Dal sommerso 1,3 miliardi €

17/05/2002





Sud – Fonti del ministero dell’Economia indicano un primo gettito dell’emersione «spontanea»Dal sommerso 1,3 miliardi €
Stime sopra le aspettative ma il bilancio finale si farà solo con la legge che scade il 30 novembre
ROMA – Il sommerso si muove. E lo fa seguendo la strada che più gli è congeniale. Anzichè strombazzare ai quattro venti la propria irregolarità attraverso una autodichiarazione, usa la sordina: dichiara morta l’azienda per poi resuscitarla sotto altra ragione sociale, inventa nuovi occupati che in realtà erano lavoratori in nero, usa la penna per fatturare. Questo mormorio, tuttavia, non è sfuggito al ministero dell’Economia che ha già quantificato il gettito prodotto dall’emersione: circa 1,3 miliardi di euro. Ecco il primo dato significativo prodotto, secondo i tecnici di Giulio Tremonti, dalla campagna contro il nero avviata dal Governo. Anche perché è destinato a sommarsi con i risultati che lo stesso Esecutivo conta di ottenere attraverso la nuova legge per l’emersione il cui bilancio si potrà trarre solo sul finire dell’anno, ovvero con l’approssimarsi della scadenza del 30 novembre, termine ultimo per presentare l’autodichiarazione. La stima del gettito prodotto dall’emersione è stata ricavata confrontando, nello stesso periodo, l’andamento delle retribuzioni contrattuali stimate dall’Istat con le ritenute fiscali sui redditi da lavoro dipendente del settore privato. Di solito i due valori tendono ad «intersecarsi», a sovrapporsi, in quanto all’incremento retributivo corrisponde parallelamente un aumento delle entrate. Dalle indiscrezioni raccolte a via XX settembre emerge, invece, che tra la fine del 2001 e i primi mesi di quest’anno, l’incremento di gettito è stato superiore alle aspettative. Tra dicembre 2001 e aprile 2002 (si veda la tabella) all’aumento delle retribuzioni è corrisposto un incremento aggiuntivo del gettito derivante dalle ritenute di circa tre punti e mezzo; allo stesso tempo, nel primo trimestre del 2002, è stato registrato un incremento dell’Iva del 9,8% nonostante i consumi (tenuto conto anche dell’inflazione) si attestino attorno a un +4 per cento. Se a ciò si aggiunge l’incremento del tasso di natalità delle imprese e dell’occupazione registrati negli stessi mesi, è «presumibile», sempre secondo il ministero dell’Economia, che ci si trovi in presenza di un’emersione spontanea definita «laterale alla dichiarazione di emersione». In sostanza, secondo quanto sostengono all’Economia, lo scarso ricorso alla dichiarazione prevista dalla legge per l’emersione del nero (che ha già subito diverse innovazioni e proroghe) sarebbe stato determinato dalla paura degli imprenditori sommersi di esporsi platealmente all’interesse del Fisco, dell’Inps o anche dei sindacati e di poter in ogni caso beneficiare degli aiuti previsti per la generalità delle imprese (ad esempio gli sgravi sui nuovi assunti). Il risultato di questa emersione «laterale», tuttavia, si rifletterà anche sul processo avviato con la nuova legge. Per chi rimane in nero sarà infatti sempre più difficile nascondersi, visto il livello di sofisticazione raggiunto dagli studi di settore e le possibilità di operare rapidamente il controllo incrociato dei dati. Lo scarso appeal esercitato dalla legge sull’emersione potrebbe dunque offrire una sorta di «ultima possibilità» anche perché, sottolineano sempre al ministero, resta comunque «assai più conveniente di quella laterale». Il bilancio si potrà fare solo con l’approssimarsi della scadenza del 30 novembre – aggiungono i tecnici di Tremonti – così come è avvenuto con il rientro dei capitali i cui risultati sono risultati evidenti solo alla fine.
Barbara Fiammeri

Venerdí 17 Maggio 2002