D´Alema critica lo sciopero Cgil “E da noi girotondini sul palco”

20/09/2002


 
VENERDÌ, 20 SETTEMBRE 2002
 
Pagina 21 – Interni
 
IL PERSONAGGIO
 
Il presidente Ds alla Festa dell´Unità. "Era meglio una protesta tutti insieme"
 
D´Alema critica lo sciopero Cgil
"E da noi girotondini sul palco"
 
 
 
 
DAL NOSTRO INVIATO
MICHELE SMARGIASSI

MODENA – - «Avrei preferito una protesta unitaria». Alla freddezza sui girotondi, confermata e aumentata («La pura protesta fa il gioco di Berlusconi»), Massimo D´Alema aggiunge un inedito gelo sullo sciopero generale. Dalla Festa dell´Unità di Modena, il presidente dei Ds spedisce un biglietto critico sull´ultima scelta di Sergio Cofferati. Definisce lo sciopero del 18 ottobre «legittimo» ma si preoccupa per l´unità sindacale, «spero che possa riprendere un rapporto positivo», magari puntando sul fatto che «il governo sta tradendo le promesse contenute nel Patto per l´Italia».
E´ una giornata di tensioni internazionali quella che D´Alema commenta sotto un tendone gremito, rispondendo alle domande di Massimo Giannini di "Repubblica". Le bombe su Arafat, «ritorsione sbagliata, che alimenta la spirale violenza: Usa e Europa dovrebbero intervenire duramente per imporre la pace» anziché preparare la guerra all´Iraq, là dove «il nostro dovere è andare a vedere» le carte di Saddam. Su queste posizioni, osserva, Schroeder può vincere le elezioni in Germania. Mentre delle opinioni di Berlusconi «non sappiamo nulla. Forse perché non ne ha. Telefona a tutti, Bush, Schroeder, Blair, e a tutti dice di essere d´accordo con loro. A Berlusconi piace piacere, farsi vedere col pullover, in familiarità coi potenti, lontano dalle misere cosette italiane come la legge Cirami…».
Tragedie internazionali e tragicommedie nazionali. Come la Caporetto del ministro Tremonti: «Perfino il tono dimesso del ministro dell´Economia, di solito molto brillante, è il segno di un fallimento». Ha rivisto le previsioni del Pil? «Dev´essere il quinto numero che dà il governo. Finalmente guardano in faccia la realtà: i nostri numeri sono peggiori della media europea». Governo sempre più debole. Ma allora hanno ragione i girotondi a gridare sempre più forte? Sì e no. Più no che sì: «Un grande movimento è sempre un´opportunità», ripete D´Alema, «ma solo se ha uno sbocco politico». «Tocca a voi», gridano dalla platea. «Sì, ma anche quel movimento ha una leadership, ha una voce», insomma ha una testa per capire «qual è il gioco di Berlusconi: nascondere i suoi fallimenti dipingendo come alternativa una sinistra rumorosa, esagitata, regredita da riformista a protestataria». Insomma «si può non essere d´accordo con questo scocciatore di D´Alema, ma ci vorrebbe un po´ di rispetto per uno che vorrebbe tornare a vincere». Uno che, ricorda, ha vinto la sua battaglia elettorale a Gallipoli contro Berlusconi «sbarcato con l´elicottero per cacciarmi», e a farlo vincere «non fu un articolo di Micromega». Ma niente ripicche contro i girotondini: alcuni leader dei quali domenica, al comizio di Fassino, saranno sul palco. «Benvenuti. Oltretutto noi li invitiamo sopra il palco».