilizie.
          ALIQUOTE E SCAGLIONI. La nuova Irpef avrà l’aliquota base al 23% per i redditi
          fino a 15.000 euro. L’attuale scaglione tra 15.493 e 30.987 euro con aliquota al 32% viene
          sdoppiato in due scaglioni il primo per i redditi tra 15.000 e 29.000 euro con aliquota
          al 29% e il secondo tra 29.000 e 32.600 euro con aliquota al 31%.
          Invariate le due ultime aliquote al 39% e al 45%.
          DEDUZIONI E DETRAZIONI. Deduzione base uguale per tutti pari a 3000 euro
          accompagnata da una ulteriore deduzione che sarà di 4500 euro per redditi da lavoro
          dipendente, di 4000 euro per i redditi da pensione e di 1500 euro per redditi da lavoro
          autonomo.
          NO TAX AREA. Varierà entro una forbice di 7500-10.000 euro per i lavoratori
          dipendenti e pensionati e tra i 4500 e i 7000 euro per gli autonomi.
          ACQUISTO BENI. Verrà imposta una stretta sull’acquisto di beni e servizi di ministeri
          e enti previdenziali. È previsto che queste spese vengano tagliate per lo meno del 10 per cento.
          TERME. Saranno a carico del servizio sanitario solo per invalidi di guerra, grandi invalidi
          per servizio, invalidi civili totali. Gli altri cittadini dovranno pagare un ticket di 50 euro
          (anziché 70 come ipotizzato).
          MEZZOGIORNO. Un maxiemendamento del governo verrà presentato all’aula di Montecitorio.
          DIPENDENTI PUBBLICI. Nel 2003 scatterà il blocco del turn over.
          Gli stanziamenti per i rinnovi dei contratti pubblici vengono incrementati di 780 milioni di euro.
          SANITÀ. Le Regioni dovranno avviare sul proprio territorio il monitoraggio delle ricette
          mediche e farmaceutiche. Confermati i ticket sulla diagnostica strumentale e di laboratorio.
          SCUOLA. Riduzione delle classi con ritorno alla figura del maestro prevalente, tagli del 40%
          dei fuori ruolo e del 20% del personale ausiliario.
          PATTO DI STABILITÀ INTERNO. Regioni e enti locali non potranno aumentare le
          addizionali Irpef e dovranno ridurre del 10% le spese per beni e servizi (ma già protestano).
          RIENTRO DEI CAPITALI. La Finanziaria contiene anche la riedizione dello scudo fiscale.
          I capitali detenuti all’estero potranno essere sanati pagando un aliquota più alta rispetto alla
          precedente edizione: si passa dal 2,5% al 4%. In base alle stime prudenziali fornite dal governo
          potranno fare ritorno in Italia circa 50 miliardi di euro contro i 60 dell’anno precedente.
          Da questa misura si prevede un gettito valutato in circa 2 miliardi di euro.
          Il rientro dei capitali potrà avvenire tra il 1° gennaio e il 30 giugno del 2003.