Dal sommerso gettito incerto

07/03/2002





I dubbi della Corte dei conti sugli effetti della manovra di bilancio per il 2002
Dal sommerso gettito incerto
ROMA – Una manovra dalla copertura incerta, dagli effetti «non agevolmente prevedibili» e, in più casi, «aleatori». A cominciare dalla tenuta degli obiettivi sull’emersione delle imprese dal sommerso per arrivare all’operazione di dismissione degli immobili pubblici. La Corte dei conti mette in guardia dai possibili rischi per la finanza pubblica che potrebbero scaturire dalla Finanziaria 2002 e, in particolare, da alcuni dei provvedimenti-cardine dei primi "cento giorni" del Governo, soprattutto la "Tremonti bis". La segnalazione della magistratura contabile è contenuta nella consueta relazione al Parlamento sulle leggi di spesa varate dal Parlamento negli ultimi quattro mesi del 2001. Problemi di tenuta della spesa pubblica, che, per quanto riguarda la farmaceutica, sono stati intanto confermati (si veda «Il Sole-24 Ore» del 19 febbraio) dalle rilevazioni della Commissione insediata presso il ministero della Salute: nel 2001 i consumi di farmaci a carico dello Stato sono esplosi, con una crescita del 32,6% sul 2000. «La parte quantitativamente e qualitativamente preponderante dell’intera manovra – esordisce la Corte dei conti – è caratterizzata da provvedimenti dagli effetti non agevolmente prevedibili». Difficoltà, sottolinea la relazione ribadendo un concetto già espresso negli anni scorsi, che si sono accresciute «in relazione al graduale abbandono di misure di riduzione certa di voci di spesa o di aumento delle aliquote fiscali». «Rischi», si aggiunge, ai quali «anche la manovra 2002 non si sottrae». Con l’effetto finale che, ancora una volta, i risultati attesi dalle manovre saranno «fortemente condizionati dal grado di adesione dei soggetti coinvolti». Promosse le misure sullo scudo fiscale e quelle del «patto di stabilità sanitario» dell’8 agosto scorso (che però andrà attentamente monitorato), la Corte dei conti riserva invece più di una stilettata a due leggi dei "cento giorni". Anzitutto agli interventi sulla cartolarizzazione degli immobili, che secondo le previsioni dovrebbero fruttare 7,7 miliardi € già nel 2002: «Una valutazione di congruità della previsione – si osserva – è resa ardua, anzitutto, dalla mancanza di indicazioni sui criteri di stima del patrimonio immobiliare oggetto di alienazione, il cui valore complessivo è determinato senza una puntuale ricognizione dei beni». Le difficoltà incontrate per valutare «congruamente» il gettito atteso, precisa tuttavia la Corte dei conti, non implicano una "demonizzazione" della strada intrapresa: anzi, è «positivo il giudizio sulle procedure prescelte, che hanno consentito il superamento di una impasse pluriennale nel settore». Forti «perplessità» esprime poi la magistratura contabile sulle misure varate per ridurre l’area dell’economia sommersa e far emergere le imprese che impiegano in tutto o in parte lavoratori in nero. Le previsioni del Governo – che stima un gettito di circa 20 miliardi € nel 2002-2004 – non poggiano secondo la Corte dei conti su «analisi oggettive, ma solo sulla base di generici criteri di ragionevolezza comunque molto opinabili». E dipendono fortemente dal «grado di adesione dei soggetti destinatari». Di qui le perplessità sull’effettiva convenienza per le imprese "sommerse" di riemergere e di regolare la propria posizione. Sia perché per rientrare nella legalità le aziende "in nero" avranno comunque necessità di un «aumento del profitto totale». Ma anche perché non può essere esclusa l’ipotesi che molte imprese «possano rientrare nell’illegalità quando sarà cessato il triennio di imposizione fiscale agevolata».
Roberto Turno

Giovedí 07 Marzo 2002